Di Minco(Prc):«L’Idv incoerente sulla Mare-Monti.Salviamo l’opera e la legalità»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5207

PESCARA. C’è fermento ritrovato intorno alla Mare-Monti che da alcune settimane è tornato argomento utile nel dibattito politico. Tutti sono d’accordo nel non perdere una opera utile per un territorio molto vasto.
Ma bisogna mettersi d'accordo e fare in fretta. Sono stati molteplici anche gli incontri del neo presidente della Provincia, Guerino Testa, con il responsabile dell'Anas.
Da Penne invece l'Idv locale ha proposto una petizione al capo dello Stato per sbloccare il cantiere, fermo in seguito al sequestro giudiziario imposto dalle indagini della procura di Pescara.
Una proposta che tuttavia fa discutere e non trova d'accordo Sandro Di Minco di Rifondazione comunista, consigliere provinciale che nel tempo si è da subito interessato alle vicissitudine dell'arteria viaria.
Il problema è semplice: d'accordo per sbloccare l'opera per realizzarla in quanto utile. Ma di quale opera si parla? Quella già progettata (e sospettata di essere fortemente illegittima) oppure quella che si dovrà riprogettare nel rispetto della Riserva naturale “violata”?
«L'iniziativa dell'Idv potrebbe essere lodevole», dice Di Minco, «ma chiediamo a loro e ai loro rappresentanti di chiarire l'esatto contenuto della proposta. Per quanto ci riguarda siamo stati praticamente l'unica forza politica che, ad ogni livello, sin dal Marzo 2008 (pochi mesi dopo il sequestro dell'area da parte della Magistratura) ha sempre sostenuto la stessa linea».
Una posizione che, a fatica, il 25 marzo scorso è diventata anche la posizione ufficiale della Provincia di Pescara.
Il Consiglio Provinciale infatti ha deliberato, su proposta del Prc, l'impegno di chiedere all'Anas, al Governo Nazionale e alle autorità Regionali competenti di assumere impegni ufficiali e di fornire adeguate garanzie.
La Provincia si è dunque impegnata affinchè «la realizzazione di una infrastruttura viaria di collegamento tra la costa e l'entroterra vestino sia assunta come opera di rilevante e prioritario interesse pubblico».
Il consiglio si è detto favorevole al «mantenimento dei fondi attualmente disponibili a servizio della stessa area vestina» e alla «loro immediata destinazione alla realizzazione di un altro tratto dello stesso tracciato che non presenti problematiche di compatibilità di tipo ambientale e/o paesaggistico e/o di altra natura».
Nello stesso tempo però, la posizione espressa in consiglio è quella anche di una «ricerca di un'altra soluzione progettuale, compatibile con la normativa vigente, a basso o nullo impatto ambientale, per la parte di tracciato oggi sottoposta a sequestro e la contemporanea previsione di altri finanziamenti che diano la garanzia di poterla realizzare consentendo altresì di completare l'opera nella sua interezza».
Problema questo non secondario visto che l'inchiesta è partita proprio da violazioni di tipo ambientale avendo il viadotto “sfondato” l'area protetta adiacente.
«La nostra posizione è stata chiara», ha aggiunto Di Minco, «non si può dire lo stesso di altri. Infatti si è sprecato oltre un anno di tempo per perseguire una posizione incredibile, sostenuta, insieme ad altri, proprio dai rappresentanti pennesi dell'Idv, che aveva come obiettivo dichiarato quello di realizzare ad ogni costo l'opera così come progettata dall'Anas. Anche a costo di tagliare la Riserva di Penne o anche a costo di modificare in senso peggiorativo la normativa Regionale di salvaguardia delle Aree protette. Nonostante due distinte inchieste giudiziarie mettessero in evidenza l'assoluta illegittimità della proposta e nonostante evidenti ragioni di opportunità consigliassero di lavorare rapidamente ad una soluzione alternativa per salvare il finanziamento e l'opera nel suo complesso, senza però mettere in discussione estensione e valenza della Riserva naturale del Lago di Penne».
Il Consiglio provinciale però ha ribadito l'interesse alla riserva naturale ed ha espresso posizioni chiare anche sulla futura costituzione di parte civile in un ipotetico processo per il risarcimento dei danni.
«Eppure anche su questo aspetto l'Idv si è espressa con voto contrario, su tutto il documento, dell'allora Capogruppo Silvio Cardone, che ha sostanzialmente difeso il progetto impossibile e illegittimo dell'Anas», ha detto ancora Di Minco.
L'avvertimento di Rifondazione all'Idv è dunque chiaro: nel rispetto della legalità e della riserva naturale si è d'accordo a salvare l'opera: «il Prc sarà in prima fila, e accoglierà con fraterna amicizia l'Idv tra quanti si sono battuti in questi anni per il rispetto della legalità, della corretta gestione dei fondi pubblici e della salvaguardia dello splendido paesaggio Vestino. In caso contrario non essendo disposti a batterci pe rle ruspe di Toto andremo ognuno per la propria strada».

09/09/2009 11.37