Crisi economica, Mascitelli (Idv): «servono riforme e soldi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sulla crisi economica abruzzese l'Italia dei Valori chiederà al Governo nazionale di conoscere l’esatto ammontare delle risorse economiche a disposizione della regione.

L'annuncio è stato dato dal senatore Alfonso Mascitelli a seguito dei dati pubblicati dallo Svimez sulla grave crisi occupazionale e del sistema produttivo abruzzese.
«Per uscire l'Abruzzo da questa gravissima condizione di difficoltà servono riforme strutturali e risorse economiche vere e adeguate», ha detto l'esponente dell'Idv. «Se vogliamo, con tempi certi che non ammettono più ritardi e incertezze, sostenere la ripresa della nostra economia».
Per ora, secondo il senatore, non si vedono né le une nè le altre. «Richiedono ad esempio tempestività d'intervento, una riforma radicale della Fira per avere una finanziaria che garantisca e promuova le opportunità di sviluppo del nostro territorio e così la decisione dello scioglimento dei consorzi industriali, che continuano ad accumulare debiti senza produrre servizi moderni ed efficienti e si sovrappongono alle potenzialità di sviluppo dei distretti industriali».
Così come «le leggi organiche e le relative normative di attuazione, per evitare che ci si limiti al solo annuncio di buone intenzioni, che contengano misure a sostegno delle piccole e medie imprese, dell'artigianato e del commercio hanno priorità assoluta, mentre per il momento sono genericamente assenti dall'agenda della maggioranza di centro destra».
La copertura economica del pacchetto anticrisi siglato dalla giunta regionale con l'ABI è per la realtà abruzzese «un pannicello caldo», assicura Mascitelli.
«Non tutte le micro imprese avranno la possibilità di accedere al modesto finanziamento di 10mila euro per l'avviamento di attività o usufruire del fondo per il consolidamento delle passività, per non parlare poi del fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà per la perdita del posto di lavoro, del tutto insufficiente a fronteggiare la gravità della situazione».

05/09/2009 9.28