Il Pdl propone l’azzeramento della giunta dell’Aquila:«è meglio»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Dai toni sferzanti e insidiosi a quelli più concilianti e magari sfumati di un “consiglio paterno”.
Torna a dire la sua il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante, che nelle ultime settimane si è distinto per polemiche aspre su alcuni appalti passati per le mani del Comune dell'Aquila, amministrato dal sindaco di centrosinistra, Massimo Cialente.
Ha destato scalpore la procedura di affidamento del servizio di smaltimento delle macerie oppure l'altro singolare affidamento per i frigoriferi, con preventivi molto simili, tutti provenienti dallo stesso gruppo imprenditoriale.
Polemiche e procedure che hanno in qualche modo incrinato la credibilità di assessori e dirigenti alcuni dei quali sono stati spostati.
Ed è innegabile che per il centrodestra operare sulla ricostruzione dovendosi raccordare con forze “nemiche”, come gli amministratori del Pd, costituisce un problema che probabilmente afferisce alla libertà di manovra e di controllo su chi prende le scelte.
Anche se c'è da dire che il centrosinistra oltre le polemiche e le dichiarazioni ad effetto non è riuscito a produrre nulla che si possa inserire nell'ambito del controllo che ogni minoranza dovrebbe fare.
E stiamo parlando della ricostruzione post terremoto di miliardi di euro.
Così dopo «ampia discussione, condivisione con il gruppo consiliare comunale del PdL, e a seguito di un raccordo con i vertici regionali» (i senatori Piccone e Di Stefano), Giuliante ha proposto le sue linee direttive per il futuro.
Il discorso sarebbe semplice: azzeriamo la giunta comunale dell'Aquila e spostiamo il controllo in seno al consiglio comunale. Questa soluzione sarebbe accolta con favore dal centrodestra e farebbe rispariare tempo e soprattutto –sempre secondo Giuliante- riuscirebbe a dare risposte concrete agli sfollati.
«L'emergenza aquilana ha bisogno di un colpo d'ala, i piccoli cabotaggi, i rituali del passato diventano inadeguati e piccini rispetto al dramma che si sta vivendo», ha detto, «la popolazione aspetta soluzioni atte a ripristinare condizioni di vita accettabili. 8 punti che identifichino emergenze condivise, un tempo predeterminato per cogliere gli obiettivi, una squadra di tecnici super partes a cui affidare la concreta realizzazione di altrettante scelte dell'amministrazione comunale di L'Aquila e una zona franca, neutra laddove possibile, non esposta ai contraccolpi di una campagna elettorale imminente».
«Con questa ipotesi», sostiene Giuliante, «si eviterebbe la confusione di presenze politiche trasversali ed eterogenee difficili da raccordare e comunque esposte ai contraccolpi delle possibili contrapposizioni di parte che potrebbero emergere con relativi condizionamenti anche al di fuori del Comune (livelli provinciale, regionale e nazionale). Un tempo determinato nel quale il consiglio, nella sua interezza, «diventi assiduo controllore degli obiettivi stessi».
L'azzeramento della giunta e «un'ipotesi tecnica» (a differenza di un rimpasto e/o della immissione tout court di nuove persone) comporterebbe «la rinuncia al giudizio sul pregresso dei singoli assessori perché si tratterebbe di un metodo nuovo che si afferma, dettato da una situazione imprevista e imprevedibile, emergenziale e drammatica, da affrontare con rinnovate forme di governo nei ruoli che a ognuno competono».
Chissà.
Il sospetto è che il centrosinistra non potrà essere d'accordo ed ancora una volta interessi di potere potrebbero sovrapporsi a quelli dei problemi concreti di migliaia di famiglie che vivono condizioni disagiate ed il loro pensiero ricorrente è: ritornare alla normalità. Subito.

02/09/2009 11.55