Agricoltura. Di Pangrazio contro l’Arssa: il prezzo sale e la patata è bollente

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6822

AVEZZANO- C’è grossa crisi nel Fucino, unica zona dell’Aquilano non terremotata che rischia ora di sbriciolarsi sotto i colpi continui dei rovesci economici. E nel frattempo la politica… DEL CORVO: «LA REGIONE SI IMPEGNERA’»

«Mentre l'Arssa censisce le piante monumentali di ulivo esistenti sul territorio abruzzese e pubblicizza il vino della costa come unica ricchezza del territorio regionale, il solo settore non terremotato della Provincia dell'Aquila, quello agricolo, rischia di crollare a picco come i suoi prezzi».
Si appella alle istituzioni il Capogruppo del Partito Democratico al Comune di Avezzano, Giuseppe Di Pangrazio, auspicando «maggiore progettualità verso uno dei settori più importanti dell'Abruzzo interno».
Secondo l'esponente del Pd, l'Agenzia regionale di servizi e sviluppo agricolo (Arssa) oltre a registrare la crisi del settore, dovrebbe attivare tutte le misure possibili che la normativa regionale prevede per aumentare la produzione e programmare la commercializzazione della vastità dei prodotti orticoli che il Fucino fornisce.
«Il problema del costo della patata – dice il Capogruppo del Pd – è un problema ma non è il problema. Perché - si domanda Di Pangrazio - nessuno si interroga su come farà ad andare avanti la nostra agricoltura senza il reinserimento delle risorse nazionali destinate ai bacini idrici? Perche i prodotti del Fucino non vengono trattati alla stregua dei vini della costa, proponendo anche per loro il ‘famoso' marchio di qualità? E infine, perché la Regione Abruzzo, non fa lavorare il Distretto Agroindustriale della Marsica, organo deputato e designato alla lavorazione e commercializzazione dei prodotti? La sola vetrina a disposizione dei nostri coltivatori – conclude Giuseppe Di Pangrazio – è il loro stesso territorio finché la Regione Abruzzo non riuscirà a fornire un palcoscenico nazionale per dare ‘visibilità' alla produzione locale e creare, di conseguenza, indotto economico e occupazionale per la provincia dell'Aquila».

01/09/2009 12.29

DEL CORVO: «LA REGIONE SI IMPEGNERA'»

«La Regione Abruzzo metterà in atto tutte le forme possibili per assicurare al comparto agricolo maggiore progettualità. L'iter per quanto concerne i marchi di origine Igp – sia per le patate che per le carote - è avviato da diversi anni e non ha avuto riscontri dal precedente governo regionale. E' nostro impegno portare a termine l'iter burocratico per l'ottenimento degli stessi. Sul Distretto agroindustriale della Marsica c'è da dire che esso dovrebbe promuovere accordi di programma sul territorio a fare attività di promozione. Fu istituito diversi anni fa ma completamente abbandonato dalla regione. E' nostra ferma intenzione rimetterlo in funzione e comunque tra i suoi compiti non c'è quello di provvedere alla commercializzazione dei prodotti».
Così Antonio Del Corvo, presidente della Commissione agricoltura della Regione, interviene in risposta a quanto dichiarato da Giuseppe Di Pangrazio (pd) a proposito della difficile situazione del settore agricolo nelle aree interne.
«Il crollo dei prezzi dei prodotti del Fucino, in particolare quello delle patate – aggiunge Del Corvo – è determinato da tanti fattori locali, nazionali ed esteri. E' vero che l'Arssa dovrebbe offrire servizi adeguati per salvaguardare la produzione locale e regionale, ma è anche vero che il rilancio dell'agricoltura fucense non può prescindere da una riorganizzazione strutturale ed organizzativa dell'intero mondo agricolo. Marchio di identificazione della provenienza e concentrazione dell'offerta: se gli operatori dell'agricoltura fanno propri questi due principi, non dico tutti, ma alcuni problemi sicuramente non avrebbero motivo di esistere e sarebbe più agevole per la politica dare risposte»
«Al Consigliere Di Pangrazio – prosegue Del Corvo - faccio notare che il Distretto agroindustriale della Marsica non è mai stato considerato dal precedente assessore di centrosinistra, come se non esistesse. Negli incontri avuti, con il sen. Piccone, con i rappresentanti del settore agricolo – dice ancora il presidente Del Corvo – sono emerse proposte aventi una doppia valenza: la prima è quella di intervenire subito per bloccare lo stato di emergenza nella conca fucense. In questo caso la Regione Abruzzo, con il sostegno del Governo centrale, attiverà ogni forma per venire incontro alle esigenze dei coltivatori e l'assessore regionale Febbo ha dato disponibilità in tal senso. L'altra proposta riguarda invece il medio e lungo termine e non può prescindere da una riorganizzazione, in termini strutturali e organizzativi dell'intero settore agricolo del Fucino e regionale».
«Ciò si potrà fare – conclude Del Corvo – solo se gli operatori faranno propri due principi: utilizzo del marchio di identificazione della provenienza e concentrazione dell'offerta, altre zone agricole lo hanno fatto ed i benefici si sono visti».

02/09/2009 10.56