«Chiodi ignora lo studio e continua a sprecare soldi con poltrone superflue»

Alessandro Biancardi

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«Chiodi ignora lo studio e continua a sprecare soldi con poltrone superflue»
ABRUZZO. «Chiodi diceva in campagna elettorale: taglieremo i costi della politica, ridurremo gli enti, meno consigli di amministrazione – dichiara Silvio Paolucci, segretario regionale PD - Poi si è rimangiato tutto ed ha cominciato con le nomine anche superflue».
«Si tratta oggi di svelare i falsi della rivoluzione meritocratica del presidente della Giunta regionale – a parlare stavolta è Camillo D'Alessandro, capogruppo PD alla Regione – una sola Ater, stop alla pletora di Enti, le nomine solo a persone competenti». La polemica sulle nomine effettuate dalla Regione all'Arpa, alla Gtm e alla Sangritana si surriscalda in una conferenza stampa convocata sull'argomento.
«Michele Russo alla Gtm: ma non si occupava di comunicazione? - continua D'Alessandro - L'avvocato Cirulli all'Arpa: non era esperto di leggi e di acqua, visto che ha presieduto la Sasi? Che ne sa dei trasporti pubblici? Di Nardo alla Sangritana? Non mi risulta che abbia competenze specifiche».
Insomma il Pd -c'erano anche l'ex assessore Giovanni D'Amico ed il consigliere Ruffini- ha puntato il dito accusatore contro le promesse di Gianni Chiodi che si era impegnato a formulare entro la fine di luglio al riforma degli enti.
E invece di questa riforma non se ne parla nemmeno da lontano.
«Al contrario – ricorda D'Alessandro, sventolando l'odg del Consiglio regionale di martedì prossimo, ci sono 23 punti (dal numero 6 al numero 29) di nomine, dalle più piccole alle più grosse. Come capogruppo – conclude D'Alessandro – ho diffidato la Giunta a procedere con queste nomine».
Sui trasporti in particolare, il Pd ha ricordato che esiste agli atti della Regione uno studio preliminare della KPMG che aveva proposto tre soluzioni per l'accorpamento delle tre aziende di trasporto.
«Il Pd sposa una di queste proposte – conclude Paolucci – e cioè una sola azienda di trasporto sul modello di quello che sta facendo il Lazio: un solo presidente, un solo CdA, economie di scala, servizi migliori per l'utente. In 6-8 mesi Arpa, Gtm e Sangritana potevano essere portate alla fusione, integrando i servizi e risparmiando un bel po' di euro. E invece no: si procede con le nomine. Altro che rinnovamento».

Sebastiano Calella 17/07/2009 14.47