Enti regionali, poltrone bollenti: il Pdl litiga e l’Idv frena

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. C’è maretta in casa Pdl dove si sta giocando la partita delle nomine degli amministratori, funzionari e dirigenti degli enti regionali.

Nei giorni scorsi i deputati Carla Castellano, Giovanni Dell'Elce, Paola Pelino, Marcello De Angelis, Maurizio Scelli, Giampiero Catone e Daniele Toto hanno scritto una lettera al presidente Chiodi in cui assicurano la loro vicinanza in questo momento così «delicato».
Non ha gradito la mossa il senatore, sempre Pdl, Paolo Tancredi, che ha parlato di polemica «intempestiva e fuori luogo».

I deputati si stringono intorno al presidente e dicono: «il tuo compito non è facile, noi, come te, rappresentiamo nelle istituzioni l'espressione della volontà politica delle genti d'Abruzzo. Noi, come te, rappresentiamo nelle istituzioni l'espressione della volontà politica delle genti d'Abruzzo. Noi, come te, abbiamo il dovere e la responsabilità di onorare e soddisfare le aspettative dei nostri elettori».
«Tutti noi», continuano compatti, «vogliamo tenere fede ai nostri impegni unendo ai tuoi i nostri sforzi. Il momento attuale impone unità e collaborazione, condivisione, trasparenza e assunzione comune di responsabilità. Da parte nostra tutto ciò non mancherà».
Voce fuori dal coro, come detto, quella di Tancredi al quale non è proprio andata giù questa missiva.
«Per quanto riguarda le nomine, tema che evidentemente sta a cuore ai firmatari della lettera, non vi è ragione di dubitare che esse saranno di qualità e frutto di scelte condivise, come ben dovrebbero sapere i colleghi deputati, ai quali non risulta essere mai stata negata un'interlocuzione, né in quest'occasione né all'epoca delle elezioni europee. In ogni caso, questo non dev'essere il momento delle polemiche ma il momento dei fatti».
Preoccupato di quanto sta avvenendo il consigliere regionale dell'Idv, Carlo Costantini che si domanda «su quali nomine regionali litigano i parlamentari del PdL?»
Per Costantini chi sta litigando «probabilmente non sa che il quadro normativo regionale è completamente cambiato rispetto al passato, anche e soprattutto grazie alle iniziative politiche e legislative dell'Italia dei Valori».
La legge regionale n. 4/09 ha, infatti, stabilito che tutti gli enti e le società regionali devono essere riordinati attraverso interventi di fusione o di soppressione.
«Si è anche stabilito», incalza Costantini, «che la Giunta Regionale deve commissariare tutti gli organismi sottoposti alla applicazione della L.R. 27/05, facendo ricorso laddove possibile alle risorse umane dell'Ente Regione, per il periodo strettamente necessario per l'emanazione e l'attuazione delle leggi di riordino».
«La Regione non può operare alcuna delle nomine di cui si parla», continua il consigliere, «se non dopo aver concluso gli interventi di riordino previsti nella risoluzione 19.2.09 e nella legge regionale n. 4/09».
«Solo il presidente della Regione, sempre sulla base di quanto previsto dall'art. 11», prosegue Costantini, «può assumersi la responsabilità di ritenere meno conveniente per la Regione - sotto il profilo della economicità, dell'efficienza e dell'efficacia - ricorrere in questa fase a gestioni commissariali a costo zero, perché prevalentemente assicurate da personale interno della Regione, decidendo di scaricare sui bilanci degli Enti i costi (e le inefficienze) connessi al rinnovo degli organismi di vertice con personale di provenienza politica».
Ma questa eventualità è secondo il consigliere dell'Idv «del tutto inverosimile» perché «radicalmente contraddittoria con tutte le finalità perseguite dal Consiglio Regionale in sede di approvazione della risoluzione 19.2.09 e della legge regionale n. 4/09».
Le uniche nomine che per scelta esplicita della maggioranza («ed esplicitamente contestata dall'Italia dei Valori») sono rimaste fuori dai vincoli della legge regionale n. 4/09 sono quelle dei consigli di amministrazione delle società a partecipazione regionale.
«Anche per queste», tuona Costantini, «il buon senso dovrebbe suggerire di procedere prima alle fusioni, soprattutto delle società operanti nel trasporto pubblico locale, e solo successivamente ai rinnovi dei Consigli di Amministrazione».
02/07/2009 10.48