Enti regionali, grandi manovre. Acerbo: «dov’è la rivoluzione meritocratica?»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le grandi manovre per le nomine di presidenti, direttori e consiglieri di amministrazione negli enti regionali prosegue incessantemente.
Ci sono da spartire circa 250 postazioni e il lavoro di mediazione non è poi così semplice. Bisogna cercare di non deludere nessuno degli alleati e pare che proprio per questo motivo i tagli previsti e annunciati in campagna elettorale non potranno esserci.
Di nomi non ne sono ancora saltati fuori anche se Chiodi ha spiegato più volte quale sarà il metodo della selezione: uomini di partito riconoscibili con comprovate capacità manageriali.
Sarà il presidente della Regione a dare l'ok finale e mettere in moto il pianeta parallelo degli enti regionali.
E' curioso di vedere chi la spunterà, ma anche preoccupato, Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione Comunista.
«La rivoluzione meritocratica annunciata da Chiodi sarebbe già finita, anzi non sarebbe mai cominciata a leggere i nomi dei soliti amiconi che si preparano a occupare le società dei trasporti regionali», commenta Acerbo.
In pole position per gli incarichi a cui fa riferimento il consigliere d'opposizione ci sarebbero infatti Pasquale Di Nardo (Sangritana), l'ex assessore ai Trasporti della giunta Pace, Mario Amicone (Arpa) e Maurizio Teodoro (Gtm).
«Nonostante i proclami alla fine si torna alla peggiore partitocrazia con Di Stefano, Giuliante e Piccone che contrattano la grande spartizione», attacca Acerbo.
«Il Presidente Chiodi uscirà totalmente delegittimato se dovesse concretizzarsi lo scenario delineato dalla stampa».
Acerbo ricorda inoltre che gli enti e le società devono trasmettere alla Commissione consiliare competente per materia ogni due mesi, l'elenco delle deliberazioni adottate dagli organi di vertice, specificando l'oggetto di ciascun atto.
«Non mi risulta che ai consiglieri regionali sia stata inviata dalla presidenza del Consiglio alcuna comunicazione in merito», chiude Acerbo.

GIULIANTE(PDL):«SIAMO IMPEGNATI A SCEGLIERE LA NUOVA CLASSE DIRIGENTE»

«Non colgono nel segno le analisi che rappresentano il confronto in atto nel PdL in virtù delle appartenenze di provenienza tra un'anima aennina e una forzista. Tanto meno sono accettabili le strumentali incursioni del centrosinistra, che si alimentano da vecchie logiche e rituali consolidati cui il progetto stesso del PdL si è contrapposto e continuerà a contrapporsi».
È quanto dichiara Gianfranco Giuliante, componente della segreteria regionale del PdL in risposta a quanto sta emergendo in questi giorni.
«Gli elettori abruzzesi», aggiunge, «hanno assegnato al PdL un compito delicato: governare il presente e organizzare il futuro della nostra regione e delle nostre province. Si tratta di una grande opportunità ma anche di una gravosa responsabilità cui non intendiamo sottrarci. Qui e ora siamo chiamati ad effettuare scelte che individuino la nuova classe dirigente e in queste scelte non ci sarà spazio per inesistenti guerre per la leadership, divisioni o miopi rivendicazioni di parte. Il criterio qualificante della meritocrazia indicato dal presidente Chiodi in campagna elettorale, e recentemente ribadito dai vertici del partito, sarà rispettato e coniugato con le vocazioni personali e le competenze specifiche dei singoli, così da qualificare con persone di alto profilo le proposte politiche del PdL, dando al partito la strutturazione migliore rispetto alle sfide che ci aspettano e far compiere agli enti regionali quel cambio di passo di cui in una regione come la nostra si avverte l'improrogabile urgenza».
«Un percorso – conclude Giuliante – che sarà portato avanti dal PdL con la necessaria trasparenza e consapevolezza e con il coinvolgimento dei consiglieri regionali, in coerenza con l'atteggiamento tenuto sinora e che ha fatto del PdL un affidabile e univoco punto di riferimento e una garanzia di serietà per tanti abruzzesi».

«Il dibattito politico abruzzese è tornato a rispettare un vecchio copione che la maggioranza di centro destra sembrava volesse accantonare».
Lo ha detto oggi il Capogruppoo dell'Udc in Consiglio regionale, Antonio Menna.
« Mi sembra- ha proseguito Menna- che la politica delle buone intenzioni che sembrava ispirare il nuovo corso della politica regionale si sia già sciolta come la neve al sole. E così dimenticando le decisioni assunte pochi mesi addietro dall'Assemblea regionale in materia di riduzione di enti e di contenimento della spesa pubblica la Giunta regionale si preparerebbe a definire una serie di nomine in questi organismi proponendo soluzioni che non possono essere condivise soprattutto perchè volte a premiare clientele di partito, gente bocciata dall'elettorato oppure gente che ha avuto rapporti a doppio filo con le giunta regionali precedenti. Se questo è il metodo che si intende portare avanti- ha aggiunto Menna- l'Udc non puo' che prenderne atto e regolarsi di conseguenza».

26/06/2009 13.00