Rc: «promesse non mantenute, ecco perché il Pd ha perso le provinciali»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Polemiche anche a Chieti per il post elezioni. Il capogruppo di Rifondazione Comunista, Riccardo Di Gregorio, ha duramente criticato la politica del Partito Democratico, ritenuto responsabile della vittoria elettorale del Pdl: «il centrosinistra deve imparare la lezione delle ultime elezioni provinciali. Per la prima volta nella storia la nostra città vede un partito di centrodestra acquisire oltre il 30% dei consensi, che hanno portato all'elezione di ben quattro consiglieri teatini alla provincia. Tutto questo dopo cinque anni di amministrazione provinciale guidata dal un esponente del Pd, ex Democrazia Cristiana».
Una a questo punto la strada per uscire da questa situazione: «serve una seria e profonda riflessione per consentire alle forze progressiste di continuare a governare la nostra città nei prossimi anni. Il Partito Democratico, però, non deve commettere gli stessi errori del passato, anteponendo logiche individualistiche di potere ai programmi da realizzare. Il tutto riconoscendo i limiti dell'attuale amministrazione comunale».
Il centrosinistra ha perso molte posizioni un po' in tutta Italia. Rifondazione Comunista, però, non imputa la sconfitta elettorale del centrosinistra al cosiddetto “vento” di destra che spira in Europa: «il non è per questo che il centrosinistra cittadino ha preso meno consensi rispetto quelli di quattro anni fa. Il consenso è venuto meno perché sono state disattese molte delle aspettative e delle speranze che si erano create attorno al sindaco Ricci ed alla coalizione che fino ad ora lo ha sostenuto».
La possibilità di un'alleanza con il Partito Democratico resta in piedi fermo restando alcune condizioni imprescindibili per Rifondazione Comunista: «il Pd, nonostante il ridimensionamento in termini elettorali, pensa ancora di farsi carico da solo di costruire un'alleanza credibile per tornare a vincere le elezioni. Il Partito Democratico però, ad oggi, con un misero 18% di consensi non può pretendere di dettare la linea e selezionare in autonomia i nomi dei candidati. Il Pd dovrebbe chiarire quali sono i confini di una futura alleanza con Rifondazione o l'Udc e soprattutto quale debba essere il ruolo attribuito a tutte le forze politiche che la comporrebbero».
«Il candidato sindaco del centrosinistra» – conclude Di Gregorio – «dovrà essere selezionato sulla base di un percorso di condivisione degli obiettivi e dei programmi coinvolgendo quei cittadini che, con il loro voto contrario al centrosinistra, hanno segnalato un vuoto di rappresentanza politica. Tutto il centrosinistra deve partecipare ad una riflessione seria per definire tutti insieme se esiste ancora una maggioranza a palazzo D'Achille che possa garantire al sindaco Ricci almeno il completamento del suo mandato».

24/06/2009 9.57