Villa Pini.Mascitelli(Idv):«troppa omertà».Legnini:«Risoluzione acqua fresca»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Continua lo scarica barile di responsabilità su chi deve provvedere alla risoluzione definitiva del problema drammatico dei dipendenti del gruppo Villa Pini».
E' insoddisfatto il senatore Alfonso Mascitelli, coordinatore dell'Italia dei Valori Abruzzo, dopo aver preso visione del resoconto dei lavori della seduta straordinaria del Consiglio regionale dove niente è stato deciso per risolvere la questione dei 1500 dipendenti da sei mesi senza stipendio.
E' stata infatti approvata una mozione con la quale si demanda al commissario Gino Redigolo ogni decisione.
«Aleggia uno strano clima di omertà intorno a una vicenda», sostiene Mascitelli, «che consente ai titolari di sanità privata convenzionata il mancato rispetto del contratto nazionale del Lavoro, in violazione di una espressa norma di legge regionale. Non meraviglia se poi, ogni tanto, si scopre che negli anni passati sono stati elargiti contributi tangentizi a destra e a manca».
Mascitelli ha sollecitato il Ministro della Salute Sacconi a rispondere a una interrogazione specifica presentata il mese scorso, in cui si chiede al Governo di riferire sull'attività svolta dal Commissario ad acta sulla vicenda Angelini, sulle anomalie che scaturiscono o da una inadeguatezza della normativa regionale o del rapporto contrattuale della stessa convenzione.
«In entrambi i casi», assicura Mascitelli, «da questo momento, spostando il problema nelle aule del Parlamento nazionale, intendiamo alzare la vigilanza e il presidio sul rispetto dei diritti sacrosanti dei lavoratori, che stanno vivendo una situazione non più sostenibile».

18/06/2009 13.48

LEGNINI (PD): «RISOLUZIONE CHIODI È ACQUA FRESCA»

CHIETI. Ieri mattina, per la terza volta in una settimana, il senatore Giovanni Legnini ha incontrato molti lavoratori del gruppo Villa Pini, davanti e dentro la clinica di Chieti.
La situazione è sempre più drammatica ed insostenibile per 1500 persone che, come è ampiamente noto, non percepiscono lo stipendio ormai da sei mesi.
«Ho ascoltato molte storie che testimoniano la drammaticità di quanto sta accadendo», spiega Legnini, «mamme che non riescono a dare risposta ai propri bambini sul perché il datore di lavoro non paga lo stipendio, famiglie monoreddito o coniugi che lavorano entrambi nel gruppo, e con mutui a carico, madri separate con figli che vivono nella disperazione, lavoratori aquilani che subiscono oltre agli effetti del terremoto anche la beffa di non vedersi erogare gli 800 € previsti nel famoso decreto Berlusconi».
Cominciano inoltre ad essere a rischio, racconta sempre il senatore del Pd, l'erogazione dei servizi sanitari, mentre quelli riabilitativi sparsi su tutto il territorio regionale «sono per larga parte sospesi».
A fronte di tale situazione di emergenza, la risoluzione approvata dal Consiglio regionale straordinario di martedì scorso a firma del presidente Chiodi e dei capigruppo della maggioranza di centrodestra «è acqua fresca», denuncia Legnini.
«La Regione non ha inteso assumersi la responsabilità che le opposizioni hanno invocato per sbloccare la situazione», continua il senatore del Partito Democratico.
«I lavoratori, le loro famiglie, i pazienti sono doppiamente beffati da un datore di lavoro prigioniero dei pasticci del passato e da una Regione che dovrebbe garantire la contestuale erogazione di servizi di rilevanza pubblica e delle retribuzioni di chi lavora e che invece ha scelto di “lavarsi le mani”, relegando la vicenda nell'ambito del contenzioso tra banche, Gruppo Villa Pini e Asl ed invocando un intervento dei giudici alquanto singolare e che con ogni probabilità non arriverà».
Legnini ha comunicata ai lavoratori che si impegnerà in un viaggio «della verità e della giustizia». «Ho colloquiato già con i vertici della ASL di Chieti che da tempo si stanno adoperando per trovare una prima seppur parziale soluzione», ha spiegato il senatore, «ho chiesto un incontro all'assessore regionale alla sanità, Venturoni, mi recherò alla procura della Repubblica di Pescara e di Chieti, per rappresentare la gravità della situazione che è venuta a determinarsi e chiedere se siano individuabili responsabilità per quanto sta accadendo»,
Legnini ha anche richiesto un incontro con le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil e chiederà alla Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, istituita presso il Senato, di occuparsi della vicenda.
19/06/2009 9.37