Mascitelli (IdV): «Sulla sanità privata siamo al capolinea»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' ancora tutto da risolvere il contenzioso tra il gruppo Villa Pini e la Regione per il rimborso dei crediti maturati negli ultimi anni.
Secondo le due differenti versioni, infatti, le cifre non combaciano e la Regione si è detta pronta a respingere l'ipotesi di pagare crediti non certificati.
Per risolvere il problema il senatore dell'idv, Alfonso Mascitelli, propone che il commissario ad acta Redigolo convochi un tavolo istituzionale coinvolgendo e corresponsabilizzando tutti i parlamentari della Regione, «perché non è più tollerabile assistere a questo balletto di responsabilità sulla pelle dei lavoratori e i disservizi ai pazienti».
«C'è un preoccupante clima di sottovalutazione del problema – ha proseguito il senatore Mascitelli - o di rinvii sospetti a risolvere, una volta per tutte, l'annosa questione del rapporto pubblico-privato, e in modo particolare di un certo privato. In Parlamento sono state presentate ben due interrogazioni al Ministro Sacconi, che ancora non hanno risposta, alimentando lo stato di incertezza e di gravissimi disagi di 1500 dipendenti».
Secondo Mascitelli adesso si è arrivati al capolinea: «se qualcuno ha paura che ritorni la memoria, dopo provvidenziali amnesie dello scandalo di sanitopoli, non è più nostra intenzione tollerare una sistematica violazione delle leggi regionali e dei contratti collettivi nazionali. Saremo pronti anche ad iniziative eclatanti, pur di garantire la tutela dei diritti dei lavoratori della Sanità privata».

Mascitelli è critico anche nei confronti dell'emendamento presentato alla Camera dal centrodestra, sulla proroga dei termini del Piano di rientro del debito della Sanità abruzzese, e parla di una proposta «faziosa, strumentale e propagandistica» perché «analogo emendamento era stato presentato dal gruppo Idv al Senato e - ha proseguito il senatore Mascitelli -, senza alcuna attenta valutazione, era stato sonoramente bocciato. Non ci si rende minimamente conto che la nostra regione non è più in grado di poter rispettare gli impegni sottoscritti, perché sono drammaticamente mutate le condizioni economiche e sociali dopo la tragedia del terremoto ed è diventato per noi vitale liberare le risorse economiche assorbite dallo strozzamento dei debiti. Viene soltanto il sospetto che si voglia prendere a pretesto la rimodulazione del Piano per spazzare via diversi presidi ospedalieri, senza alcuna proposta credibile di una loro riqualificazione».
L'Idv chiede dunque al Governo centrale «di avere per l'Abruzzo la stessa considerazione avuta per Roma con i 500 milioni di contributo, per Catania con 150 o per le regioni a Statuto Speciale a cui sono stati conservati i rispettivi privilegi, nonostante la legge sul federalismo».


12/06/2009 9.48