Quagliariello a PrimaDaNoi.it:«non c’è caso Abruzzo.Terremoto è sfida nazionale»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un’occupazione o una profanazione? Tra pochi giorni, subito dopo le elezioni provinciali, si capirà il significato della scelta dell’Hotel Mara di Ortona per l’incontro tra il senatore Gaetano Quagliariello ed i quadri del Pdl. * L’ONOREVOLE LUPI ED IL PRANZO SEGRETO CON GLI IMPRENDITORI



Raggiunto subito dopo il pranzo, terminato con una macedonia di frutta, il senatore è già in viaggio verso Foggia, altra tappa del suo tour elettorale.

Sapeva che in questo hotel si sono consumati tutti i riti dell'attuale presidente della provincia Coletti, che tra l'altro è proprio di Ortona? Dai compleanni, alle riunioni politiche dei democristiani, dei popolari, dei margheritini, al battesimo politico e alla presentazione alla società politica di Camillo D'Alessandro, attuale capogruppo del Pd, tutto è passato per l'hotel Mara. E che espugnarlo ha un forte significato simbolico?
«Non mi hanno informato – spiega divertito il senatore – speriamo che porti bene per il nostro candidato Enrico Di Giuseppantonio».

Però mi dicono che è qui non solo per l'aspirante presidente della Provincia, ma anche per la sua candidata alle europee, Erminia Mazzoni, giù esponente di spicco dell'Udc di Benevento e strappata a Casini…
«Non è così. Io non sponsorizzo nessuno direttamente. Intanto dico sempre ai quadri del Pdl di seguire le indicazioni del partito. Poi di sostenere i candidati locali e voi avete Paola Pelino, che io ringrazio perché si è messa a disposizione per una candidatura di servizio. Infine confermo di avere grande stima della Mazzoni e per il suo peso politico. Se il Pdl vuole arrivare al 40% deve occupare il centro dello schieramento politico, anche con candidati che vengono dall'Udc».

Si è però sparsa la voce, tra i quadri dirigenti e gli attivisti intervenuti all'incontro, che per la Mazzoni avrebbe chiesto almeno 30 mila voti…
«Sarei contento se ne arrivassero 10 mila. Sono voci incontrollate. Non dico che le sue fonti siano sbagliate, ma rischiano di essere imprecise. Quando ci sono notizie che mi riguardano, mi chiami pure, così chiarisco meglio».

Ad esempio, ci sono critiche per la conduzione solitaria del Pdl da parte del coordinatore Filippo Piccone, come se la sua proroga fosse solo a tempo e cioè fino all'esito delle elezioni.
«Piccone gode la stima di tutto il partito. E' stata una scelta di Berlusconi quella di prorogare non solo lui, ma tutti i coordinatori uscenti. E non ci sono mai state altre candidature, se non quelle di qualche onorevole, come Daniele Toto, che si è autosponsorizzato. Semmai il dato politico è che in Abruzzo, attorno al governatore Gianni Chiodi si sta formando una nuova classe dirigente».

Insomma non esiste nel Pdl un problema Abruzzo? Ad esempio, a differenza di tutte le altre volte in cui il relatore di importanti decisioni parlamentari è stato un esponente eletto nella zona interessata, questa volta non è stato Pastore il relatore del decreto sul terremoto.
«Assolutamente non c'è un problema Abruzzo. Su Pastore non si è trattato di una bocciatura, ma della scelta di portare il decreto alla Commissione ambiente ed il relatore è stato proprio il presidente di questa tredicesima commissione. Sul funzionamento del partito in Abruzzo, la peculiarità delle scelte abruzzesi è che sono state inclusive, basta leggere i nomi dei coordinatori e dei vice, e quindi non ci sono né guerre né frizioni».

Il terremoto è stato un problema o è una risorsa per Chiodi e l'amministrazione di centrodestra?
«Il sisma è una sfida nazionale, non solo locale e se ne esce con l'apporto ed il concorso di tutti. Chiodi sta lavorando bene, ma l'imperativo oggi è di arrivare a novembre con le persone fuori dalle tende e nelle case. L'inverno aquilano non fa sconti a nessuno».

Ma intanto il commissario alla sanità Gino Redigolo ha revocato le agevolazioni sui farmaci per i terremotati…
«Non ne so nulla, mi informerò».

In chiusura, è vero che il senatore Piccone è un finanziatore della sua Fondazione Magna Carta?
«Come saprà, Magna Carta è un'associazione culturale e filosofica che dovrebbe dar lustro a chi ci partecipa. Non so se Piccone è iscritto: se non lo è, sarà l'occasione buona per chiedergli di aderire e di versare un contributo. La cultura è sempre un valore aggiunto importante».

Sebastiano Calella 29/05/2009 9.47


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L'ONOREVOLE LUPI ED IL PRANZO SEGRETO CON GLI IMPRENDITORI


Vola alto il senatore Lupi, non a caso è presidente onorario di questa Fondazione filosofica.
In realtà dietro le quinte dell'incontro all'Hotel Mara e dietro l'apparente unanimità dei consensi per la candidatura di Enrico Di Giuseppantonio, si agita il problema del ruolo e del peso elettorale del sindaco di Lanciano Filippo Paolini, già promesso candidato come avversario di Coletti, e che sarebbe stato visto all'Hotel Mara.
Come noto, gli accordi scritti non sono stati sufficienti ed il suo legittimo malumore per la candidatura che gli è stata sfilata in extremis (sacrificandolo sull'altare dell'accordo con l'Udc) ha fatto vivere giorni difficili alla sua amministrazione comunale: assessori licenziati, interventi di esponenti di AN a loro sostegno, fibrillazioni sul nuovo Prg, approvazione recente del bilancio.

LANCIANO, PAOLINI SNOBBA L'ONOREVOLE

A fare lo spese di questo malumore, Maurizio Lupi, vice presidente della Camera ed esponente di rilevo di Comunione e Liberazione e del mondo cattolico all'interno del Pdl (non a caso è stato il padrino di Magdi Allam, il giornalista musulmano convertitosi di recente). In visita – preannunciata - a Lanciano, insieme all'onorevole Daniele Toto, il sindaco Paolini gli ha fatto trovare convocato il consiglio comunale sul Bilancio, che peraltro è passato senza grossi problemi.
Erano, infatti, presenti, oltre i due ospiti, anche Fabrizio Di Stefano, Antonio Menna, Mauro Febbo ed Enrico Di Giueppantonio, a garanzia di accordi che ci sono stati per far passare il Bilancio: subito dopo le elezioni ci saranno le deleghe giuste per gli uomini ex An, in cambio dell'appoggio a Di Giuseppantonio.
Ma ci saranno anche nomine importanti e condivise per la Farmacia comunale e per la Società dei rifiuti.
Il sindaco Paolini è sembrato un po' freddo rispetto alla visita dell'onorevole Lupi, trattandosi comunque del vicepresidente della Camera: ad esempio non c'erano assessori della Giunta ad accoglierlo.

LA VISITA ALL'UNIVERSITÀ E IL PRANZO SEGRETO A TORREVECCHIA

Però la giornata di Lupi in provincia di Chieti non è andata per questo persa. Addirittura è risultata più fruttuosa del previsto, con due incontri importantissimi. Uno all'università d'Annunzio, dove il preside Carmine Di Ilio lo ha accompagnato in visita alle strutture sanitarie di eccellenza del Policlinico e dove è stato fatto il punto sui problemi della sanità abruzzese.
L'altro incontro si è svolto invece a pranzo, nella sede dell'università a Torrevecchia teatina (il palazzo ducale è infatti sede dell'Ateneo telematico), in una saletta riservata messa a disposizione per una quindicina di imprenditori che a tavola hanno parlato dello stato di salute dell'economia abruzzese.
E così, per merito sicuramente dell'ottimo catering della ditta Genobile introdotto dagli abbondanti antipasti e fritti vari, le critiche di Confindustria si sono stemperate un po': i vari Di Vincenzo, Marrollo, Caldora, Pirocchi (c'era ospite anche il sindaco di Torrevecchia Marino Mincone) ed altri hanno ripetuto le solite critiche alla gestione Chiodi tra ravioli alla ricotta di capra, maialetto lattonzolo con insalatina capricciosa, ventaglio di frutta e mousse al limone. Un pranzo che doveva restare segreto, ma che ha suscitato invece la curiosità di chi ha assistito all'arrivo di tante macchine blu.
«Più che segreto, il pranzo doveva essere riservato, proprio per consentire all'on.le Lupi un giro di orizzonte sulla situazione economica e politica della regione – spiega Marino Mincone, sindaco di Torrevecchia – si è trattato di un confronto sereno e si è preso atto che dopo l'emergenza terremoto, la politica deve riprendere il suo ruolo propositivo. Critiche a Chiodi? Non più di tanto: gli imprenditori scalpitano per operare, ma la politica ha i suoi tempi».

DOPO LE ELEZIONI NOVITÀ ALLA REGIONE

Il dato politico che è emerso dalla riunione conviviale resta comunque la crescente insofferenza per la gestione evanescente della giunta regionale rispetto ai problemi dell'economia abruzzese. Insomma, passata la prima emergenza terremoto, si sta pensando ad un rimpasto in Giunta con assessori più operativi e con equilibri meno sbilanciati a favore del presidente. Si tratta solo di aspettare i risultati delle elezioni.

s.c. 29/05/2009 9.48