Dibattiti elettorali, Rifondazione esclusa nuovamente

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3629

TERAMO. L’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) di Teramo ha organizzato due incontri con i candidati sindaco al Comune Brucchi e Albi. Insorgono Rifondazione e Comunisti Italiani: «si sono dimenticati del nostro candidato Sandro Santacroce».

Qualche giorno fa una “dimenticanza” simile era stata denunciata anche a Pescara, dal candidato sindaco Maurizio Acerbo, non invitato all'incontro con la Confesercenti.
Adesso a Teramo nuova “esclusione”.
«Oltre la scorrettezza istituzionale», denuncia il coordinamento di Prc e Pci, «questo è probabilmente il più basso momento della campagna elettorale. Nessuno, infatti, ed in particolare un'associazione di categoria, può arrogarsi il diritto di decidere quali siano i candidati degni di un incontro e quali debbano essere evitati».
L'idea della coalizione di sinistra è che l'Ance abbia preferito «evitare di ascoltare l'unica voce fuori dal coro. Un coro, quello monocorde del centro-destra e del centro-sinistra, sempre pronto a soddisfare gli interessi dei costruttori, che ormai imperversano nella nostra città. Così è stato, ad esempio, nella commissione che avrebbe dovuto esaminare le proposte di modifica del PRG: tutto è passato pressoché all'unanimità ed addirittura hanno deciso di far svolgere le riunioni della commissione a porte chiuse, per meglio garantire gli interessi dell'una e dell'altra parte». Anche in quell'occasione solo il Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista espresse il proprio dissenso circa quel modo di fare.
«Non è un caso che, negli ultimi anni, abbiamo assistito, nella nostra città, ad uno sviluppo caotico e smisurato del settore edilizio», continua la nota della coalizione esclusa. «È stato consentito di edificare ovunque, senza minimamente tener conto di ciò che questo significa per la città».
Il mancato incontro con i vertici dell'Ance Teramo, comunque, «ci rammarica», assicurano gli esclusi, «non tanto perché non potremo discutere con loro della situazione delle imprese edili, ma perché avremmo voluto rivolger loro una domanda. Perché non è stato rinnovato il Contratto Integrativo Provinciale scaduto il 31 dicembre 2006 lasciando senza diritti e senza una parte di salario i lavoratori teramani del settore? I lavoratori del settore edile della provincia di Teramo sono gli unici in Italia che non si sono visti rinnovati il contratto integrativo: un triste primato che Teramo sicuramente non merita».

28/05/2009 10.40

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=20853]L'"INCIDENTE" DI PESCARA[/url]

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=20854]I PROBLEMI CON LA STAMPA E LA PAR CONDICIO[/url]