Spoltore, Rifondazione: «si torni subito al voto»

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Dopo la crisi rientrata al Comune di Spoltore e le dimissioni del sindaco Ranghelli, prima annunciate e poi ritirate, Rifondazione Comunista chiede che si torni al voto.



«E' ora di finirla con questo comportamento che mortifica la cittadinanza intera», si legge in una nota del circolo “Che Guevara”. «E' ora di fare chiarezza sulle dinamiche perverse che hanno abitato la Casa Comunale in cerca di consensi, non importa di che colore, non importa con quali mezzi, unico scopo “mantenere la poltrona”».
Per Rifondazione «la situazione attuale è talmente incancrenita che non esiste cura efficace capace di trasformare l'agonia in una sana resurrezione».
Gli esponenti del partito dicono di non comprendere «la testardaggine a credere di poter continuare ad amministrare senza numeri, senza progetto politico ma soprattutto senza rispetto per i cittadini di Spoltore che da due anni attendono di vedere la loro città amministrata e invece sono costretti ad assistere ad uno spettacolo poco dignitoso, con una pessima regia».
Per questo il partito ha rotto l'alleanza e chiede che si torni al voto «perché i cittadini possano decidere liberamente sulle sorti di questo territorio».
Nelle scorse settimane il sindaco aveva detto di dover abbandonare la sua poltrona perché non si poteva andare avanti dopo la bocciatura della sua stessa maggioranza al bilancio preventivo.
Ma i consiglieri comunali del Pd “incriminati” Nando Capuzzi, Michele Di Cola, Luciano Di Lorito e Francesco Zampacorta replicarono parlando di una crisi «che viene da lontano».
Massimo Di Felice (Udc) aveva denunciato, invece, la mancanza di «una nuova maggioranza».
27/05/2009 17.16