Di Matteo, «un vicepresidente occulto che si spaccia delegato del presidente»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. In campagna elettorale, si sa, si farebbe di tutto pur di acchiappare qualche voto in più.

E ieri, secondo quanto raccontato dal candidato presidente alla Provincia di Rifondazione Comunista, Sandro Di Minco, Donato Di Matteo, non candidato (ma già indicato con un incarico sicuro) l'avrebbe combinata grossa.
Tanto da beccarsi anche una ramanzina dal presidente uscente, Giuseppe De Dominicis.
«Si è consumato un atto assolutamente nefasto e di profonda scorrettezza», denuncia Di Minco, «il cui autore è ancora una volta Donato di Matteo vicepresidente occulto, ma non troppo, plenipotenziario della coalizione di Centrosinistra che ha come presidente apparente Antonella Allegrino».
Ieri mattina, racconta l'esponente di Rc «Di Matteo ha incontrato i precari della Provincia di Pescara che attendono da mesi il compimento della procedura di stabilizzazione. Si è intrattenuto con loro nella sala “Figlia di Iorio” senza che nessuno lo avesse autorizzato ad utilizzare questa sala e senza che lui ricopra attualmente alcuna carica istituzionale».
Di Minco ha parlato con i presenti: «mi hanno riferito che Di Matteo avrebbe dichiarato di essere stato delegato dal presidente De Dominicis a rappresentare la soluzione che insieme avrebbero trovato per affrontare la situazione dei precari della Provincia di Pescara».
Così Di Minco ha fatto una passeggiatina nella stanza del presidente e lì anche De Dominicis è caduto dalle nuvole: «il presidente ha manifestato sconcerto e stupore», ha raccontato Di Minco, «perché non era assolutamente al corrente di questa situazione. Con il sottoscritto si è recato nella sala dove erano presenti i precari e davanti a tutti, a me e all'assessore Sante Di Paolo ha diffidato chiunque a spacciarsi come suo delegato, ha rassicurato i precari sul fatto che comunque si sta lavorando per trovare una soluzione ed infatti oggi stesso (ieri per chi legge, ndr) la giunta ha assunto una posizione favorevole alla stabilizzazione dei precari ma ha smentito fermamente il fatto che Di Matteo fosse stato da lui delegato a raffrontare questa questione».
Successivamente l'assessore Sante Di Paolo ha potuto verificare che della sortita di Donato Di Matteo non erano al corrente né l'assessore alle politiche del lavoro Tony Castricone che ha mostrato altrettanto stupore e sconcerto né l'assessore al personale ed al bilancio Enzo Fidanza.
«Questo fatto», chiude Di Minco, «dimostra la fondatezza di tutte le nostre critiche nei confronti di questo personaggio e dei suoi metodi e la fondatezza dalla nostra scelta di correre autonomamente in Provincia di Pescara. Antonella Allegrino rischia di essere prima ancora di essere eletta commissariata da un personaggio ingombrante come Di Matteo che pur non avendo alcun ruolo istituzionale si spaccia per detentore di poteri che nè la legge, nè le elezioni, nè il Presidente De Dominicis gli hanno mai assegnato».


23/05/2009 10.55