Acerbo(Rc):«C’è bisogno di politica pulita: basta ai gruppi affaristici»

Alessandro Biancardi

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Acerbo(Rc):«C’è bisogno di politica pulita: basta ai gruppi affaristici»
ELEZIONI COMUNALI. PESCARA. La politica resti distante dagli affari e dal busines, torni a decidere in totale equilibrio e serenità e pensando soltanto al reale bene della città.
E' solo uno dei passaggi dell'Acerbo pensiero che ha fatto della legalità la sua bandiera ed è uno dei pochi candidati che sembra parlare ampiamente di quanto accaduto negli ultimi anni nella nostra regione.
Ieri Maurizio Acerbo, candidato sindaco per Rifondazione comunista ha presentato la sua squadra con uno slogan chiaro: «c'e' bisogno di politica pulita»: piuttosto semplice eppure incredibilmente originale.
«Pescara deve liberarsi di gruppi di potere clientelari e affaristici che si alternano al governo della città perpetuando le stesse logiche», ha detto Acerbo non lesinando attacchi al Pd e al Pdl.
«Non c'è un clientelismo o un malaffare buono e uno cattivo. Siamo contro clientelismo e corruzione sempre, chiunque ne sia protagonista», ha ribadito, «sappiamo che molti cittadini di sinistra temono un ritorno della destra. Devono riflettere sul fatto che, da Napoli fino all'Abruzzo, sono gli scandali che coinvolgono gli esponenti del Pd a consegnare la vittoria alla destra.
Solo un centrosinistra pulito può battere Berlusconi».
Per un breve attimo si era tentato un discorso di riavvicinamento per cercare di trovare una intesa tra le forze del centrosinistra ed arrivare compatti alla competizione elettorale.
Ma quell'accordo e quell'unità non c'è stata nemmeno questa volta. Uno dei problemi che è risultato non risolvibile è stata la “gestione” degli indagati e dei nomi che in qualche modo hanno gestito il potere e sono stati indicati dalla procura come ipotetici responsabili di reati spesso molto gravi.
Rifondazione da subito ha proposto una rottura con il passato ed un radicale rinnovamento della politica locale. Poi, viste le risposte tiepide giunte soprattutto da Pd e Idv, la decisione di correre da soli, nuovamente.
«Soli? Nemmeno per sogno», dice, «chi l'ha detto che corriamo da soli?
Ci sentiamo in compagnia di tutti i cittadini onesti, indignati, che non ne possono più di una politica segnata da clientelismo e corruzione. Pensiamo che a Pescara siano tanti. Metà della nostra lista è composta da indipendenti, persone perbene, attivisti di associazioni, comitati e movimenti che condividono con noi il bisogno di politica pulita».

«Abbiamo rotto con D'Alfonso e il Pd più di un anno fa», ha ricordato Acerno, «ben prima degli arresti, perchè non condividevamo metodi di gestione del potere spregiudicati. Le inchieste in corso hanno confermato le nostre ragioni. Allora molti non ci hanno capito, adesso le cose dovrebbero essere più chiare. La rottura della coalizione non è stata una decisione presa a cuor leggero, ma era indispensabile per cercare di aprire gli occhi alla città. Avevamo tutto da perdere nel rompere con il Pd e D'Alfonso», ha continuato Acerbo, «quando erano all'apice del potere del consenso. Ma non facciamo calcoli da politicanti. Troviamo inaccettabile e molto berlusconiano il fare quadrato del centrosinistra nel minimizzare le inchieste giudiziarie e nel santificare D'Alfonso prima che si esprimano i tribunali. Le comparsate dalfonsiane degli ultimi giorni, iniziate già con la vicenda grottesca del certificato medico, segnalano scarso senso delle istituzioni e danneggiano prima di tutto la credibilità del candidato Alessandrini».
D'Alfonso un pessimo sindaco?
No.
«Il centrosinistra ha governato meglio del centrodestra», ritiene Acerbo, «ma questo non giustifica la violazione della legalità. Rivendichiamo i risultati ottenuti con il nostro determinante contributo.
Le cose buone le abbiamo fatte insieme, quelle sospette no. Non abbiamo ceduto all'incantesimo dalfonsiano. Siamo stati alleati leali e abbiamo cercato di tenere unita la coalizione.
Ma c'è un limite a tutto e il limite è stato ampiamente superato».
Il candidato sindaco sottolinea però «che il buongoverno, soprattutto di sinistra, non si misura solo dai marciapiedi. Pescara è molto indietro sul piano della vivibilità, dei servizi sociali, della trasparenza amministrativa. Tutti problemi strutturali della città sono ancora insoluti mentre il livello del dibattito tra Pd e Pdl è assolutamente inadeguato».
Scontata la “distanza” da Albore Mascia, candidato sindaco per il Pdl perché il centrodestra «quando ha governato ha pensato solo a fare regali ai costruttori».
«A chi si astiene diciamo che se le persone oneste non votano aumenta il peso specifico dei politici che contano sul consenso clientelare. A Pescara non c'è bisogno di essere comunisti per votare Rifondazione e Maurizio Acerbo, un candidato inarrestabile nel difendere i diritti di tutti».

19/05/2009 8.59