Terremoti e mal di pancia nel Pdl pensando al prossimo futuro

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un incontro a tavola tra pochi intimi, a Roma. Una promessa di candidatura al Parlamento per l'assessore regionale Carlo Masci, ma solo se alle europee assicura l'appoggio ad una candidata. * UFFICIALIZZATE A ROMA LE DIMISSIONI DI ARACU
Si tratta di Erminia Mazzoni, candidata Pdl nel centro meridione (è la conquista eccellente del senatore Gaetano Quagliariello, che a Benevento l'ha strappata all'Udc e a Casini).
Un largo giro di orizzonte politico sulle prossime elezioni provinciali in Abruzzo. C'era, infatti, oltre a Masci, anche il coordinatore regionale Pdl, senatore Filippo Piccone, il “chi l'ha visto?” della politica abruzzese, recentemente ancora più irraggiungibile del solito e non certo per gli impegni elettorali.

PDL: A CHIETI SI VINCE, TERAMO E PESCARA CHISSÀ

Per le previsioni sui risultati, c'è solo la sicurezza di An su un punto: la conquista di Chieti, nonostante i 10 candidati e le 18 liste che si presentano (Alleanza nazionale e non Pdl, perché solo An sta facendo campagna elettorale).
A Teramo, nonostante la presenza alle elezioni di sole tre liste (Centrosinistra, Pdl e Destra), la Provincia è ancora un miraggio per il candidato del governatore Gianni Chiodi, cioè Valter Catarra, già sindaco di Notaresco e anche lui, come il suo protettore politico, in qualche modo vicino ai rifiuti (è nota la lunga vicenda che ha bloccato l'impianto del suo comune).
A Pescara incertezza totale tra Guerino Testa e Antonella Allegrino: si presentano in tutto 5 liste, con la Allegrino più popolare a livello cittadino per le sue attività di volontariato e con il candidato Pdl più forte in provincia, tanto che, non a caso, ha iniziato da Popoli la sua campagna elettorale.
Insomma il pretesto dell'incontro non era il menu: si doveva parlare di programmi e di iniziative elettorali.
Il discorso, invece, è scivolato sull'elezione dell'onorevole Mazzoni, che interessava di più il senatore Quagliariello, gran protettore di Filippo Piccone.
Il quale, come noto, è legato a lui come finanziatore di Magna Carta, la Fondazione nata in Toscana, di cui Quagliariello è presidente onorario e che è punto di riferimento filosofico di un forte gruppo di potere all'interno del Pdl.
Ne fanno parte molti ex socialisti che contano, da Cicchitto a Brunetta a Sacconi, ma ci sono anche presenze culturali di altre aree.

EX SOCIALISTI E CL IN LOTTA PER COMANDARE MA AN NON STA A GUARDARE

Dopo la nomina prorogata di Piccone, infatti, l'elezione di Erminia Mazzoni completerebbe il disegno di occupazione dell'Abruzzo da parte di questa corrente, alla quale però si oppone l'altra anima storica del centrodestra berlusconiano e cioè la componente che fa capo a Comunione e Liberazione.
Recentemente CL si è defilata dall'appoggio a Gianni Chiodi e sta cercando altri leader locali (su questi argomenti c'è una riunione nazionale a Milano) per una successione a breve di Filippo Piccone, ora rimasto anche senza l'appoggio di Sabatino Aracu, dimissionato ai Giochi del Mediterraneo e anche lui invischiato in vicende giudiziarie ancora aperte.
Il disegno che si va delineando, dunque, è un vero e proprio gioco al massacro di Piccone: se perde le elezioni si faranno subito i conti interni per la leadership del Pdl. Insomma il terremoto e la presenza di Berlusconi sul territorio abruzzese fanno tacere gli scontenti della conduzione politica del Pdl, così come mettono la sordina alle eventuali iniziative di An sulle spese dei Giochi e su altre vicende giudiziarie (il senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore del Pdl, sta mettendo a frutto la sua professione di farmacista per una terapia personalizzata di antiacidi e di fluidificatori della bile....). Sotto accusa anche la gestione del presidente Chiodi, la cui inattività amministrativa però sarà premiata con la nomina a commissario per la Sanità dopo che Gino Redigolo sarà sostituito.

Sebastiano Calella 19/05/2009 9.07

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UFFICIALIZZATE A ROMA LE DIMISSIONI DI ARACU

ROMA. Tutto come previsto a Roma, al Comitato di vigilanza dei Giochi del Mediterraneo riunito a Palazzo Chigi: Sabatino Aracu ha presentato le sue dimissioni da presidente, motivandole così come aveva scritto nel suo comunicato.
In sintesi, ha detto l'onorevole, il Comitato così come era stato creato non poteva funzionare per le differenze politiche dei componenti, quindi si è dimesso per consentire di commissariare tutti gli organi e appianare eventuali difficoltà in questo rush finale a meno di un mese dall'evento.
Aracu ha incassato il grazie di tutti ed è stato nominato Presidente onorario, com'era giusto che fosse per i meriti che indubbiamente ha avuto quando fin dall'inizio è stato uno dei pochi a credere nel valore di questa manifestazione.
La riunione è stata presieduta dal sottosegretario allo sport Rocco Crimi, erano presenti il consigliere Aiello per la Protezione civile, Mario Pescante e l'architetto Fontana, il presidente del Coni Gianni Petrucci, il sindaco di Chieti Francesco Ricci e un delegato di quello di Pescara.
Ma si è parlato anche di soldi e di copertura delle spese per questa manifestazione che è cresciuta notevolmente, rispetto alle previsioni iniziali, che forse scontavano un malcelato disinteresse della Giunta Del Turco.
Con il cambio della direzione politica a livello nazionale e locale, nuovo impulso e nuovi fondi sono arrivati al Comitato organizzatore di cui ora Pescante è stato nominato Commissario straordinario e non solo delegato.
Insomma tutto il potere a un uomo di sport navigato e dai nervi d'acciaio, quello che ha salvato la manifestazione insieme a Petrucci, stendendo un ombrello protettivo su tutte le vicende economiche e giudiziarie che avrebbero potuto turbare l'evento.
Da adesso in poi la macchina organizzativa sarà impegnata solo a far bella figura rispetto alle delegazioni straniere: l'ordine del governo è stato infatti di utilizzare Pescara 2009 come vetrina per i paesi del Mediterraneo.
All'orizzonte, nel 2010, l'anno dell'economia mediterranea.
S. C 19/05/2009 9.19