A Spoltore Rifondazione prende le distanze da Ranghelli

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Il Circolo di Rifondazione Comunista di Spoltore prende le distanze dalla maggioranza guidata dal sindaco Franco Ranghelli.


La decisione, che è stata presa dal locale direttivo lunedì scorso, è stata deliberata all'unanimità.
Si è arrivati a questa conclusione, spiega Pina Pagliuca della segreteria cittadina, «dopo ripetuti appelli perdurati mesi e mesi, fatti nel tentativo di garantire una maggiore partecipazione dei partiti politici nei programmi e nelle decisioni amministrative a tutela della comunità spoltorese».
E le accuse sono pesanti e ben circostanziate: «il sindaco», continua Pagliuca, «con la sua gestione monocratica, non ha mai generato e costruito un rapporto di collaborazione con le segreterie dei partiti politici locali e, di fatto, ha operato contro ogni più elementare regola di democrazia. La crisi politico-amministrativa che ha caratterizzato la coalizione di centro-sinistra scatenata soprattutto dalle beghe interne al PD, ha determinato il venir meno della maggioranza. Nonostante ciò il sindaco Franco Ranghelli ha preteso di continuare a governare a dispetto dei numeri».
Per far fronte alla crisi e per continuare il lavoro iniziato, Rifondazione aveva presentato all'intera maggioranza una nuova proposta programmatica «che impediva ogni forma di abuso e di scempio nel territorio».
«Avevamo chiesto», spiega sempre Pagliuca, «di istituire l'Ufficio del Piano per dar vita a tutte le procedure per la redazione del PRG in modo da regolarizzare lo sviluppo del paese mettendo un freno agli accordi di programma che per anni hanno rappresentato uno strumento di urbanizzazione a tutela degli interessi degli imprenditori».
Avevano chiesto anche «maggior partecipazione e trasparenza nell'amministrare, una gestione dei rifiuti più razionale che permettesse di diminuire la Tarsu».
Dopo la bocciatura del bilancio e le dimissioni del sindaco e della Giunta (dimissioni poi ritirate), per Rifondazione bisognava tornare al voto.
«Oggi lasciamo una maggioranza scollegata dai problemi della città», chiude Pagliuca, «costituita da personaggi che pensano solo a non “tornarsene a casa” e le cui energie si sono concentrate sul giocoforza del PD dimenticando il ruolo di delegati nelle istituzioni in rappresentanza dell'intera cittadinanza».

16/05/2009 11.34