Alfano, De Magistris, Vulpio:«siamo sovversivi in difesa della Costituzione»

Alessandro Biancardi

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I VIDEO. ABRUZZO. Si è aperta ieri, venerdì 3 aprile, presso il cinema ‘Sant’Andrea’, la campagna elettorale dell’Italia dei Valori, che ha presentato i propri candidati al Parlamento Europeo.
Sono tre: Luigi De Magistris, Sonia Alfano e Carlo Vulpio.
Sono intervenuti anche il Coordinatore Regionale IdV senatore Alfonso Mascitelli, il capogruppo Idv Carlo Costantini e il presidente di ‘Società Civile' Leo Nodari.
L'incontro è stato molto seguito ed in parte anomalo come comizio elettorale: si è parlato di mafia, di colletti sporchi, del fiume di denaro che proviene dall'Europa che si perde in mille rivoli affossando ogni giorno di più l'Italia, delle pericolose connivenze tra magistratura e delinquenza organizzata, delle relazioni pericolose di alcuni esponenti di punta dell'attuale governo.
Moltissimi gli accenni alla «cappa oppressiva generata dalla cattiva informazione», un bene primario che starebbe soffrendo a scapito dei cittadini che non riescono ad essere informati correttamente («così si influisce direttamente sul voto», è stato spiegato).
«Purtroppo l'Italia è divisa su tante cose – ha dichiarato De Magistris – e unita sul malaffare. Bisogna cambiare decisamente rotta e porre la questione morale al centro del dibattito del Paese. La dignità delle persone deve essere di nuovo protagonista, puntando sul valore della democrazia partecipativa dal basso. Sono entusiasta del progetto portato avanti dall'Italia dei Valori, un'idea di cambiamento che passa attraverso la difesa costituzionale. Per quanto riguarda le minacce che ho ricevuto, non mi farò condizionare e andrò avanti».



«Qualcuno è rimasto deluso perché sono sceso in politica», ha aggiunto,«avevo due alternative: starmene a casa a godermi lo stipendio ed abbandonare la lotta oppure sfruttare questa entusiasmante occasione concessami da Antonio Di Pietro e continuare a combattere da dentro gli attacchi continui alla Costituzione italiana e al progressivo svuotamento dei diritti fondamentali. La situazione è critica ma non abbiamo ancora superato il punto dio non ritorno».
«Ho accettato la proposta di Antonio Di Pietro – ha affermato Vulpio, ex giornalista del Corriere della Sera, “epurato” – perché non ho dovuto firmare cambiali. Non mi considero un eroe, ma sono semplicemente una persona che vuole fare il proprio lavoro. Oggi l'informazione è lo snodo attraverso il quale passa tutto; se non viene aperto e lasciato libero, il suo meccanismo entra in crisi. Per tali ragioni il partito non deve essere più il fine, ma un modo per vivere meglio».
«Non ho studiato la mafia sui libri – ha dichiarato Sonia Alfano – ma l'ho vissuta in prima persona con l'uccisione di mio padre. La battaglia per la giustizia è stata una scelta obbligata, per restituire dignità alla sua memoria. Antonio Di Pietro è stato l'unico che ha aperto il suo partito ai cittadini, anche a chi non ha mai fatto politica. Una scelta importante, per scardinare la mentalità di una casta».
«L'impegno dell'Italia dei Valori alle prossime Europee – ha affermato Nodari – è quello di rappresentare un partito diverso, un punto di riferimento per tutta la società civile che ha il diritto di scegliere, e avrà la possibilità di farlo puntando su tre grandi nomi come De Magistris, Vulpio e Alfano».
«L'incontro di oggi – ha dichiarato il senatore Mascitelli – costituisce un'iniziativa importante che va al di là dell'aspettativa della campagna elettorale per le Europee e testimonia l'attenzione dell'Italia dei Valori verso personaggi come De Magistris e Alfano e sui temi che interessano il paese. Il peggior rischio che si può correre è, infatti, l'indifferenza di fronte a una politica demagogica e autoritaria del centro-destra».
«Parte da Pescara – ha affermato il Capogruppo IdV Costantini – la costituzione di un progetto di cambiamento: l'IdV ha aperto le proprie liste a esponenti della società civile, un contributo importante per il futuro di tutta l'Italia. Il partito, infatti, non deve essere più considerato il fine, bensì lo strumento per determinare il cambiamento della società. Abbiamo una grande opportunità di svolta: mandare in Europa alcuni rappresentanti del nostro paese che potranno darci un aiuto straordinario».

04/04/2009 8.51