Santanchè a L’Aquila, «vorrei una democrazia presidenzialista»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Daniela Santanchè vorrebbe una «democrazia presidenzialista, ove, una volta eletto il presidente, lo stesso possa essere investito di ampi poteri e, una volta appurato l’immobilismo o la poca capacità dello stesso, lo si mandi a casa».

Lo ha detto questa mattina a L'Aquila nel corso di una conferenza stampa del suo Movimento per l'Italia. «Ci sono troppi politici», ha detto la Santanchè, «che hanno confuso una carica che dovrebbe essere al servizio degli italiani con un posto di lavoro a vita».
Marina Rotini, coordinatore regionale del movimento ha invece spiegato di aver spedito una lettera al presidente Chiodi «ove abbiamo messo in evidenza la L.R. 17/2008 che tende a stabilizzare i portaborse»
La Rotini ha contestato anche le «continue passerelle mediatiche» della presidente Pezzopane «che sotto elezioni servono a carpire voti a chi, come ultima spiaggia crede che il politico di turno risolva tutti i problemi».
La coordinatrice ha fatto notare come le Finanziarie della Provincia siano state votate in «15-20 minuti all'unanimità» ed ha accennato al bando per la formazione professionale «appena scaduto che penalizza i docenti storici ai quali erano state date le più ampie garanzie sulla stabilizzazione in base all'anzianità di servizio».
Tra i progetti del Movimento ci sono un piano traffico per la città di L'Aquila a costo zero, l'utilizzo (come da documenti già siglati con l'Enel da decenni) delle acque del lago di Campotosto per l'alta valle Aterno (acqua dichiarata pura) e l'utilizzazione dei fondi Comunitari per i progetti in questione.
«Condividiamo le scelte del neocostituito Pdl», ha detto in chiusura la Santanchè, «e supportiamo le indicazioni politiche del presidente Berlusconi».

02/04/2009 16.53