Le giovani leve del Pd: «escluderci sarebbe un errore gravissimo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Solo rinunciando alle investiture ed ai confronti blindati, si potrà liberare il Pd dal peso soffocante di questa stagione e mettere le ali a questo progetto politico e di società».

Questa è l'idea degli esponenti «di nuova generazione» del Pd che esprimono la propria preoccupazione per la possibile chiusura di «pochi dirigenti ai quali venisse dato il compito di scegliere a nome di tutti».
A mettere nero su bianco in una lettera sono quelli che si definiscono «le nuove forze, ma con esperienza politica ed amministrativa alle spalle».
Infatti in cima alla lista dei firmatari c' è la giovane consigliera provinciale e regionale Marinella Sclocco, seguita da Marisa Basilico, Francesca Ciafardini , Francesca De Stefanis, Piero Giampietro, Marilena Izzi, Leila Kechoud , Catia Manfré, Mina Mangiocco, Davide Patriarca, Francesco Piccirilli, Pina Rasetta, Donato Renzetti, Maria Ranieri, Mirko Secone, Dorinda Silvestre, Tommaso Valerio e Chiara Zappalorto.
Si dicono soddisfatti della posizione del commissario regionale del PD, senatore Massimo Brutti, che «ha accolto la richiesta di coinvolgere tutti i componenti dell'assemblea regionale del nostro partito nella scelta del nuovo segretario regionale».
Se da una parte hanno avuto il placet di Brutti, dall'altro sembrano avere il sentore di una esclusione delle «nuove forze» nella decisione della leadership del partito abruzzese: «sarebbe un errore gravissimo oggi chiudersi invece nei recinti. Sarebbe un passo indietro pericoloso,- si legge nella lettera - un salto nel vuoto che sancirebbe l'aggravare la crisi di credibilità in cui versa il PD abruzzese».
La soluzione proposta dai più giovani del partito sarebbe diametralmente opposta a quella dei dirigenti: «oggi il PD abruzzese ha bisogno di freschezza, di nuove energie, di valorizzare quelle forze che ha deciso di coinvolgere un anno e mezzo fa. Ha bisogno anche di una competizione chiara e serena al suo interno per scegliere chi, fra i nuovi dirigenti del partito, dovrà assumere il compito di imprimere una svolta nei metodi e nelle pratiche politiche». In un momento in cui sia per il Pd che per il Pdl la parola d'ordine è rinnovamento, i giovani del partito democratico hanno dichiarato: «il deciso rinnovamento di cui ha bisogno il partito in Abruzzo deve passare per il pieno coinvolgimento di chi, tutti i giorni, è in prima linea nella costruzione del partito. Meno di due anni fa abbiamo chiamato decine di migliaia di abruzzesi al voto, eleggendo un'Assemblea Regionale composta da forze nuove, provenienti dalla società esterna e dai partiti fondatori, che hanno deciso di investire il proprio tempo e la propria credibilità in un progetto riformatore sincero. Sono queste persone, accanto a chi ha un'esperienza politica consolidata, che sono alla base del potenziale elettorale del PD». Le “nuove” leve hanno indicato anche qualcosa di cui il partito non ha bisogno, ovvero che i «nuovi vengano scelti solo sulla base delle simpatie che suscitano fra i dirigenti storici. Sarebbe la ripetizione di un errore drammatico che troppe volte ha oscurato la politica italiana».

m.r. 28/03/2009 10.30