Francavilla, il sindaco revoca la delega a Di Pillo, Idv. O forse no

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Sabato un sms improvviso: “Caro senatore, visto che non mi rispondi, ti comunico che voglio ritirare la delega di assessore a Massimiliano Di Pillo, Idv. Firmato: Di Quinzio, sindaco di Francavilla”. (nella foto il sindaco e Di Pillo)

FRANCAVILLA. Sabato un sms improvviso: “Caro senatore, visto che non mi rispondi, ti comunico che voglio ritirare la delega di assessore a Massimiliano Di Pillo, Idv. Firmato: Di Quinzio, sindaco di Francavilla”. (nella foto il sindaco e Di Pillo)
“Caro Nicolino, il telefono era spento perché ero impegnato in una riunione, ne riparliamo dopo a voce. Firmato: senatore Alfonso Mascitelli”.
Nasce dunque sabato e si prolunga per tutta domenica e lunedì il giallo della revoca, vera o presunta, della delega a Di Pillo, esponente dell'Italia dei Valori nella giunta Di Quinzio, giudicato “colpevole” per un possibile no al Bilancio.
Ma sabato sera, mentre tutti si facevano i conti per la tenuta della maggioranza di centrosinistra (anche se l'assessore non vota, ci sono i consiglieri e con la maggioranza risicata si fa presto a scendere sotto), Valerio Baldassarre ha rassicurato i tifosi del sindaco: tranquilli, i voti per il bilancio ci sono. Perché in effetti l'sms giunto come un fulmine a ciel sereno (lo stile Di Quinzio) nasce forse dai contrasti – non di oggi soltanto – tra assessore e sindaco, ma soprattutto da una reazione alla voce che Di Pillo non avrebbe votato il documento contabile.

UNA TELEFONATA MASCITELLI-DI QUINZIO RINVIA LA CRISI
Vero? Falso? Al comune di Francavilla è molto di moda far circolare voci più o meno attendibili, sulle quali si costruiscono scenari politici futuribili o fortune elettorali, ma questa volta le indiscrezioni ed i “palloni” domenicali si sono sgonfiati lunedì mattina, con una telefonata tra Mascitelli, che tra l'altro è coordinatore dell'Idv, e lo stesso sindaco: nessuna revoca, se ne riparla a voce la prossima settimana.
Tra i due esiste una vecchia amicizia e non è dunque escluso che il contatto personale servirà a far decantare la situazione. Di più il senatore non ha voluto dire. Ha solo aggiunto «che non mi risulta che ci tra i due ci siano screzi personali. D'altra parte se un partito come il nostro partecipa alla maggioranza, non è per un problema estetico. Se invece il nostro rappresentante in Giunta fosse incappato in qualche disavventura, il che non è, saremmo noi a togliergli la fiducia e non il sindaco. Il Bilancio? Lo votiamo, senza alcun dubbio. Francavilla esce da una situazione disastrata, eredità della giunta Angelucci, e Di Quinzio sta operando bene per rimettere in sesto la situazione». Dunque una tempesta in un bicchier d'acqua? Così sembra dalle ultime dichiarazioni, anche se il sindaco si è reso irreperibile.

IL PESO DEL PROGETTO “CITTADINO PIٔ E LE CONTESTAZIONI DELL'OPPOSIZIONE

Non la pensa così l'opposizione che con il consigliere Francesco Todisco ha depositato un'interpellanza in cui chiede, alla luce del fatto che la Giunta non si compone del numero degli assessori previsti dalla legge, «se non si incorra nella possibilità dell'annullamento degli atti deliberativi fin qui adottati».
«Vorrei sapere se esiste una maggioranza e come è composta – spiega Todisco – tra assessori e consiglieri di maggioranza allontanati o di minoranza avvicinati, non ci si capisce più nulla. Insomma il Consiglio sembra un vero e proprio suk politico oppure un e-bay dove si fanno acquisti e vendite nella totale indifferenza verso l'elettorato sovrano. Mi piacerebbe una maggioranza senza mascheramenti e senza collaborazionismo mascherato da buoni propositi».
L'interessato, sentito più volte, riferisce che nessuna comunicazione gli è pervenuta e che sta lavorando serenamente ad un convegno che ha organizzato per domenica prossima. Smentisce pure la voce sulla sua possibile bocciatura del bilancio: «Non è vero niente – spiega – ho solo detto che lo volevo vedere, visto che se ne parla tanto».
Colpa del progetto “Cittadino più” che non decolla?
«Al contrario, questo dovrebbe essere un merito – conclude Di Pillo, che si dichiara amareggiato nel caso che il suo partito non lo dovesse sostenere - visto che io sto cercando di riportarlo in vita, dopo che era defunto con la vecchia amministrazione».
E invece su questo progetto punta l'interpretazione di Roberto Angelucci: «Nicolino l'ha cacciato perché l'assessore si è venduto il progetto a Pescara, nel senso che prima noi eravamo capofila, ora comanda il nostro vicino più potente. Lo avevamo sottolineato all'ultimo consiglio in un'interrogazione del consigliere Daniele D'Amario che però non è stata discussa per motivi formali. Ma ci torneremo su».

REVOCA SI, REVOCA NO ED I PRECEDENTI STORICI

In pratica, seguire le vicende di Francavilla è come il gioco dell'oca: quando si arriva ad un punto, è facile tornare indietro e ricominciare. Perché in effetti sembra venire da lontano la crisi di Giunta scoppiata sabato, e per il momento rientrata dopo un lunedì mattina convulso: «ha firmato la revoca», «si, ma non l'ha protocollata», «stai tranquillo, tanto prima o poi lo caccia», «ma pure lui doveva essere più prudente, fa una riunione e parla di certe cose, chissà che gli hanno riferito al sindaco che ha fatto bene a minacciare la revoca» e così via.
In sostanza il sindaco, con i nervi a fior di pelle per tutto quello che gli sta succedendo in Comune per risanare Bilancio e macchina burocratica, sembra aver avuto l'impressione che il progetto “Cittadino più” stesse per sfuggire al suo controllo. Se a questo aggiungiamo che anche l'altro incarico affidato in via fiduciaria per l'organizzazione della Mostra del fiore non si sta sviluppando secondo i suoi piani, si capisce perché Di Quinzio abbia reagito così. Su tutta la vicenda amministrativa di oggi aleggia infatti una strana atmosfera che ricorda vicende analoghe del recente passato, al tempo dell'amministrazione Alessandro Bruno. Questo sindaco, che aveva deciso di dire stop ai palazzinari, fu mandato a casa prima del tempo da una coalizione di suoi amici e di suoi avversari che bocciarono il suo Piano regolatore. Forse Di Quinzio, in previsione del delicato passaggio dell'approvazione del Bilancio, teme imboscate. Si è saputo che i tecnici incaricati di predisporre il documento contabile stanno facendo un buon lavoro, recuperando spese inutili e tagliando swap ed entrate rischiose o gonfiate: meglio mandarlo via.
Sebastiano Calella 24/03/2009 8.08