Andrea Pastore:«il prossimo coordinatore del Pdl sarà Piccone o Di Stefano»

Alessandro Biancardi

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 Andrea Pastore:«il prossimo coordinatore del Pdl sarà Piccone o Di Stefano»
ABRUZZO. «In pole position per dirigere il Popolo della libertà ci sono Fabrizio Di Stefano e Filippo Piccone. Oppure Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano. Io? Ho già dato. E poi sono fuori per raggiunti limiti di età».
Il senatore Andrea Pastore che sta traghettando Forza Italia nel nuovo partito che nascerà a fine marzo, prevede una gara tra i due parlamentari indicati.
L'unico problema segnalato all'orizzonte è l'assegnazione delle Regioni a livello nazionale: non si sa ancora se l'Abruzzo toccherà a Forza Italia o ad Alleanza nazionale.
Da questo dipenderà chi farà il coordinatore regionale e chi il vice.
Ma non c'è nessuna possibilità per gli altri?
Per Pastore, per Aracu, per la Pelino?
E per i giovani parlamentari?
«Come detto, io a Forza Italia ho dato moltissimo ed ora mi voglio dedicare al lavoro parlamentare. Sabatino anche lui è fuori gioco – replica Pastore – Paolo Tancredi e Daniele Toto al momento non sono di questa partita. Sono giovani e si debbono fare le ossa. Conosco Tancredi e mi pare un ottimo candidato. Però Piccone dalla sua parte ha il positivo risultato elettorale in Abruzzo. Questo lo dovrebbe blindare, perché qui abbiamo vinto anche senza l'Udc. Piccone. Sarà Piccone il coordinatore se tocca a noi. Auguri e buon lavoro. Massima solidarietà a primadanoi per la querela del sindaco D'Angelo».
Non è scaramantico il senatore Pastore e da vecchio liberale quale è sempre stato, si affida ad un ragionamento classico, che si applica anche al calcio (per usare un linguaggio berlusconiano): squadra che vince non si cambia.
Dimentica però un altro detto altrettanto famoso, di uso comune nel linguaggio della Chiesa: chi in Conclave entra Papa, spesso esce cardinale.
Non tutti i forzisti infatti valutano un successo - con riferimento alle percentuali – l'elezione di Chiodi e qualcuno non ha gradito il comportamento del commissario Quagliariello: invece di essere super partes, il senatore inviato da Roma di fatto, secondo alcuni, ha favorito Filippo Piccone.
O forse è stato quest'ultimo – dicono altri - che è riuscito ad ingraziarselo a scapito di altri parlamentari. Di Scelli, della Pelino e di Aracu invece non si parla più. Sorprese in vista al prossimo congresso?

s.c. 18/03/2009 8.13