Il Pd candida Giorgio D’Ambrosio alla Presidenza della Provincia di Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Donato Di Matteo non è l'unico candidato spendibile per il Partito Democratico alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Pescara. Il Partito può contare al proprio interno sulla presenza di altri autorevoli personaggi».
Quali?
«Primo fra tutti Giorgio D'Ambrosio, oggi sindaco di Pianella e consigliere provinciale uscente, nonché ex segretario regionale amministrativo della Margherita e parlamentare. Un nome che ci consentirebbe di raggiungere la convergenza anche con altri partiti alleati».
Lo hanno affermato il segretario del Circolo Pd di Pianella, Vincenzo Di Giamberardino, il sindaco di Catignano, Francesco Lattanzio, Gabriele Pasqualone, consigliere comunale Pd di Penne, e Massimiliano Perazzetti, componente della Direzione regionale del Pd, che oggi hanno ufficialmente avanzato la candidatura di D'Ambrosio.
Si profila dunque una spaccatura all'interno del partito: da una parte le anime legate a Di Matteo e dall'altra quelle legate all'ex segretario della Margherita, D'Ambrosio.
«Ormai i tempi stringono – hanno ricordato i quattro esponenti politici -, l'amministrazione provinciale è agli sgoccioli e, visti gli ultimi insuccessi messi a segno in occasione delle regionali, il Partito Democratico non può permettersi di perdere ulteriormente tempo, dobbiamo individuare subito il candidato alla presidenza della Provincia di Pescara e aprire la campagna elettorale per far sapere ai cittadini quali sono i programmi che intendiamo portare avanti per il benessere collettivo. Per tale ragione abbiamo bisogno di un nome forte, autorevole, di un politico esperto, ben radicato sul territorio e che ben conosca le esigenze dei vari comuni, un nome nel quale si possano ritrovare non solo gli uomini del Pd, ma anche quelli di partiti probabili alleati. In tal senso non riteniamo proponibile la candidatura di Donato Di Matteo, ma consideriamo molto più opportuna ed efficace la candidatura di Giorgio D'Ambrosio, colui che ha saputo traghettare l'ex Margherita, compatta, verso il Pd, mantenendo le redini del partito anche nei lunghi mesi di difficoltà che purtroppo stiamo vivendo. D'Ambrosio è senza dubbio la figura istituzionale nella quale meglio si ritrovano tanti sindaci della Val Pescara, e non solo, che nel suo impegno trentennale vedono la garanzia di trasparenza e operatività».
E, secondo Di Giamberardino, Lattanzio, Perazzetti e Pasqualone, sul nome di D'Ambrosio «si realizzerà quella convergenza necessaria anche degli altri partiti alleati, fondamentale visto che attualmente per il Pd non ci sono le condizioni per andare da solo al voto. Sul territorio ci sono altre forze politiche con le quali possiamo trovare comunione di valori e obiettivi congiunti per operare. Per ritrovare quell'unione non possiamo senza dubbio candidare Di Matteo, sul quale già ci sono stati tanti veti».
Ma lo stop alla candidatura di Di Matteo, oggi consigliere comunale uscente a Pescara, è determinata anche da un'altra considerazione dei quattro esponenti Pd: «La Provincia di Pescara viene fuori da dieci anni di governo di un ex diessino, non crediamo che si debba o si possa proseguire su tale percorso, ma riteniamo sia giusto cedere il passo a un uomo di provenienza più moderata, centrista, dando spazio alle altre componenti che costituiscono il Partito Democratico».
I quattro esponenti politici chiederanno ora la convocazione di un Tavolo provinciale e regionale urgente del partito per definire la candidatura di D'Ambrosio.


16/03/2009 10.35