Crisi al comune di Spoltore: Prc e PdCi lanciano l’ultimatum a Ranghelli

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. La Giunta Ranghelli bis, nata senza consultazione con i partiti, per Rifondazione Comunista, non risolve la crisi aperta nel comune di Spoltore ed evidenzierebbe «la spaccatura e le responsabilità del PD in questa vicenda».


Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani hanno annunciato che vi partecipano con riserva in quanto Giunta tecnica, con lo scopo di evitare il commissariamento dell'Ente e avviare le procedure per l'approvazione del bilancio.
«Prc e Pdci hanno proposto e lavorato affinché il bilancio non contenesse aumenti di tasse e tariffe per i cittadini», spiegano Marco Fars, segretario provinciale Prc e Fernando Fabbiani, segretario Provinciale PdC. «Più volte, però, abbiamo ribadito che il sindaco non avrà il nostro appoggio se non si metterà nero su bianco una svolta sull'urbanistica».
Nei giorni scorsi si è aperto un tavolo programmatico per definire il profilo di una svolta amministrativa «chiara, trasparente e pubblica».
«Ad oggi», contestano ancora Fars e Fabbiani, «nessun accordo è stato raggiunto. Abbiamo consegnato al sindaco ed al PD un documento articolato e per buona parte condiviso con i cosiddetti partiti minori. Nessuna risposta è giunta sulle questioni da noi poste. Riteniamo che vada sottoscritto e votato dai consiglieri come nuove linee di indirizzo dell'amministrazione prima che sia portato in consiglio comunale il bilancio. Su questa piattaforma programmatica si verificano le condizioni di esistenza di una maggioranza. L'ingresso in giunta di un esponente di Sinistra democratica e le sue annunciate repentine dimissioni evidenzia l'inesistenza ad oggi di un progetto politico chiaro e condiviso».
Il PD ha per intero la responsabilità di questa crisi. Espliciti i punti di divergenza al suo interno e la smetta di rendere tutta la coalizione prigioniera delle liti tra le proprie componenti.
14/03/2009 11.47