Anagrafe degli eletti, slitta l’approvazione in consiglio provinciale

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L’approvazione dell’anagrafe pubblica degli eletti della Provincia è slittata a stamattina per mancanza del numero legale nella seduta di ieri del consiglio provinciale.

L'assemblea presieduta da Filippo Pasquali riprenderà dunque i lavori oggi alle 11, in seconda convocazione.
Nel corso della riunione di ieri, però, è passata, con 14 voti a favore, la surroga di Renzo Gallerati (Pd) come vice presidente del consiglio al posto del dimissionario Camillo Sborgia (Indipendente). E' stato poi ritirato -e sarà riproposto martedì prossimo- l'ordine del giorno portato in aula da Sandro Di Minco, capogruppo del Prc, sulle emergenze ambientali del Pescarese: la strada “mare – monti”; la riserva naturale del lago di Penne; il sito industriale di Bussi sul Tirino.
E Corrado Di Sante (Rc) ha parlato di «uno spettacolo davvero indecoroso, tra schiamazzi urla e movimenti tra i banchi», prima di arrivare alla sospensione ed al rinvio per mancanza del numero legale sulla votazione dell'anagrafe degli eletti.
«Il consiglio», racconta il consigliere di Rifondazione, «ha impiegato più di un ora per ratificare l'abbandono del Pd da parte di Cammillo Sborgia (prossimo candidato nelle fila dell'IDV alle provinciali) e la sua dimissioni dell'ufficio di presidenza ben 5 interventi prima e dopo l'elezione di Renzo Gallerati che per 2 mesi subentra nell'ufficio presidenza».
Poi si è passati all'odg presentato da Di Minco (Prc) sulla Mare-monti, «un semplice odg», spiega il consigliere Di Sante, «che prendeva atto della situazione e chiedeva di avere una posizione univoca come provincia nei prossimi incontri».
«Nessuno», continua, «ha voluto esprimersi e quindi appuntamento rimandato a martedì anche se il presidente del consiglio e il consigliere Giammorretti erano pronti a votarlo».
Alle 14 in punto si è passati all'illustrazione dell'odg sull'anagrafe degli eletti: «a quel punto», racconta ancora Di Minco, «la minoranza è uscita dall'aula e tra le file del Pd fioccavano le assenze tra giustificate e non».

12/03/2009 8.23