Di Pietro (Idv):«Berlusconi, Saddam nostrano…», e scoppia la polemica

Alessandro Biancardi

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Di Pietro (Idv):«Berlusconi, Saddam nostrano…», e scoppia la polemica
FRANCAVILLA. «Noi dell'Idv vogliamo dialogare con i cittadini che non vogliono abboccare all'amo berlusconiano, il Saddam Hussein nostrano, e nello stesso tempo non vogliono rassegnarsi all'idea di rivedere stesse facce, stessi personaggi, stessi metodi, stesse pretese e soprattutto stessa prosopopea senza concludere nulla».
Sono questi alcuni dei passaggi salienti del discorso del leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, a margine dell'assemblea regionale programmatica del partito, a Francavilla al Mare. «Credo che i cittadini abruzzesi devono fare uno sforzo e cambiare totalmente questa classe dirigente che se la prende con i magistrati invece di guardarsi allo specchio».
«Anche qui in Abruzzo prima di scegliere con chi stare alle prossime amministrative l'Idv non guarderà alla sigla del partito, ma guarderà alle facce, alla loro storia personale, a quello che possono dire e dare, a quello - ha concluso - che hanno detto, fatto e soprattutto preso».
E poi: «La crisi c'é ed è grave e per affrontarla bisogna dare incentivi e rilanciare davvero le infrastrutture, non infrastrutture che saranno cantierate fra cinque, sei, otto anni, ma che devono essere cantierate fra cinque, sei, otto giorni».
Sono frasi che hanno subito provocato dure reazioni nel mondo politico, specie quella del paragone del capo del governo con il dittatore iracheno giustiziato.

Il consigliere regionale abruzzese Pdl, Riccardo Chiavaroli, ha prontamente risposto:«con la sua consueta raffinatezza Di Pietro paragona Il Presidente Berlusconi a Saddam , forse sognando di passare da pubblico ministero "de noantri" a capo di un nuovo Tribunale Internazionale».
«La frase, all'apparenza farsesca, è invece emblematica - dice ancora Chiavaroli - di un metodo violento che ogni parte politica dovrebbe allontanare dal proprio lessico e dal proprio modo di pensare. Comprendiamo - conclude il consigliere Pdl- che Di Pietro sia ancora scosso dalla pesante sconfitta elettorale in Abruzzo, ma ciò non giustifica un tale ingiurioso paragone. Comunque Di Pietro stia tranquillo, noi non risponderemo con parole da par suo, nè gli lanceremo, metaforicamente, scarpe. Ci limiteremo semplicemente, ogni volta che andremo alle urne, a fargli una piccola e rispettosa pernacchia elettorale, man mano che faremo aumentare il consenso democratico per il Presidente Berlusconi».

Ma Di Pietro non ha risparmiato durissime critiche al governo e alla sua azione.
«Sono state scelte infrastrutture che devono essere finanziate con i privati, i cui progetti devono essere ancora realizzati - ha aggiunto Di Pietro - e bisogna ancora capire come farle. La verità - ha concluso - è che non ci vogliono mettere i soldi e, per non dirlo, l'hanno messo solo sulla carta».
«In Abruzzo e in Sardegna si sono verificate due truffe elettorali. E finché il sistema dell'informazione è tale per cui di truffe elettorali i cittadini sanno poco, ecco i risultati».
E' quello che ha poi detto il leader dell'Italia dei Valori parlando delle "promesse elettorali" fatte dal Governo in tema di infrastrutture.
«Il presidente del Consiglio, Berlusconi, che per quindici giorni si è trasformato in un candidato presidente della Regione, ha detto che ci pensava lui alle infrastrutture abruzzesi, a cominciare dalla ferrovia Pescara-Roma: ma non ci ha messo un euro, né in questo Cipe né nel precedente, e ha tolto pure quegli oltre 200 milioni di euro che ci avevo messo io».
«L'Idv», ha detto ancora Di Pietro, «assume la responsabilità per il ruolo non solo di opposizione ma di alternativa al governo Berlusconi, di creare con le liste civiche e i partiti che ci vogliono stare l'Abruzzo del domani».
«Per questo - ha proseguito - Di Pietro- noi saremo promotori di una compagine e di una coalizione riformista che mette al primo posto l'occupazione, il lavoro e le tutele per la disoccupazione e per chi il lavoro non l'ha mai avuto.
L'Italia dei Valori sta cambiando pelle, non è più un partito monotematico e deve assumersi la responsabilità di creare con le liste civiche e i partiti che ci vogliono stare l'Abruzzo del domani».

A Palazzo Sirena a Francavilla al Mare c'erano il Capogruppo dell'IdV al Consiglio Regionale Carlo Costantini, il Coordinatore Regionale IdV senatore Alfonso Mascitelli, l'on. Augusto Di Stanislao, i consiglieri regionali dell'Italia dei Valori, esponenti e simpatizzanti del partito. Al dibattito sono intervenuti anche Maurizio Spina (Cisl), Roberto Campo (Uil) e Antonio Romito (Cgil).
In merito all'impegno dell'IdV in Parlamento, «abbiamo presentato una mozione – ha affermato l'on. Di Pietro – per ribaltare l'ordine del giorno che prevede la discussione sulle intercettazioni telefoniche e sul testamento biologico. In questo momento di crisi le priorità devono essere altre: innanzitutto la crisi del mondo del lavoro. Ci batteremo affinché il Governo ci spieghi come stanno esattamente le cose».
«Le ragioni che stanno alla base dell'Assemblea regionale programmatica dell'IdV – ha dichiarato il senatore Mascitelli – vanno ricercate non solo nei risultati elettorali conseguiti, ma soprattutto negli impegni futuri che il partito dovrà assumersi. Partiremo non da noi, ma da quello che sta intorno a noi: la crisi economica e sociale. Occorrono interventi immediati e tempestivi per alleviare le sofferenze delle famiglie colpite dalla crisi».
In prospettiva dei prossimi appuntamenti elettorali «non siamo per alleanze forzate o di convenienza – ha concluso il senatore Mascitelli -, ma per alleanze convinte. Siamo disponibili a ogni confronto ma diciamo un secco no alla politica del dare a chi offre di più».

07/03/2009 15.49