"Rissa" con Piccone, Scelli: «l’ho perdonato»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. E’ pace fatta fra i due esponenti del Pdl Maurizio Scelli e Filippo Piccone che lunedì scorso avevano avuto uno scontro di vedute.


«Ma mi ci vedete a fare a botte, uno come me che la violenza l'ha vissuta, l'ha vista e l'ha subita?», ha detto ieri Scelli nel corso di una conferenza stampa organizzata proprio per chiarire la vicenda.
E tutto è stato ridimensionato: «è stato solo un momento di discussione, un diverbio. Da parte di Piccone - ha aggiunto - c'e' stato un tentativo di farmi paura, del tipo 'adesso ti faccio vedere', ma e' stato bloccato».
Nessun rancore, quindi, ma voglia di fare chiarezza: «la cosa e' stata ingigantita e ciò fa male all'Abruzzo e alla politica abruzzese. Questa e' una cosa che doveva restare nell'ambito del confronto tra le persone, non perchè violasse il diritto di cronaca ma perchè veramente e' una cosa inconsistente. Si e' trattato - ha proseguito il parlamentare - della conseguenza di un momento di confronto duro nel quale ho detto a viva voce che non avrei permesso, come accaduto in passato, che si potessero imporre candidature e strategie. Queste cose vanno condivise con i militanti, i sindaci, gli assessori,i consiglieri comunali. Mai più una politica che impone - ha detto infine Scelli - ma una politica che condivide le scelte».
«Sono un uomo che ha vissuto il mondo del sociale, del volontariato, credo di essere un cattolico praticante e al senatore Filippo Piccone va tutto il mio perdono, tutta la mia comprensione e la mia solidarietà perché oggi sui giornali è uscito un po' maltrattato. E' un capitolo archiviato».
E da Sulmona anche Nunzio Giovannelli, consigliere di maggioranza commenta l'episodio: «Le risse, gli insulti e le guerre intestine del Pdl, che si sono manifestate negli ultimi giorni in maniera così eclatante, non appartengono al progetto di amministrazione che avevo in animo».
L'apporto di tutti - continua Giovannelli -, parlamentari compresi, deve essere teso a fare fronte politicamente alle necessita' economiche e sociali del nostro territorio, rispettando quel programma che ci ha garantito la fiducia dei cittadini. Agevolare il lavoro del sindaco e della giunta e' un nostro dovere, poi, al termine del mandato, tutti trarranno le dovute considerazioni».

28/02/2009 9.47