Rissa con Scelli, Piccone: «solo un aspro scontro verbale»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Se per domani Maurizio Scelli ha in programma una conferenza stampa per spiegare la sua versione dei fatti, dall’altro lato Filippo Piccone continua a gettare acqua sul fuoco.


«La vicenda della presunta rissa fra il sottoscritto e l'onorevole Scelli», ha detto oggi l'ex sindaco di Celano, «sta assumendo toni farseschi al di là della verità dei fatti e della volontà delle persone coinvolte».

Piccone assicura che non c'è stato alcuno scontro fisico «ma soltanto un normalissimo confronto dialtettico sia pure dai toni aspri».
Per il senatore, però, c'è in giro qualche manina «che ama rimestare nel torbido confondendo dialettica politica con represse aspirazioni personalistiche. Mi auguro sinceramente, però, che costoro non trovino sponda ulteriore in una stampa che fa correttamente il proprio lavoro nei confronti dell'opinione pubblica ma che in questo caso rischia involontariamente di essere strumento per altri fini».
Per quanto attiene invece alle candidature, Piccone assicura che «non ho mai ipotizzato un mio coinvolgimento diretto per la Presidenza della provincia dell'Aquila, ma anzi trovo una vera follia immaginare per le imminenti amministrative, di candidare nelle 4 province o nei principali comuni i parlamentari PDL, quasi a voler perpetuare una classe dirigente chiusa e inamovibile. Credo infatti che da un lato i parlamentari siano doverosamente già impegnati con il proprio incarico e che soprattutto le candidature da esprimere debbano invece saper attingere ad energie nuove - che esistono nel PDL e nelle forze vicine - per una rinnovata azione di governo riformatore, come abbiamo saputo peraltro dimostrare con le ultime regionali».

26/02/2009 14.57