D’Angelo scrive a Franceschini: «Dario, aiutaci tu»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il vice sindaco Camillo D’Angelo ha inviato una lettera a Dario Franceschino dopo la sua elezione a nuovo segretario nazionale del Pd, dopo l’abbandono di Walter Veltroni.



PESCARA. Il vice sindaco Camillo D'Angelo ha inviato una lettera a Dario Franceschino dopo la sua elezione a nuovo segretario nazionale del Pd, dopo l'abbandono di Walter Veltroni.

D'Angelo si congratula ma allo stesso tempo chiede una svolta, «necessaria, per restituire fiducia nel futuro politico del centrosinistra e a quanti l'hanno perduta».
«Spero che tu», si legge in un passaggio della lettera, «possa dare ascolto e presenza politica, dove sono venuti a mancare. Lo spero perché anche noi a Pescara viviamo, da diverse settimane, una situazione molto delicata, che avremmo potuto affrontare in maniera differente con il sostegno del nostro partito».
Secondo D'Angelo, invece, «è mancato l'ascolto delle ragioni che ci hanno convinto a continuare il lavoro iniziato ed è mancata anche una presenza solida a cui fare riferimento nel bel mezzo delle bufere che ci sono piovute addosso».
Il sindaco facente funzioni non nasconde l'amarezza «perché ho constatato di persona, nell'affrontare la difficile situazione che si è venuta a creare a Pescara, che qualche pezzo della politica ha ritenuto più opportuno abbandonare un progetto che in sei anni ha radicalmente cambiato in meglio una realtà su cui nessuno aveva osato. Non hanno ritenuto conveniente difendere i tantissimi traguardi raggiunti, dandone conto ad una comunità che in questo momento più che mai ha bisogno di segnali positivi, di presenza, di chiarezza».
D'Angelo si augura che Franceschini arrivi presto a Pescara, «per confrontarci direttamente su tanti temi, discutere sul futuro della città, sui contenuti della politica che dovrà rappresentarci nel futuro».
Perché il vicesindaco ricorda anche che da Pescara «sono partite tante vittorie per il centrosinistra, anche difficili da conseguire. Quella che oggi è sprofondata, nostro malgrado, in un clima di sospetto e di delazione che non ci rappresenta in alcun modo. Quella in cui continuiamo a tenere testa ad un fronte caldo, che vorrebbe cancellarci dalla scena politica cittadina. Non ce la faranno perché facciamo il nostro lavoro con la dedizione e la passione di chi crede ancora nella buona politica al servizio dei cittadini».

26/02/2009 9.25