Todisco: «il sindaco Di Quinzio ha perso la lucidità politica»

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. «I debiti del Comune di Francavilla e le lotte intestine dei consiglieri angosciano a tal punto il sindaco Nicolino Di Quinzio da fargli perdere lucidità politica».



Francesco Todisco risponde così alla sfiducia del primo cittadino. Come noto, il sindaco lo considera fuori della maggioranza di centrosinistra e gli ha tolto l'incarico della Polizia urbana per «scarso rendimento», forse perché Todisco ha rifiutato di firmare la sfiducia al presidente del Consiglio Carlo De Felice, come gli aveva chiesto Di Quinzio.
«Io sono stato uno dei suoi più strenui sostenitori ed ora mi ritrovo – per sua decisione – fuori dalla maggioranza. Una vicenda inspiegabile».

C'è una situazione amministrativa ingarbugliata a Francavilla che vede una maggioranza di centrosinistra in carica con l'aiuto dell'Udc, il cui esponente di punta, proprio De Felice, è stato eletto alla presidenza del Consiglio comunale.
Successivamente il presidente ha aderito al Popolo della Libertà, creando una situazione anomala: sindaco di maggioranza e presidente dell'opposizione, il che non si verifica in nessun altro Comune. Di qui la decisione di Di Quinzio di sfiduciare De Felice, ma anche il dissenso di Todisco: «secondo me si è trattato di una sfiducia anomala, trattandosi di una figura istituzionale – spiega il consigliere defenestrato – e anche di una decisione poco motivata alla quale io non ho aderito. Che poi ci sia stato il ritiro dell'incarico per la Polizia urbana è una conseguenza poco importante. Ma Di Quinzio sbaglia perché ha pensato che mi può trattare con un suo assessore che è legato a lui da un rapporto di fiducia e che può licenziare. Con me è diverso: io sono un consigliere eletto e quindi sono io che eventualmente do la mia fiducia a lui e non viceversa. Al massimo mi toglie l'incarico, ma resto in Consiglio».
Insomma non riesce ancora a spiegarsi perché ha avuto il cartellino rosso dal sindaco? «Stiamo ai fatti: il comportamento di Di Quinzio è contraddittorio. Prima caccia De Felice, perché è dell'opposizione, poi incarica Cappelletti e Baldassare che pure sono all'opposizione – continua Todisco – senza dire che io ho votato il piano di rientro dai debiti e Baldassarre no. E se si parla di immobilismo, perché caccia anche Manuel De Monte che tanto ha fatto per risolvere i problemi della Sirena e delle società miste? E ancora: lui aveva detto in campagna elettorale che si doveva intervenire in queste società, ma è tutto fermo. C'è qualcosa che non quadra».
Ma è vero che ha formato un Gruppo in Consiglio comunale?
«Certo, si chiama Nuova Francavilla – conclude Todisco – e al prossimo Consiglio con un'interpellanza chiederò se faccio ancora parte della maggioranza o no. E chiederò anche agli altri se sono ancora nel Pd o no. Infatti ho chiesto chiarimenti al partito, ma nessuno mi ha risposto».
Se verrà chiamato a votare per la crisi delle casse comunali di Francavilla, come si comporterà? «Come sempre penserò al bene dei cittadini che mi hanno eletto. Come quando ho avuto l'incarico della Polizia urbana: ho proposto, ed il sindaco ha accettato, un incentivo per lo straordinario estivo dalle 20 alle 24, visto il loro prezioso lavoro estivo. Inoltre con una lettera protocollata il 29 luglio ho segnalato le criticità del settore. Ma tutto è rimasto fermo. E non per mia colpa».

Sebastiano Calella 19/02/2009 13.13