«Deroga al patto di stabilità in Abruzzo per sbloccare investimenti pubblici»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. In Abruzzo la recessione si fa sentire più forte che altrove. Di Giuseppantonio (Anci) chiede lo sblocco degli investimenti pubblici.

I licenziamenti ed i lavoratori in cassa integrazione ormai si contano a migliaia in tutti i settori, a partire da quello strategico dell'automotive, in crisi a livello mondiale.
Sul contesto pesa anche il forte indebitamento della Regione, che ha portato il presidente della Giunta, Gianni Chiodi, a constatare l'impossibilità nell'immediato di sostenere gli investimenti dei comuni.
Anche l'edilizia, tradizionale volano dell'economia, paga il conto alla crisi ed accusa un forte calo, tanto che ieri i lavoratori di questo settore hanno manifestato a Pescara per chiedere aiuto ai politici e reclamare lo sblocco delle opere pubbliche.
Su questa situazione intende intervenire subito il vice presidente nazionale dell'ANCI, Enrico Di Giuseppantonio, prossimo candidato alla Provincia di Chieti, che propone una deroga speciale per l'Abruzzo, per il solo 2009, volta ad escludere dal computo del patto di stabilità interno le spese per gli investimenti infrastrutturali e per gli impegni già assunti dagli Enti locali.
Di Giuseppantonio ha annunciato che si farà portavoce di questa iniziativa presso l'ANCI e negli incontri con rappresentanti del Governo ed ha inoltre chiesto a tutti i parlamentari abruzzesi di collaborare per questo obiettivo.
«La situazione è allarmante: in Abruzzo gli investimenti sono completamente fermi – ha dichiarato Di Giuseppantonio. Il paradosso è che molti comuni e province hanno fondi in bilancio, pronti per essere investiti, che però sono vincolati dal patto di stabilità interno. Faccio un esempio: il solo Comune di Fossacesia, di cui sono sindaco, ha a disposizione oltre due milioni di Euro che potrebbero essere destinati alle infrastrutture ed al turismo. L'Abruzzo ha urgente bisogno di ridare fiato alla sua economia; altrimenti, rischiamo di ritornare tra le regioni meno sviluppate d'Europa: quel famoso "Obiettivo 1" da cui ci eravamo sollevati grazie a decenni di lavoro fatto bene. Spero che il Governo voglia concedere a comuni e province una deroga per il 2009, in modo da sbloccare questi fondi, che sono già nelle casse degli enti, e far ripartire le opere pubbliche».

LE RICHIESTE DI DE DOMINICIS

Il presidente dell'Unione delle Province d'Italia-Abruzzo, Giuseppe De Dominicis, ha chiesto invece di «escludere dal patto di stabilità interno le spese per gli investimenti e i pagamenti per gli stati di avanzamento di quegli investimenti che sono già stati programmati e avviati, oltre ad essere indispensabile per le Province e i Comuni per poter continuare ad operare con continuità, permetterebbe agli enti locali di dare respiro, nell'immediato, al sistema economico ed imprenditoriale» è la ricetta indicata dall'Upi.
A detta delle Province abruzzesi, oltretutto, il momento di crisi che l'economia internazionale sta vivendo non consente di trattenere più a lungo le risorse economiche già a loro disposizione e destinate al completamento di interventi sul territorio».

18/02/2009 16.14