Di Giuseppantonio: «affrontare subito l'indotto della crisi»

Alessandro Biancardi

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FOSSACESIA. Gli effetti della crisi economica non si fermano ai precari licenziati o ai dipendenti in cassa integrazione.
Il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, possibile candidato presidente alla Provincia, pensa alle ripercussioni sui settori del commercio e dei servizi fino al bilancio degli enti locali.
Per fronteggiare questa situazione il primo cittadino e vice presidente nazionale dell'Associazione dei Comuni Italiani, chiede interventi rapidi ed incisivi concertati con le amministrazioni locali.
«La crisi economica, purtroppo, si fa sentire anche nel bilancio dei Comuni – ha spiegato Di Giuseppantonio – infatti, una parte delle entrate comunali è generata dall'addizionale Irpef, che diminuisce insieme ai redditi delle persone che si impoveriscono. I sindaci si trovano oggi in una situazione critica: da un lato, a causa della crisi c'è sempre più domanda di prestazioni sociali e di sussidi, dall'altro ci sono meno risorse da investire».
Nella sola Val di Sangro, in pochi mesi si sono contati quasi mille precari licenziati ed altri novemila lavoratori in cassa integrazione. Una conseguenza immediata di questa situazione è stata la crisi delle attività di bar e ristoranti situati intorno alla zona industriale. «Ma, in un'economia fortemente dinamica ed interconnessa come quella contemporanea», spiega ancora il sindaco, «l'impoverimento di un numero così grande di persone si sta facendo sentire, pian piano, in tutto il comprensorio: diminuiscono i consumi, e le attività commerciali registrano un calo. Bisogna considerare, poi, che la Val di Sangro attraeva molto personale da fuori regione, stimolando un vivace mercato di affitti e servizi: ed ora anche questi settori subiscono una flessione».
Per questo Di Giuseppantonio chiede di intervenire «presto ed in modo incisivo, per spezzare il circolo vizioso che sta mandando in difficoltà uno dopo l'altro tutti i settori produttivi – ha concluso il vice presidente dell'Anci – Bisogna trovare le risorse per sostenere le famiglie impoverite e, allo stesso tempo, per incentivare aziende ed imprenditori e far ripartire l'economia. In questo senso, il ruolo dei Comuni è fondamentale, perché sono i terminali della pubblica amministrazione nel territorio e tra i cittadini: in altre parole, sono gli enti che conoscono più da vicino le situazioni difficili e che sono in grado di intervenire rapidamente su di esse. Auspico, perciò, che ci sia concertazione tra i Comuni e gli altri livelli istituzionali per predisporre ed attuare subito i provvedimenti anti-crisi».

16/02/2009 9.46