Rifondazione: «sanità teramana nel baratro»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Carenza di personale medico infermieristico, apparecchiature obsolete o non funzionanti. Il caso più eclatante è la Tac dell'ospedale di Sant'Omero, fuori uso da oltre quattro mesi.

E poi ancora tempi di attesa biblici per gli esami ed analisi cliniche (dai 3 mesi per un elettrocardiogramma a 31 mesi per una Moc).
Questa è la corposa denuncia della Federazione di Teramo di Rifondazione Comunista che ha stilato una lunga lista di problemi e possibili soluzioni.
«Oggi, la situazione della sanità teramana, un tempo fiore all'occhiello dell'Abruzzo», dicono dal partito, «è degradata ed umiliata da una gestione rivolta non già alla tutela della salute dei cittadini, ma alla pratica clientelare ed al favoritismo nei confronti delle strutture private».
Molti sono i responsabili secondo gli esponenti di sinistra: «da una destra storicamente contraria alla gestione pubblica della sanità, della quale ha comunque tenuto per anni i cordoni della borsa, a quanti, sull'altra sponda politica, hanno predicato bene e razzolato male, lucrando sull'Angelini di turno».
Di fronte ad una simile, catastrofica situazione, Rifondazione Comunista ribadisce il proprio «assoluto sostegno ad un Sistema Sanitario Nazionale costruito per garantire cure dignitose ed efficaci a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro provenienza, dal loro reddito, dal loro status sociale».
Rifondazione Comunista è convinta «che il sistema dell'assistenza ospedaliera necessiti di una inderogabile rimodulazione, distinguendo fra presidi ospedalieri maggiori, destinati alla cura delle patologie acute ed alla effettuazione di prestazioni ultraspecialistiche, e presidi locali, attrezzati per la cura dei malati cronici, la riabilitazione, la chirurgia programmabile».
Tante le emergenze da risolvere nell'immediato: «riduzione delle file e dei tempi di attesa, consentendo la prenotazione telematica, il decongestionamento dei pronto soccorso, istituendo ambulatori per i "codici minori" gestiti dagli operatori del 118, limitare i trasferimenti da un presidio sanitario ad un altro nei casi di emergenza-urgenza, rimodulazione dei presidi ospedalieri per patologie acute».

09/02/2009 11.54