Di Orio:«Il problema della sanità in Abruzzo è l’abnorme presenza dei privati»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2250

ABRUZZO. Sul dibattito che in questi giorni sta animando la sanità abruzzese, interviene anche il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio.

«Ormai è un dato acquisito che l'attuale crisi economica in cui versa la nostra regione, sia dovuta alla sanità. Tuttavia una politica di tagli indiscriminati in funzione di esclusive ragioni di bilancio, rischia di essere peggiore del male che dovrebbe curare».
«Da tempo sostengo – spiega il rettore di Orio - che il problema principale della sanità abruzzese è rappresentato dall'abnorme presenza del settore privato, peraltro mal distribuito sul territorio regionale. Una politica di tagli indiscriminati penalizza soprattutto la sanità aquilana, rappresentata da un unico presidio ospedaliero pubblico che ha sempre assicurato elevati livelli di qualità assistenziale, sia nella sua componente ospedaliera che in quella universitaria».
«Al Commissario Redigolo e all'Assessore Venturoni va ribadito che le dimensioni della sanità aquilana, in termini di posti letto, di unità operative attivate e di personale impiegato, sono già a livelli minimi per poter garantire un'adeguata funzionalità assistenziale, che oggi è resa possibile solo grazie all'abnegazione di tutto il personale sanitario sia ospedaliero che universitario. Un ulteriore ridimensionamento impedirebbe il normale svolgimento sia dell'attività assistenziale ospedaliera sia dell'attività formativa universitaria, che riguarda oltre 4700 studenti, 500 specializzandi, 200 iscritti ai Master di I e II livello e 160 docenti, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa della Facoltà medica aquilana».
«L'obiettivo del risanamento economico» - continua il rettore Ferdinando di Orio - «deve essere perseguito innanzitutto attraverso una razionalizzazione dell'offerta sanitaria privata che, forse è il caso di ricordarlo, nel 2008 ha comportato una spesa per la regione Abruzzo di oltre 160 milioni di euro per la sola rete ospedaliera privata».
«La difesa della sanità pubblica aquilana è dunque un obiettivo prioritario e deve vedere impegnati tutti i cittadini e tutti coloro che esercitano livelli di responsabilità, al fine di determinare le condizione migliori per garantire un'assistenza sanitaria di qualità e una altrettanto importante formazione sanitaria di qualità».
«In tal senso» – conclude il rettore dell'Ateneo aquilano – «la prospettiva, seppure complessa, sulla quale lavorare tutti insieme è quella di una Azienda integrata ospedaliero-universitaria, che è giustamente presente nelle schede obiettivo allegate al Programma di Governo della Giunta regionale e relazionato al Consiglio Regionale in data 27 gennaio 2009».

06/02/2009 13.33