Cialente, le ore contate e gli scontri sull'urbanistica

Alessandro Biancardi

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Cialente, le ore contate e gli scontri sull'urbanistica
L'AQUILA. C'è l'urbanistica al centro delle discussioni che fanno vacillare la giunta di Massimo Cialente.
Giorni di polemiche di accuse e smentite mentre gli equilibri sembrano sempre più precari. Il sindaco pronto a lasciare? Lui lo ha fatto capire chiaramente nei giorni scorsi e ieri è stato il centrodestra a lanciare l'ultimatum e a chiedere un incontro pubblico dul Prg, sulla tanto contestata metropolitana e sulla riqualificazione di piazza D'Armi.
Tre argomenti spinosi che potrebbero costare caro al primo cittadino. Proprio sull'ultimo punto Enrico Verini dei Liberaldemocratici ha parlato di «delibera di grandi proporzioni che non può saltare per un banale vizio di forma legato a un parere obbligatorio che di fatto ha determinato l'annullamento della delibera stessa».
E, soprattutto, Verini ha chiesto all'assessore competente Roberto Riga, che ha proposto la delibera incriminata di dimettersi.
Ma anche Sinistra Democratica non ci va leggero: i consiglieri Giustino Masciocco e Giuseppe Bernardi, oltre al segretario provinciale Luca D'innocenzo, hanno chiesto anche loro «un confronto sull'urbanistica». Solo questo potrebbe ammorbidire i rapporti con il Pd.
«Nel programma elettorale», assicurano, «non c'erano punti sull'urbanistica che doveva essere utilizzata in maniera parsimoniosa».
E invece oggi proprio l'urbanistica finisce per essere al centro dell'attenzione e l'ago della bilancia per non far crollare la giunta.
Luigi D'Eramo della Destra, invece, chiede al sindaco «di smetterla con il teatrino delle dimissioni annunciate e poi ritirate».
Ma le parole dei giorni scorsi sembrano tutt'altro che una velata minaccia da non mantenere.
Uno sbocco definitivo della situazione potrebbe essere questione di ore.

04/02/2009 8.45