Province. De Dominicis a Costantini:«fai demagogia, i tagli vanno fatti altrove»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1901

ABRUZZO. Secondo l’onorevole Carlo Costantini, con l’abolizione delle Province italiane lo Stato risparmierebbe qualcosa come 14 miliardi di euro, con ciò realizzando un considerevole risparmio dei costi della politica.
Sarebbe così inferto un “bel colpo alla casta” e liberando risorse da impiegare per ammortizzatori sociali, infrastrutture e credito alle imprese.
Costantini (Idv) è intervenuto ieri mentre erano in corso i consigli provinciali che si sarebbero dovuti esprimere sulla utilità o meno delle Province stesse.
«Costantini dimentica però di dire», ha spiegato oggi Giuseppe De Dominicis, presidente dell'unione delle province, «che di quei 14 miliardi di euro che messe tutte assieme le Province italiane gestiscono (cifra ufficiale riferita al 2006, con un taglio del 6% sull'anno precedente), i costi riconducibili al funzionamento degli organi istituzionali, ovvero le indennità di presidenti, assessori, consiglieri, ammontano a 119 milioni. Che sia poco o sia tanto è materia, ovviamente, opinabile. Ma il punto è un altro: come si arriva allora a ipotizzare risparmi per 14 miliardi? Semplicissimo: gettando - per citare un proverbio caro al leader dell'Idv, Antonio Di Pietro - con l'acqua sporca pure il bambino, e cioè (pescando tra le cifre ufficiale diffuse dall'Upi) i 2 miliardi e 900 milioni di euro che le Province utilizzano per effettuare le manutenzioni sui 145mila chilometri di strade di competenza (non sono pure queste infrastrutture?), il miliardo e 700 milioni per la manutenzione delle scuole, il miliardo per la tutela ambientale, l'altro miliardo per lo sviluppo economico, il miliardo e 200 milioni per la mobilità, i 2 miliardi e 300 milioni per la gestione del personale».
«Costantini», aggiunge De Dominicis, «coerentemente abrogazionista, deve dire ai cittadini tutta la verità, e cioè che nella sua visione i dipendenti delle Province vanno licenziati, le scuole abbandonate a sé stesse, le strade – in genere quelle che riguardano le aree più disagiate - lasciate all'incuria: perché se chiudi le Province ma trasferisci ad altri (Regioni, Comuni) personale e funzioni, che avrai mai risparmiato? Se davvero si vuole colpire la moltiplicazione dei centri di decisione e dei costi della politica, perché non tagliare allora quella moltitudine di enti inutili come enti strumentali, aziende speciali e consorzi (Ato per la gestione di acqua e rifiuti, Aptr, consorzi industriali) riconducendo alle Province quelle funzioni che sono state loro espropriate? Costantini, che guarda caso dell'Aptr è stato presidente, sa che l'Abruzzo detiene il triste record nazionale di questi enti, con una sessantina contro la media di trenta delle altre Regioni?
L'abrogazione delle Province, ha detto il ministro Maroni, non rientra nel programma di governo. Nella maggioranza, contraria nettamente la Lega, sono abolizioniste singole personalità di An e Forza Italia. All'opposizione, contrario il Pd, sono favorevoli invece Udc e Idv. A queste forze politiche», conclude, «visto che dopotutto il voto per le provinciali è fissato per l'inizio di giugno, allora è onesto chiedere se non sia più giusto astenersi dal presentare liste. A meno che l'onorevole Costantini non voglia dire agli elettori che chiederà voti per aiutarlo ad “abrogare” le Province, secondo il più fedele dei copioni del teatrino della politica».

«Non comprendo davvero la durezza dell'intervento di De Dominicis. Siamo ormai arrivati al punto che se un esponente dell'Italia dei Valori dissente dal coro del PD e del PDL, o è un eversore, o è un demagogo».
Risponde così Carlo Costantini che aggiunge: «penso molto più semplicemente di rappresentare la volontà della maggioranza degli italiani, che certamente vogliono che venga fatta la manutenzione delle scuole e delle strade, ma che non sono affatto convinti del fatto che per fare queste manutenzioni, oltre ai Comuni, debbano esistere per forza anche le province. Ai cittadini - che anche De Dominicis e anche il suo Partito dovrebbero rappresentare - interessa che i soldi per mantenere in vita le province, così come tutti i soldi sprecati per tenere in vita gli enti inutili citati dallo stesso De Dominicis, vengano utilizzati per la cassa integrazione, per lo sviluppo, per le infrastrutture e anche per le manutenzioni delle scuole e delle strade».
«Quanto ai dati da me citati», spiega Costantini, «sono esattamente quelli rivelati negli studi più recenti, incluso quello dell'Eurispes che nel 2006 riferiva testualmente “… nell'ipotesi in cui il personale delle province fosse reimpiegato in altre amministrazioni, l'abolizione delle province consentirebbe un risparmio complessivo di circa 11 miliardi di euro, dal momento che verrebbero meno tutte le voci di spesa attuali …”. Non ho, di conseguenza, inventato nulla; ho solo riferito i dati pubblicati dai principali istituti di ricerca nazionali; né penso che eventuali modeste correzioni di quei dati modifichino la sostanza del problema».

31/01/2009 12.21