Silvana Prosperi lascia il Partito Socialista: «ci sono rimasti 90 tesserati»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Silvana Prosperi, segretaria provinciale, si è dimessa dal Partito Socialista «ma non lascio l'impegno politico e civile», assicura, « a cui dedicherò le mie energie ed il mio tempo».
Dove sono i socialisti in Abruzzo e nel Paese e che cosa propongono? Se lo domanda, ma non sa rispondersi, anche Silvana Prosperi che ha presentato le sue dimissioni dal partito.
«Le vicende che hanno coinvolto il presidente Ottaviano Del Turco e portato alle elezioni regionali anticipate», ammette l'esponente politica, «potevano rappresentare per il nostro partito non una semplice consultazione elettorale, ma l'occasione per un confronto tra le forze riformiste e di sinistra davvero significativo per un cambiamento ed un'inversione di tendenza nella capacità di dare sviluppo e solidarietà agli abruzzesi e riscattarli da questa specie di tragica catena inarrestabile di vicende giudiziarie».

«La cultura dell'etica politica non può più essere disattesa», continua Prosperi, «è la vera emergenza democratica. Propongo un necessario dibattito serrato ed approfondito, a questo vorrò continuare a dedicare le mie energie con quanti vorranno condividere questo impegno».
«Altrettanto grave», per la dimissionaria, è quanto concerne la vita stessa del partito, «dopo la sua recente riunificazione ed i propositi di massima attenzione espressi sin nella chiusura del Primo consiglio Nazionale dallo stesso neosegretario Riccardo Nencini, che aveva dichiarato prioritario l'impegno suo personale e del partito in Abruzzo».
Per Prosperi «si è assistito invece ad un tergiversare e temporeggiare tra riunioni sollecitate dall'esito contraddittorio dove ciascuno poteva cercare una "propria" convenienza ambigua, irrisolta e non condivisa, lasciando trascorrere tempi preziosi per una posizione di autonomia, unica strada possibile e dignitosa che si sarebbe potuto esperire».
In Abruzzo, stando alle stime della Prosperi «ad oggi sono 90 i tesserati al Ps. I partiti nascono, si trasformano e scompaiono, la buona politica no. Per questo ci si può dimettere da un partito, come ho fatto oggi io, ma non si smette di lottare per affermare i principi e le pratiche della buona politica».

15/01/2009 14.00