Tremonti: «se Chiodi perde ripagherete l'Ici». Scontro Costantini- Del Turco

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ieri è stata la giornata dei grandi ospiti arrivati in Abruzzo per supportare la campagna elettorale dei candidati presidente. Esponenti del Pdl più presenti di tutti. E tra Costantini e Del Turco continua il dialogo a distanza.
Del Turco quando torna a parlare di politica abruzzese lo fa per dare addosso a Veltroni. Ma anche per dichiarare pubblicamente che il suo voto non andrà a Carlo Costantini. Lo aveva detto qualche settimana fa, lo ha ribadito ieri dopo il passaggio di Veltroni a Vasto e Chieti.
«Ho preso atto con orgoglio e con sollievo», ha detto Costantini, esponente dell'Idv ma candidato presidente per tutto il centrosinistra, «della volontà dell'ex governatore Del Turco di non votare per me alle prossime elezioni regionali».
Costantini però chiede di sapere quale dei candidati alla Presidenza beneficerà della sua preferenza. «Le recenti esternazioni di Del Turco - ha ripreso il Costantini - rappresentano il segno della
distanza abissale che c'è tra l'attuale centro-sinistra e il vecchio sistema coinvolto nello scandalo di 'sanitopoli'. Per tale ragione la decisione dell'ex Governatore di non votarmi mi lusinga e credo che, alla vigilia delle elezioni, gli abruzzesi abbiamo il diritto di sapere quale candidato alla Presidenza
potrà 'vantare' di aver avuto anche il voto di Del Turco, per consentire agli stessi cittadini di trarne le debite conseguenze».

PDL SICURO DI VINCERE

Ostentano tranquillità invece i rappresentanti del Pdl che sentono certa la vittoria elettorale e ci ha pensato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a sfoderare argomenti convincenti: «Votare il candidato alternativo a Chiodi è il primo passo per riavere l'Ici sulla casa», ha detto ieri all'Aquila nel suo tour elettorale.
«Ricordiamo che abbiamo tolto l'Ici sulla prima casa e l'abbiamo fatto considerando la casa come un valore costituzionale assoluto. Non e' vero - ha rilevato Tremonti - quello che dice la sinistra, cioè che l'abbiamo fatto per i ricchi visto che abbiamo lasciato fuori da quell'abbattimento le ville, i castelli e le case di lusso».
Il ministro ha poi concluso con una battuta: «Credo che ogni regione debba mantenere la sua identità: l'Abruzzo non si deve fare colonizzare dal Molise...», ha chiuso alludendo a Di
Pietro.
Per il ministro delle cultura Sandro Bondi arrivato ieri a Teramo «il risultato è un dato amministrativo, con logiche diverse da quelle politiche nazionali: avrà però un peso importante per quanto riguarda i rapporti tra il Partito democratico e il partito di Di Pietro».
Quanto al candidato del Pdl, Gianni Chiodi, il ministro ha sottolineato che «l'Abruzzo, dopo una vicenda delicata e molto difficile, ha bisogno di uno come Chiodi che unisce capacità».
Bondi ha parlato anche della riforma della giustizia: «Tutti gli italiani e tutte le forze politiche, ad eccezione di alcune come quella di Di Pietro, sono consapevoli della necessità di una profonda riforma della giustizia, nell'interesse dei cittadini e al tempo stesso anche della classe politica integerrima e corretta».
«L'Abruzzo dovrà essere il laboratorio sperimentale del Governo nazionale per realizzare, dal prossimo anno, tre interventi strategici», ha detto il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ieri ad Avezzano.
«Il primo progetto - ha detto - si chiamerà 'Linea amica', un grande ufficio per le relazioni pubbliche, un grande sistema che non dovrà mai lasciare da solo il cittadino per il disbrigo
di ogni tipo di pratica. Il secondo è riferito ad un sistema di monitoraggio per degli uffici che dovrà raccogliere suggerimenti oppure le insoddisfazioni del cliente. Infine la creazione di una rete amica che dovrà essere parallela a quelle ufficiali anche con il coinvolgimento di enti privati».

Per il ministro della difesa Ignazio La Russa, intervistato da una radio «il voto di domenica in Abruzzo potrebbe essere decisivo per i futuri schieramenti e sarà sicuramente favorevole al centrodestra».


UDC: «NON SIAMO LA RUOTA DI SCORTA DEL PDL»

«Quando il diavolo ti liscia vuole l'anima». Così Amedeo Ciccanti interpreta in un comunicato le
dichiarazioni di Berlusconi sull'Udc. «Berlusconi, dopo aver strappato l'accordo in Abruzzo con l'Udc e letto la decisione del Consiglio Nazionale di ieri, si preoccupa e comincia la 'moral suasion' sull'elettorato perchè si recuperi un rapporto con il Pdl», sottolinea.
«Si può fare», dice il parlamentare Udc, ma valorizzando uomini e idee dell'Udc, non siamo la ruota di scorta del Pdl».
«L'Udc faccia scelte chiare, non si ritenga libero di allearsi ora con il centro destra ora il centrosinistra secondo le convenienze», ha detto invece a Lanciano il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi.
«Gli amici dell'Udc», ha detto Brunetta, «erano al governo con noi. La loro posizione è una opposizione costruttiva. Vedremo quel che succede». «Questa maggioranza ha tutta la forza per andare avanti da sola, ovviamente però, io sono degasperiano da questo punto di vista - ha aggiunto - Più si allargano le maggioranze e meglio è».

LA DESTRA: «ALLARME SICUREZZA»

«Droga, pentiti e carenza di personale minano in maniera drammatica la sicurezza nella provincia dell'Aquila». Il sindacato di Polizia Sap ha incontrato ieri una delegazione de La Destra, composta dal segretario nazionale Francesco Storace e dal segretario regionale Luigi D'Eramo.
«E' una situazione devastante di cui non parla nessuno - ha detto Storace - la droga è ormai diffusa oltre il livello di guardia e il personale di Polizia ha un terzo dell'organico non ricoperto. A Sulmona è impossibile effettuare turni seri per le volanti. A questo si aggiunga che il 30 per cento di mezzi e personale della provincia è impegnato per la protezione dei collaboratori di giustizia e che gli straordinari non vengono pagati. Come si fa a garantire sicurezza?».


11/12/2008 10.14