Follie da elezioni, quando l'ingegno supera la fantasia

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Stranezze da campagna elettorali: manifesti elettorali che coprono manifesti mortuari, maggioranza e minoranza a braccetto per lanciare uno stesso candidato e vecchie lettere di referenze spedite a tutti i cittadini del proprio Comune per dimostrare quanto si è bravi.
La campagna elettorale più lunga e tormentata che si ricordi in regione, potrebbe essere ricordata anche per alcune stranezze davvero singolari.
La prima arriva da Teramo da dove l'associazione Teramovivicittà, ha denunciato il comportamento di alcuni candidati che pur di attaccare il loro manifesto elettorale li hanno incollati sopra a manifesti funebri. Quando si dice passare sopra un cadavere pur di raggiungere la meta….
«Si tratta di un gravissimo atto di offesa nei confronti dei defunti», ha denunciato l'associazione, «e chiediamo che l'autore chieda scusa pubblicamente».
Quello che la morte separa, però, a volte la politica unisce. E' il caso di Torrevecchia Teatina, come racconta il movimento civico "Il Girasole".
«Ultimamente», spiega Nando Marinucci, «c'è stata una strana convergenza politica fra maggioranza e minoranza locale. A palazzo Valignani si è tenuta una riunione politica per presentare un forte candidato del Popolo delle Libertà, proveniente dalla città. Il fatto strano è che ad attenderlo c'erano i due contendenti alla poltrona di sindaco nelle ultime elezioni amministrative locali, con al seguito i rispettivi sostenitori. Gruppo Mincone di maggioranza e Gruppo Genobile di minoranza a sostenere, incredibilmente lo stesso partito e lo stesso candidato».
«Seduti insieme, a braccetto», continua uno stupefatto Marinucci, «sindaco e capogruppo di minoranza, al tavolo del candidato regionale per il PdL, a sostenere la stessa causa politica, le stesse scelte amministrative, gli stessi argomenti di propaganda. Che in un paese piccolo ci fosse una qualche strategia politica era giusto attenderselo, ma che, a qualche mese dalle elezioni amministrative locali, potesse emergere spudoratamente un quadro fatto di legami politici nascosti, di patti scellerati, di scelte comuni, di strategie bulgare, tutto questo è davvero troppo».
E a Silvi, invece, chi non ha tutto questo appoggio e questo consenso deve ingegnarsi e fare da sé. Magari può ritirare fuori una vecchia lettera di referenza politica, stando attenti a cancellare la data per farla sembrare attuale.
La storia l'ha raccontata proprio l'autore di quella vecchia lettera, il sindaco di Silvi Gaetano Vallescura che oggi, però si tira fuori.
«In questi giorni», racconta il primo cittadino, «un candidato alle elezioni regionali ha spedito a tutte le famiglie di Silvi materiale elettorale di propaganda allegandovi una lettera di referenza politica firmata da me ma scritta tre anni fa, in occasione delle elezioni regionali del 2005. Sia chiaro che io non sono stato informato della spedizione di quel materiale con allegato la vecchia lettera scritta per le elezioni del 2005. Nella qualità del ruolo istituzionale che ricopro preciso che io appoggio la coalizione della mia parte politica e tutti i candidati locali che concorrono con essa alla consiliatura regionale, nessuno escluso».
Ingegno che pagherà? Si vedrà, l'unica certezza è che si vota tra pochi giorni.
Chi si attendeva una campagna elettorale diversa che preludeva ad un cambiamento radicale della regione è rimasto davvero deluso.

10/12/2008 8.59