Finocchiaro (Pd): «dopo vicenda Abruzzo non possiamo far finta di niente»

Alessandro Biancardi

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* STORACE (LA DESTRA): «CHIODI E LE MANI IN PASTA NELLA SANITA' PUBBLICA» * NEL POMERIGGIO VISITA A SORPRESA DI BERLUSCONI A PESCARA
ABRUZZO. Sulla campagna elettorale in Abruzzo potrebbero pesare anche le decisioni che arrivano dal Governo. Ma sempre da Roma Anna Finocchiaro richiama il Pd: «dopo gli scandali non possiamo fare finta di niente».
La cosiddetta «questione morale interna» si affronta «innanzitutto partendo da una discussione nel partito per il bene del Pd». Ne è convinta Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, che ha espresso ieri il suo pensiero sulle pagine dell'Unità.
«Se ci troviamo di fronte agli episodi di Firenze, Napoli, l'Abruzzo, non possiamo fare finta di niente», ha sottolineato chiedendo ai suoi una rivoluzione interna.
«Dobbiamo metterci le mani dentro, non sostituendoci ai giudici, ma cercando di capire se, come e quando, la presenza di una persona che a torto, e mi auguro sempre a torto, o a ragione sia oggetto di un'indagine giudiziaria, giovi o meno al partito».
«C'e' un profilo che attiene alla credibilità degli eletti – ha detto ancora Anna Finocchiaro - gli elettori non vogliono più questa legge elettorale. Gli eletti ora si sentono in dovere di rispondere, e nel caso di Villari nemmeno, solo alle segreterie dei Partiti. Io vengo da una regione del Sud e so benissimo quali siano i timori, penso al disastro delle clientele, collegati alla reintroduzione delle preferenze. Ma dico: corriamo il rischio e reintroduciamolo».
Il senatore del partito Democratico Giovanni Legnini, invece, preferisce far leva sulle «bugie del Pdl»: «mentre in Abruzzo Chiodi fa proposte elettorali di fantasmagorici investimenti infrastrutturali, a partire dalla ferrovia Roma-Pescara, a Roma, invece, al Senato, dice no a tutto, in assenza e con la totale disattenzione dei senatori abruzzesi».
«Giovedì», ha detto Legnini, «il nuovo no è stato pronunciato, durante l'esame della Legge Finanziaria, al ripristino dei 168 milioni di euro per la ferrovia sottratti con il primo decreto del
Governo Berlusconi».
Non solo. Secondo il senatore del Partito Democratico «il no è stato pronunziato anche sulla proposta di reintegrare i fondi per i lavoratori dipendenti di ditte private addetti alle scuole (ex
LSU e appalti storici) azzerati con la manovra di luglio».
«Rischiano il lavoro e il salario –ha detto ancora- più di mille lavoratori operanti nella scuola solo in Abruzzo (40.000 in Italia) che si aggiungono ai previsti tagli per il personale docente e ATA per circa 1.800 unità nel triennio, previsti dalla manovra di luglio e dai vari decreti Gelmini. Nei due anni passati, con il centrosinistra al Governo nazionale, per l'Abruzzo arrivavano solo decisioni positive. Da quando governa Berlusconi, arrivano solo sottrazioni, tagli, risposte negative».

«CARO SILVIO TI SCRIVO»

La presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane e il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente hanno scritto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
«Vi si chiede di mantenere l'impegno preso due settimane fa in Abruzzo dal vice presidente vicario dei senatori del PdL, Gaetano Quagliariello, a nome del Governo, circa l'istituzione di un tavolo a Roma, presso il ministero, per affrontare la situazione delle telecomunicazioni e l'Ict del comprensorio aquilano».
«Fino ad oggi nulla si è mosso - scrivono -, e pertanto torniamo a sollecitare il suo interessamento. Appare pertanto preoccupante - proseguono - che il Ministro per lo Sviluppo Economico abbia riferito alla deputata del Pdl Paola Pelino che della questione parlerà col futuro Governo Regionale, sia perché il tempo stringe e non possiamo aspettare l'insediamento della nuova squadra di governo in Regione, sia perché gli interlocutori di questa vicenda sono gli enti che finora si sono occupati delle vertenze del territorio e cioé Provincia, Comune dell'Aquila e la Regione per contiguità».

DI STEFANO: «SANITA' MADRE DI TUTTI I GUAI»

Ad Avezzano il senatore di An Fabrizio Di Stefano è intervenuto sulla questione sempre spinosa della Sanità, ritenuta «la madre di tutti i problemi della Regione Abruzzo».
Per il parlamentare, «chi ha gestito fino a oggi il settore, non solo in termini politici, ma anche in termini amministrativi, mi riferisco ai manager delle Asl - ha detto - ha fallito e, conseguentemente, il prossimo governo regionale dovrà rivedere scelte politiche e tecniche».
Di Stefano ritiene necessaria «una politica di razionalizzazione soprattutto nel controllo della spesa. Non abbiamo un organismo che sappia quantificare quanto costa la sanità in Abruzzo. Soltanto a fine anno, quando si chiudono i bilanci - ha aggiunto - vediamo gli sforamenti, che sono stati drammatici».
Per il candidato dell'Udc Rodolfo De Laurentiis in guai della regione sono ben altri: «l'Abruzzo vive una situazione di crisi strutturale sia per le traumatica interruzione della legislatura che per il quadro economico e sociale della nostra regione. Il Prodotto interno lordo perde 5 punti percentuali in questi ultimi 7 anni e per il prossimo le previsioni non lasciano ben sperare con un'ulteriore riduzione dell' 1,5 %. La produttività perde 2 punti, l'occupazione - 0'2%. Davanti a tutto questo è necessario restituire credibilità alla Istituzione Regione e ricostruire il rapporto di fiducia con gli abruzzesi attraverso una riforma delle istituzioni che consenta di individuare con chiarezza le responsabilità e le funzioni, nel segno di una forte discontinuità con il passato».

06/12/2008 9.54
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STORACE (LA DESTRA): «CHIODI E LE MANI IN PASTA NELLA SANITA' PUBBLICA»


Francesco Storace leader della Destra legge e attacca. Dopo l'articolo apparso ieri su Pdn che riportava il documento dell'incarico di Chiodi all'Asl di Pescara, l'esponente di destra torna a chiedere trasparenza.
Era da giorni che gli avversari politici, per dimostrare un modo di far politica «non diverso dai soliti metodi» accusava Chiodi di aver spuntato una consulenza dall'Asl (da 60 mila euro) per "chiamata diretta".
Ieri avevamo scritto del documento ufficiale che confermava l'incarico ottenuto, dopo la semplice presentazione del curriculum dell'ex sindaco di Teramo.
«Gianni Chiodi non finisce mai di stupire», attacca oggi il leader della Destra Francesco Storace dal suo blog. «Dopo lo scandaloso tentativo di voto di scambio, l'aspirante presidente dell'Abruzzo, in quota PdL, ne ha combinata un'altra».
«Ha nascosto – perché non risponde alle domande, il candidato muto preferito dal centrodestra – di aver percepito la bellezza di 60mila euro, iva compresa, dalla Asl di Pescara, una costosa consulenza datata 2004».
«Ormai se ne parla ovunque», continua Storace, «tranne che sui grandi media: il candidato bello ma non abbronzato, aveva le mani in pasta con la sanità pubblica e si era garantito un lauto compenso per la formazione di dirigenti aziendali del settore. Una vera e propria attività di formazione, come ha riferito il quotidiano on line PrimaDaNoi.it»
Storace prova a chiedere come Chiodi riuscì a spuntare quell'incarico: «sicuramente, avrà prodotto un curriculum idoneo alla bisogna, per chissà quali requisiti, viste le qualità offerte da certa sanità.
Ovviamente, Chiodi si guarderà bene dallo spiegare come è arrivato a quell'incarico, né se abbia dovuto superare concorrenze altrui. Lui non parla, incassa. Speriamo non in tutti i sensi…»

06/12/2008 10.27
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VISITA A SORPRESA DI BERLUSCONI

Visita a sorpresa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che sarà oggi a Pescara per una breve visita.
Il premier sarà intorno alle 16 presso la sede Pdl in via Regina Margherita per una passeggiata tra piazza Salotto, Nave di Cascella, corso Umberto e via Nicola Fabrizi e un saluto ai commercianti della zona.
Il presidente ripartirà attorno alle 18.
La notizia è stata data dal coordinamento del Pdl intorno alle 13.