Elezioni, possibile un nuovo slittamento della data del voto?

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5377

ABRUZZO. Possibile un nuovo rinvio delle elezioni? Fino all'ultima settimana pare proprio che non si possa stare tranquilli. Intanto continua la sfilata da ministri in regione. E Chiodi si tira fuori dal giallo degli sms che screditano i suoi avversari politici. * LA VISITA DEL PREMIER IN ABRUZZO FINISCE SU LE MONDE * DA PESCARA DI PIETRO CONTRO GELLI E BERLUSCONI


ABRUZZO. Possibile un nuovo rinvio delle elezioni? Fino all'ultima settimana pare proprio che non si possa stare tranquilli. Intanto continua la sfilata da ministri in regione. E Chiodi si tira fuori dal giallo degli sms che screditano i suoi avversari politici.


* LA VISITA DEL PREMIER IN ABRUZZO FINISCE SU LE MONDE

* DA PESCARA DI PIETRO CONTRO GELLI E BERLUSCONI




Il Consiglio di Stato ha fissato per martedì prossimo, 9 dicembre, l'udienza per discutere il ricorso presentato da Alleanza Federalista contro il provvedimento del Tar che non ha ammesso la lista alle elezioni regionali in Abruzzo del 14 e 15 dicembre.
Il testo del ricorso contiene tra l'altro la richiesta di rinviare di quindici giorni le elezioni, qualora il Consiglio di Stato dovesse accogliere l'istanza.
«Alleanza Federalista-Lega Nord è stata esclusa dalla competizione elettorale perché evidentemente le altre forze politiche avevano paura», ha detto l'onorevole Chiappori. «Temevano la ventata d'aria fresca che il nostro movimento è in grado di portare in Abruzzo. Siamo stati esclusi dalla competizione elettorale per un ritardo di appena sei minuti nella consegna dei documenti, una scusa per eliminare l'unico partito che avrebbe davvero dato una svolta positiva alla vita politica e amministrativa dell'Abruzzo».
Si profila, dunque, una nuova incognita sulla data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale d'Abruzzo, già rinviate di due settimane dopo che il Tar ha riammesso alla competizione la lista "Per il bene comune".
Intanto la campagna elettorale va avanti come se nulla fosse.
Ieri a Chieti è arrivato il ministro della Salute Maurizio Sacconi. «Vogliamo costruire un modello sociale che passi dall'attuale modello segmentato a un modello che agisca sull'intera persona», ha detto il ministro.
«I futuri eletti alla Regione - ha concluso Sacconi - non potranno essere interlocutori significativi per il commissario per la sanità che risponde invece a un tavolo tecnico. Le decisioni del commissario saranno importanti in quanto dovrà ridisegnare un modello organizzativo oggi superato».
Sempre in tema di Sanità continua il pressing su Chiodi (iniziato ieri da Sinistra Democratica e Italia dei Valori) per sapere se ha avuto incarichi di consulenze all'Asl di Pescara nell'era Cordone. «Secondo fonti bene informate», attacca il candidato della Destra Teodoro Buontempo, «Chiodi utilizzava le consulenze per avere una buona copertura politica».
Ed è sempre Buontempo che chiede al candidato del Pdl «perché, se non ha alcuna responsabilità, ha chiesto il rinvio del processo sul crollo della discarica La Torre, che lo vede imputato».
Risposte a questi interrogativi non ne sono arrivati da parte del diretto interessato. Ma ieri Chiodi ha smentito categoricamente l'invio di alcuni sms che metterebbero in cattiva luce i suoi avversari politici.
«Tengo a precisare», si è affrettato a dichiarare, «che tali sms non provengono dalla nostra coalizione e che informerò della circostanza gli organi competenti affinché assumano ogni opportuna iniziativa. Correttezza e lealtà», ha continuato Chiodi, «devono essere alla base di ogni campagna elettorale e costituiscono una prerogativa alla quale non intendo rinunciare».
A Chieti ospite d'onore per l'incontro del Partito Democratico: Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanità del Senato, durante il governo Prodi ha parlato del tema più gettonato di questa campagna elettorale: la Sanità.
Marino ha posto l'accento sull'eccezionalità del sistema pubblico, «in cui tutti i cittadini hanno diritto all'assistenza», rilevando però che esistono due ordini di problemi: « Il primo è quello di carattere strutturale: dei 1066 ospedali presenti in Italia, circa 600 sono stati progettati prima della II guerra mondiale; sono necessari finanziamenti di natura epocale, per assicurare l'innovazione e l'alta tecnologia nella rete ospedaliera. Occorre poi premiare anche economicamente i meritevoli», ha continuato Marino, «gli operatori che lavorano meglio devono esser premiati, anche con l'erogazione di risorse economiche ai reparti più efficienti».

05/12/2008 9.30

[pagebreak]

LA VISITA DEL PREMIER IN ABRUZZO FINISCE SU LE MONDE

«Berlusconi nella battaglia dell'Abruzzo» è il titolo di un articolo che è stato pubblicato qualche giorno fa sul giornale francese Le Monde del giornalista Philippe Ridet che ha seguito il premier nella sua trasferta abruzzese.
Nell'articolo si ripercorrono anche le "disavventure" di Del Turco e le sue dimissioni: «Un imprenditore nel settore delle cliniche private lo ha accusato di aver estorto diversi milioni di euro in bustarelle», scrive Ridet. «Arrestato, imprigionato per alcune settimane e posto agli arresti domiciliari, Del Turco – e una parte dei suoi collaboratori– è stato costretto alle dimissioni».
E adesso che fa l'ex presidente? Il giornalista d'Oltralpe scrive anche questo: «spande bassezze sui vecchi amici e trova tutte le virtù a Silvio Berlusconi, che non ha mancato di fargli arrivare un messaggio di simpatia nella prigione di Sulmona. Una fortuna suprema per il centro destra: il centro sinistra si presenta diviso in diverse liste che faranno fatica a convergere».
E a questo punto si arriva a Berlusconi e alla sua "discesa in campo" per perorare la causa di Gianni Chiodi. «Teramo, non è il golfo di Napoli», continua il giornalista, «e la sua dolcezza assolata. Sabato 22 novembre, faceva molto freddo. La neve ha già coperto gli Appennini».
Il giornalista riporta le battute, gli atteggiamenti, le frasi gridate dal pubblico in sala e anche il clima
«Senza la sinistra, i suoi giornali e le sue televisioni» dice "tutto andrebbe meglio". Secondo lui, le loro "profezie negative" avvelenano il clima: attore consumato, il presidente del consiglio non resiste al piacere di un aneddoto: "L'altra sera, a casa mia, facendo zapping in televisione, ho visto almeno sei programmi che mi prendevano in giro oltraggiandomi." Che importa l'esagerazione. "Cacciate i giornalisti!" incita una voce nella sala».
E poi ancora: «Per più di un'ora, senza appunti, sorvegliato da una dozzina di guardie del corpo che non tolgono gli occhi dal pubblico, Silvio Berlusconi sprona gli Italiani a non cambiare nulla delle loro abitudini. La riunione si conclude con un karaoke. Sugli schermi giganti scorre il testo dell'inno della sua campagna».
Poi la sera tutti a cena: «Berlusconi si infila nella sua Audi, diretto in un ristorante rinomato dove è invitata la creme locale: 250 euro a testa. La stampa resta alla porta».
Il giornalista va anche il giorno dopo a L'Aquila («fa ancora più freddo»).
«Visto da vicino», scrive, «dalla tribuna, il viso di Berlusconi è liscio come quello di una statua. I suoi capelli impiantati bassi gli conferiscono un aspetto da Playmobil».
«Perchè avete scelto di sostenere Gianni Chiodi ? », gli chiede un giornalista. "Perchè è giovane e bello", risponde "Il Cavaliere". L'occasione di ricordare la sua "gaffe" a proposito di Barack Obama, "giovane, bello e abbronzato". "Noi tutti vorremmo essere abbronzati come Obama e Naomi Campbell",aggiunge. Risate ed applausi. C'è tutto Berlusconi: mai pentirsi. Insistere. La comicità della ripetizione in qualche modo».

«E poi, c'è un altro Berlusconi», scrive ancora Le Monde, «O un'altra faccia. Quello degli ammiccamenti e delle barzellette. Ne ha sempre una pronta, come questa : « Cinque capi di Stato sono un aereo in fiamme con quattro paracadute. Il presidente americano ne prende uno. "Io sono il capo del paese più potente". Il Presidente del Consiglio italiano ne prende un altro: "Io sono il più intelligente". Ma, alla fine, tutti gli altri si trovano con un paracadute."Naturale" dice qualcuno: "Berlusconi
s'è buttato dall'aereo con uno zaino».
L'articolo 
La traduzione
 

05/12/2008 10.21

[pagebreak]

DA PESCARA DI PIETRO CONTRO GELLI E BERLUSCONI

Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è tornato stamattina a Pescara per un giro elettorale. L'ex pm di Mani Pulite ha parlato del caso De Magistris: «Come al solito», ha detto, «chi fa il proprio dovere ne paga le conseguenze. Si ridia a De Magistris quell'inchiesta e lo si lasci andare fino in fondo: e' l'unico modo per avere giustizia».
Per lui lo scontro tra Procure sottolinea «il ritorno della stagione della questione morale, che coinvolge tutti. Qui in Abruzzo abbiamo imposto alla coalizione di centrosinistra un 'modello' che siamo sicuri darà risultati vincenti»
Per Di Pietro «siamo senza se e senza ma in difesa dell'operato del magistrato De Magistris, un magistrato scomodo che ha fatto e ha tentato di fare il proprio dovere per scoprire anche reati commessi da potenti».
Si è poi passati a commentare una intervista rilasciata nei giorni scorsi da Licio Gelli che aveva detto che il Pd dovrebbe scomparire e lodava il governo Berlusconi. «Ho letto, ho letto...», ha detto l'esponente dell'Idv. «Rivedere Gelli che ripropone lo schema della P2 e rilancia Berlusconi come il miglior piduista ci convince ancora di più della necessita' di mettere un freno a questo modello di governo di moderna dittatura, prima che sia troppo tardi».
E Di Pietro ha parlato anche di «modello argentino»: «qui già c'è. Quando chi e' al governo umilia tutti i giorni il Parlamento perchè non lo fa legiferare ma gli presenta solo decreti legge che deve approvare con voti di fiducia; umilia l'informazione sia imbavagliandola con appositi provvedimenti, sia perchè addirittura si sceglie chi deve presiedere l'organismo di vigilanza dell'organo di informazione pubblica come la Rai, il modello argentino e' pienamente realizzato».

05/12/2008 11.42