La Destra: pericolo assenteismo. «La Casta è intoccabile, cittadini sfiduciati»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Meno dieci giorni alle elezioni: La Destra lancia l'allarme assenteismo. Carlo Costantini annuncia che in caso di vittoria sarà lui l'assessore alla Sanità. Il Pdl punta ad eliminare i 19 gruppi del consiglio e farli diventare 2: maggioranza e opposizione. * ALLEANZA FEDERALISTA FA RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO * IL MANIFESTO SULLA TRASPARENZA DI PDN

ABRUZZO. Meno dieci giorni alle elezioni: La Destra lancia l'allarme assenteismo. Carlo Costantini annuncia che in caso di vittoria sarà lui l'assessore alla Sanità. Il Pdl punta ad eliminare i 19 gruppi del consiglio e farli diventare 2: maggioranza e opposizione.


* ALLEANZA FEDERALISTA FA RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO

* IL MANIFESTO SULLA TRASPARENZA DI PDN
Il centrosinistra punta il dito contro «profumate consulenze» alla Asl di Pescara di Gianni Chiodi nell'era Cordone.
Da dati in possesso de La Destra, si rileva «un preoccupante assenteismo nella partecipazione
alla campagna elettorale».
Da un sondaggio effettuato dal partito, infatti, più della metà dei cittadini ritiene che recarsi alle urne il 14 e 15 di dicembre sia tempo perso, «un rito inutile e che andare a votare significhi indirettamente dare consenso a quella classe politica che ha impoverito l'Abruzzo».
Sarà così? Bisognerà aspettare i risultati e vedere effettivamente in quanti hanno disertato le urne.
Secondo il candidato presidente Teodoro Buontempo si tratta comunque di «dati allarmanti, perché dopo gli scandali, dopo gli arresti di amministratori regionali, e non solo, l'Abruzzo avrebbe bisogno di un segnale esattamente opposto e cioé la presa di coscienza dei cittadini che solo con il voto si può cambiare».
Inoltre, Buontempo sostiene che ci siano troppi elementi che portano i cittadini alla rinuncia del voto. «La gente sa che la Casta è intoccabile e che il voto è inutile a causa della mancata chiarezza sulle tante inchieste che coinvolgono politici negli scandali sulla sanità, sui corsi professionali, sui fondi della Fira e su quelli della Comunità europea, la non celebrazione dei processi, nonostante alcune indagini siano in corso da più anni, la composizione delle liste dei due maggiori partiti e la permanenza negli incarichi pubblici e di partito di coloro che avevano gli stessi ruoli quando gli scandali venivano consumati».
Intanto da parte di Carlo Costantini è arrivato un annuncio inaspettato: «il futuro assessore alla sanità sarò io», ha detto ieri dopo aver fatto visita all'ospedale di Pescara. «Mi assumerò personalmente la responsabilità di costruire un sistema efficiente», ha sottolineato il candidato del centrosinistra, «di dare valore alla sanità pubblica, di determinare un rapporto corretto e non competitivo, concorrenziale tra la sanità pubblica e la sanità privata».
L'incarico sarà sulle sue spalle «per i primi due anni, per il periodo di tempo necessario per determinare un affiancamento concreto al commissario nominato dal governo. E' una responsabilità che devo assumermi, è una responsabilità che il presidente della Regione deve assumersi per restituire dignità alla sanità pubblica abruzzese».
Importanti annunci anche in casa Pdl: ieri è arrivato in Abruzzo Denis Verdini, coordinatore nazionale di Forza Italia che ha spiegato la missione più importante: «intercettare i voti dell'Udc e dirottarli alla coalizione di centrodestra».
E' questo il ruolo della lista civica Rialzati Abruzzo, fondata dal consigliere comunale di Pescara Carlo Masci (ex Udc).
«Con questa lista – ha detto Verdini - si e' voluto dare una prospettiva agli elettori che in passato votavano per l'Udc e che alle politiche del 13 aprile non hanno scelto il Pdl».
L'obiettivo finale sarebbe quello del «bipartitismo», non solo a livello locale ma anche nazionale, «e proprio in questa ottica il progetto portato avanti in Abruzzo potrebbe rappresentare un esperimento a livello nazionale».
Questo snellirebbe anche un consiglio regionale troppo pieno di gruppi differenti: «ce ne sono19», ha ricordato Verdini, noi speriamo di arrivare a 2 uno alla maggioranza e l'altro all'opposizione. Se qui abbiamo detto sì a due liste e' solo perchè si sapeva che poi il gruppo sarebbe stato unico. I 19 gruppi in Consiglio rappresentano l'antipolitica».
Masci, intanto, ha già ottenuto un riconoscimento nazionale da Forza Italia: e' tra i 100
costituenti del Pdl individuati in tutto il Paese e pare che in caso di vittoria per lui sia già pronto un assessorato.
Antonio Di Pietro dell'Italia dei Valori, invece, più che alla quantità pensa alla qualità e nel corso di una intervista a Radio Radicale ha continuato a battere sulla questione morale: «ne esiste una di ritorno ancora più grave di quella scoperta ai tempi di Mani Pulite, che coinvolge trasversalmente la politica e dalla quale nemmeno la sinistra può chiamarsi fuori, se è vero come è vero che si stanno svolgendo imponenti indagini in Calabria, in Campania e in Abruzzo dove è stato addirittura arrestato il presidente della regione, del Pd».
Di Pietro ha chiesto così «un atto di chiarezza una volta per tutte da parte della classe politica».
Alfonso Mascitelli (Idv) e Gianni Melilla (Sd) chiedono invece al candidato del Pdl Gianni Chiodi di conoscere il contenuto della sua consulenza tecnica, «lautamente remunerata», prestata alla Asl di Pescara sotto la ex direzione generale di Cordone.
«Sarebbe infatti utile - sottolinea Mascitelli - apprendere quali consigli di esperienza economica siano stati offerti da Chiodi nello stesso periodo in cui si sono prodotti una buona parte dei guasti che affliggono la Sanità di Pescara: dalla mancanza di risorse economiche alle difficili condizioni di precariato del personale sanitario, che ora mortificano un polo ospedaliero di eccellenza come quello di Pescara».
«Chi si candida a presidente della Regione», ha aggiunto Melilla, «deve dirci se ha ricevuto incarichi di consulenza, come a noi risulta, a che prezzo e per fare cosa. Le ASL ha migliaia di dipendenti che hanno la professionalità necessaria per affrontare ogni problema amministrativo e finanziario».
Giuseppe Tagliente (Pdl) attacca invece il centrosinistra per «l'ennesima operazione sul personale (che sarà varata oggi dalla giunta, ndr), condotta da quell'assessore D'Amico distintosi negli anni solo per aver assicurato la sua silente collaborazione ad ogni iniziativa della Giunta Del Turco».
«Se D'Amico voleva davvero garantire la trasparenza dell'operazione - osserva Tagliente - doveva astenersi da qualunque atto e lasciare realmente alla nuova amministrazione il compito di valutare le modalità di valorizzazione del personale interno, necessariamente in armonia con le disponibilità economiche ed una strategia complessiva sul personale».
Si tiene lontano da tutte le polemiche il candidato presidente dell'Udc Rodolfo De Laurentiis che pensa al turismo di qualità: «Occorre ripensare agli strumenti operativi di
questo settore, a cominciare dall'Azienda di Promozione turistica», ha detto, «che va trasformata in società per azioni con il coinvolgimento dei privati, degli istituti di credito, degli organismi camerali».
Per il leader regionale dell'Udc, «il turismo è una vera risorsa per la regione che va ripensata anche alla luce delle infrastrutture, da un riassetto delle stesse reti di trasporto al servizio del settore per una qualità della mobilità che avvicini le distanze».

04/12/2008 8.34
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ALLEANZA FEDERALISTA FA RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO

Alleanza Federalista non si arrende: il movimento ha presentato ieri un ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar che non ha ammesso la lista alle elezioni regionali in Abruzzo del 14 e 15 dicembre prossimi.
Ad annunciarlo questa mattina è stato Giacomo Chiappori, ricordando che la lista e' stata prima ammessa con riserva alle elezioni e poi esclusa dalla commissione elettorale, poi e' stato presentato
un ricorso al Tar e ora al Consiglio di Stato.
Al centro dell'esclusione c'e' un ritardo di sei minuti nella presentazione di una parte della documentazione a causa del problema fisico di uno dei rappresentanti del partito.
«Riteniamo - ha detto Chiappori - che il movimento abbia la necessita' di correre in questa regione. Adesso o ci sarà un decreto per la riammissione al voto di Alleanza federalista o si va in giudizio e si rischia di rivotare tra un anno».
Se quindi la data del voto si sta avvicinando c'è comunque ancora una possibilità che la regione non riesca ad eleggere al più presto un nuovo consiglio regionale.
Chiappori ha evidenziato che il movimento «era in regola per correre», avendo raccolto 4.200 firme, ma c'e' stato «un impedimento di forza maggiore» che non ha consentito a questa forza politica di presentare tutta la documentazione in tempo utile, registrando sei minuti di ritardo. Questo ritardo, dovuto al malessere fisico di uno dei rappresentanti del movimento, era
stato annunciato - ha fatto notare Chiappori - ed e' stato poi provato con un certificato medico. Chiappori ritiene che «non sia stato riservato lo stesso trattamento a tutte le liste, quindi si pongono diversi punti interrogativi su questa diversita', anche se non vogliamo parlare - ha detto sempre
Chiappori - di fumus persecutionis e vediamo sempre il bicchiere mezzo pieno».
In questo momento il rammarico di Alleanza federalista e' di non poter «dare voce a chi aveva
bisogno di questa voce. Credo - ha aggiunto Chiappori - che i nostri elettori non andranno a votare. In Abruzzo - ha concluso - mi aspettavo un risultato a due cifre. Sicuramente ci presenteremo alle provinciali del prossimo anno e alle europee avremo un rappresentante abruzzese in lista».

04/12/2008 11.57