giovedì 25 dicembre 2014

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Trasparenza e spese superflue, i programmi a confronto

Trasparenza e spese superflue, i programmi a confronto
ABRUZZO. Sei candidati e tante promesse. Quelle fatte a voce potranno un giorno anche essere dimenticate, ma quelle scritte nei programmi? Quelle dovrebbero contare qualcosa. Cosa faranno i 6 candidati presidente per quanto riguarda la trasparenza amministrativa e la riduzione dei costi della politica?
Abbiamo provato a scoprirlo spulciano le pagine dei loro programmi elettorali. Trasparenza e riduzione dei costi della politica sono due temi ampiamente cavalcati dalla demagogia dei partiti dopo lo scandalo Sanitopoli che ha decapitato la vecchia giunta.
Eppure leggendo i documenti programmatici sono pochissimi i dettagli concreti sulle intenzioni future.
Frasi generiche, impegni vaghi, parole roboanti e perifrasi magari poco comprensibili per le persone comuni.
Partiamo con la trasparenza: per il candidato del Pdl Gianni Chiodi questa è «una priorità dei processi decisionali» fondamentale «per la responsabilizzazione dell'attività amministrativa». Una affermazione impegnativa ma cosa promette in concreto?
«Il Governo regionale ha il dovere di incardinare un sistema comunicativo che renda accessibili i procedimenti e trasparenti le sue scelte. In sintesi la comunità deve essere messa in condizione di esprimere una valutazione e un giudizio consapevoli sull'operato dell'Amministratore».
Ben detto è esattamente lo spirito che ha mosso il manifesto sulla trasparenza di Pdn che risulta molto più dettagliato e concreto…
Carlo Costantini, candidato del centrosinistra dà qualche esempio concreto di quello che farà una volta eletto: «diretta streaming da Internet per consigli e giunte regionali e per riunioni tecnico istituzionali interne». Poco per tutto quanto c'è da fare nel campo della trasparenza ma Costantini avendo firmato formalmente il nostro manifesto si è impegnato pubblicamente ad adoperarsi per la sua realizzazione.
Rodolfo De Laurentiis dell'Udc propone che «tutti i componenti del Governo regionale dovranno rendere nota l'entità del reddito e del patrimonio personale e della propria famiglia che saranno monitorati da una commissione composta da tre alte personalità». Legge che già prevede la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi per cui non si capisce cosa debbano fare le “alte personalità”.
Angelo di Prospero della lista civica Per il bene Comune promette di istituire un'anagrafe pubblica degli eletti (che è già stata approvata dal consiglio regionale ma chissà se vedrà mai la
luce) e di coloro che hanno avuto incarichi pubblici che illustri: compensi ricevuti, dati fiscali, partecipazione alle attività istituzionali, voti dati nelle varie delibere, contributi ricevuti, situazione patrimoniale. Poi ancora «le nomine negli enti pubblici e strumentali non devono essere fatti dai politici ma tramite concorsi riservati a personale specializzato possibilmente iscritto in appositi albi, va quindi abolita la vergognosa legge sullo spoil system». Anche Di Prospero si è impegnato per la realizzazione del manifesto di Pdn per le amministrazioni limpide.
Nel programma di Teodoro Buontempo della Destra, invece, non c'è traccia dell'argomento.
Anche in quello di Ilaria del Biondo del Partito Comunista dei Lavoratori non si fa esplicito riferimento ma è anche vero che la candidata è stata una delle primissime a sottoscrivere il manifesto sulla trasparenza di PrimaDaNoi.it.
Per essere uno degli argomenti capitali quello della trasparenza come si era intuito non è un tema caro ai nostri amministratori passati, presenti e futuri. Chiaro segnale che forse non hanno capito come tutti gli scandali noti e non sono possibili solo grazie alla mancanza di trasparenza e dunque di controllo diffuso.
Chi è contrario alla trasparenza (quella vera e concreta) è contrario ad un vero cambiamento nella gestione della cosa pubblica.
Quindi dovendo fare un riepilogo su quanti abbiano aderito al nostro manifesto, ad un mese esatto dalla sua pubblicazione si contano appena 45 adesioni (i candidati sono più di 400): 10 della lista Per il Bene Comune, 9 dell'Idv, 5 di Rifondazione e 5 dei Verdi, 4 dell'Udc, 3 del Pd, 2 del Partito comunista dei Lavoratori, 2 della Dc e dello Sd, 1 di An (Antonio Tavani, unico di tutto il Pdl), 1 del Partito Socialista e 1 di Mpa. 1 anche di Forza Nuova che però non parteciperà alle elezioni.
3 i candidati presidenti che hanno aderito personalmente al progetto (Costantini- centrosinistra; Angelo Di prospero- per il bene Comune; Ilaria del Biondo (Pcl).

RIDUZIONE COSTI DELLA POLITICA

Come vanno le promesse sul fronte della riduzione dei costi della politica?
Anche qui qualche breve accenno e pochi fatti concreti. Il perché è chiaro: più sono vaghe le promesse e più sarà difficile capire se sono state attuate e mantenute.
Si parla genericamente di «enti inutili» ma di quali si stia parlando spesso rimane un mistero. Una volta eletti sarà discrezione dei politici spiegare quali servono e quali no?
In base a cosa? Non viene chiarito.
Per Chiodi «sarà indispensabile procedere al riordino degli Enti e delle Società partecipate e controllate dalla Regione Abruzzo», «si dovrà pervenire alla soppressione degli Enti divenuti inutili a seguito del trasferimento delle relative competenze a comuni e province e all'accorpamento delle società aventi le medesime finalità aziendali. I tagli riguarderanno soltanto le strutture di vertice, ovvero consigli di amministrazione, direzione generale e relative segreterie, prevedendo la salvaguardia integrale degli attuali livelli occupazionali, nonchè dei diritti maturati dai singoli rispetto alla previdenza ed al trattamento pensionistico». Ma senza trasparenza chi ci garantisce che tutto questo non si trasformi comunque in azioni che non abbiano reale interesse pubblico?
Per Costantini urge «l'eliminazione delle pensioni ai politici a partire dai prossimi eletti e adeguamento all'età pensionabile delle altre professioni per quelle già maturate». Poi ancora «eliminazione degli enti pubblici con CdA, collegi sindacali e consulenze ad essi legate e con accentramento della programmazione all'interno delle strutture regionali sotto il controllo diretto del Presidente della Regione».
Nell'ultimo consiglio però un ordine del giorno prevedeva la riduzione degli emolumenti ai consiglieri. Sarà stato approvato?
Il programma di Buontempo si concentra sulle Comunità montane. In teoria lo scorso giugno il consiglio regionale avrebbe già approvato un riordino e un taglio che faccia passare le comunità da 19 a 15 ma tutto è rimasto fermo.
«Appare indispensabile», scrive il candidato della Destra, «il loro ridisegno geografico e la ridefinizione dei loro ruoli istituzionali, rivisitazioni da operare indipendentemente dalle forti pressioni legislative nazionali che pur vanno nella direzione di una ottimizzazione. Occorre verificare l'effettiva necessità del loro essere e la misura delle funzioni ad esse affidate».
Per Angelo Di Prospero «devono essere eliminati/ridimensionati gli enti strumentali, i compensi dei consiglieri regionali e membri della Giunta devono limitarsi ad un'indennità commisurata alla reale attività amministrativa svolta e alla produttività, nonchè limitata complessivamente ai ¾ del salario minimo dell'industria , con l'eliminazione anche di tutti quei privilegi e rimborsi spese di cui godono (macchine blu, staff, contributi)».
Nessun punto al riguardo, invece, nei programmi di De Laurentiis e Del Biondo.
Alla fine quello dei programmi sembra solo una incombenza oberante e necessaria, un inutile esercizio di stile (anche pessimo a volte) ma dove non sembra di scorgere il vero impegno di una classe politica che dovrebbe governare l'Abruzzo nell'ora più difficile della sua storia.
29/11/2008 10.36


[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/news/article.php?storyid=2862]IL MANIFESTO SULLA TRASPARENZA DI PRIMADANOI.IT[/url]

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01/12/2008 - 09:16

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