Berlusconi lancia Chiodi: «è bello e non è un politico di professione»

Alessandro Biancardi

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Berlusconi lancia Chiodi: «è bello e non è un politico di professione»
ABRUZZO. Due giorni intensi per il premier Silvio Berlusconi in Abruzzo per sostenere la campagna elettorale di Gianni Chiodi. * GUARDA L'INTERVISTA DOPPIA… MA CHIODI DA' BUCA AI «TERRORISTI MEDIATICI»
Il candidato presidente è praticamente scomparso: per lui poche parole all'inizio di ogni comizio. Poi la scena l'ha dominata il presidente del consiglio.
Sabato oltre 4 mila persone hanno affollato il Palascapriano di Teramo. In serata grande cena alla Corte dei Tini: 400 ospiti ognuno dei quali ha sborsato 250 euro. Ieri mattina poi nuovo comizio a L'Aquila e nel pomeriggio maratona conclusa al Palaongressi di Montesilvano con traffico in tilt.
Berlusconi non ha risparmiato battute, barzellette di repertorio, frecciate al mondo della giustizia e riferimenti al grande lavoro internazionale che sta compiendo e che c'è ancora da fare.
Il "grande nemico" è stato Antonio di Pietro definito come «un uomo violento». L'ex pm di Mani Pulite nell'anticipazione di un suo libro ha affiancato Berlusconi ad Hitler e il premier lo ha nominato direttamente solo per definirlo «ottimo» e sorridere dei fischi del pubblico del comizio («intervento sgraziato ma certamente efficace»).
Sul voto ritardato non ha avuto alcun dubbio: «è un male». I sondaggi sono «più che favorevoli. Siamo avanti di 11 punti» e quello abruzzese è un test «importante a livello nazionale», ha aggiunto, «perché qui nasce quel laboratorio che si chiama Pdl e che vogliamo dimostrare possa funzionare anche a livello nazionale».
E se dovesse vincere il centrosinistra? «Questo non accadrà», ha assicurato, «e comunque si rischierebbe l'ingovernabilità perché raggruppando ben 7 liste metterebbe in campo una sorta di governo Prodi-bis».

«HO SCELTO CHIODI PERCHE' E' BELLO»

«Ho scelto Chiodi», ha detto Berlusconi parafrasando e adattando la sua battuta celebre sul neo presidente degli Stati Uniti Barak Obama, «perché è innanzitutto bello, ma fondamentalmente per due motivi: perché non è un politico di professione e perché ha una ottima preparazione dopo le esperienze di capo dell'opposizione e poi sindaco».
Tra le prime cose da fare per la regione il premier ha inserito «il raddoppio dell'autostrada Roma-Pescara, con un pacchetto di 125 miliardi di euro, perché l'investimento sulle infrastrutture in questo
Paese non è più rinviabile. Tra l'altro adotteremo un metodo rivoluzionario per passare subito alla cantierabilità dei progetti».
Berlusconi ha poi parlato dello spreco dei corsi universitari fantasma, che anche in Abruzzo sono tantissimi e contano in alcuni casi, due o tre iscritti. Il premier ha citato un esempio dell'Università di Teramo: «il nostro candidato Chiodi mi ha detto che qui da voi c'é un corso che a me sarebbe sempre piaciuto frequentare, quello del benessere animale...
Io non so nemmeno cosa significhi - ha aggiunto il premier -, ma visto che la sinistra mi ha dato dell'animale allora credo che per me sarebbe utile per farmi star bene...».

COME DOVRA' ESSERE CHIODI?


A chi ha chiesto a cosa Chiodi dovrà assomigliargli per fare bene il premier ha risposto con una battuta: «non dovrà andare dal mio parrucchiere, perché ha più capelli di me, e non dovrà farsi fare scarpe su misura, come dicono di me alcuni giornalisti e l'opposizione. E poi non è vero che ho le scarpe con i tacchi.
Comunque a lui non servono perché è dieci centimetri più alto di me».
Tornando serio il premier ha detto di aver garantito a Chiodi «piena autonomia nella scelta degli assessori, dovranno essere scelte le migliori professionalità, non dovrà farsi suggerire nulla da chi non ha come movente il bene dell'Abruzzo».
Sul candidato ha espresso un giudizio più che positivo: «é un professionista con uno studio avviato e sa cosa vuol dire il lavoro; non è un professionista della politica, è persona fuori dai partiti, è stato all'opposizione, ha fatto molto bene come sindaco di Teramo, dove è molto stimato, e poi è anche bello».
Berlusconi ha conosciuto anche la sua «splendida »famiglia «con la moglie e tre figlie molto belle e compite».

«NON HO INCONTRATO DEL TURCO»

Sull'ex governatore Ottaviano Del Turco, Berlusconi non si è espresso: «non l'ho incontrato. Lascio alla magistratura il compito di fare chiarezza sulla vicenda giudiziaria. Non credo tuttavia che gli abruzzesi abbiano solo i dubbi che possono nascere da questo evento per indirizzare il proprio voto sul Pdl».
I cittadini abruzzesi, secondo il premier, «devono pensare all'incapacità di governare sviluppata attraverso i non provvedimenti della Giunta precedente, in rapporto a qualità e quantità e all'incapacità di ridurre i costi della sanità, in una regione con un milione 300 mila abitanti, 35 ospedali e i posti letto ancora non ridotti. Grazie alla riduzione di questi costi - ha aggiunto Berlusconi - si potrebbero avere prestazioni più efficaci, soprattutto per gli anziani».
«In Abruzzo il giudizio degli elettori - ha proseguito - dovrebbe
essere dato pensando a una Giunta più efficiente e capace di decidere,
ci sono troppi gruppi e, come è successo con Prodi, ciò impedisce di
governare. So che in Consiglio regionale su 40 consiglieri ci sono 19
gruppi: è la garanzia certa di ingovernabilità. Noi, invece, abbiamo
solo Mpa che ha voluto essere presente per onor di firma, viste le
modeste percentuali. Poi ci sono due liste, i LiberalSocialisti e Rialzati Abruzzo, i cui esponenti hanno garantito che passeranno al Pdl. Quindi nel prossimo Consiglio regionale ci saranno uno o due gruppi, garanzia di supporto politico all'azione amministrativa».

«IN SPESE LEGALI HO PAGATO 180 MILIONI DI EURO»


Tanti i riferimenti e le accuse al mondo della giustizia nelle tre tappe del tour elettorale. «Fino a 14 anni fa loro non sapevano che io esistessi», ha detto. «Non voglio attaccare i giudici», ha continuato,
«ma da quando sono sceso in politica ho ricevuto 587 visite della
guardia di finanza e della polizia giudiziaria, 903 magistrati si sono
interessati a me, 2.552 udienze e soprattutto 18 assoluzioni perchè il fatto non sussiste».
«Io ho fiducia nella giustizia», ha chiuso, «per fortuna che gli avvocati e i consulenti in Italia costano poco e io me la sono cavata con la spesa di 181 milioni di euro...».
Anche a Montesilvano Berlusconi ha ripreso il filo del discorso. «Nel
1994», ha detto, «la magistratura iniziò un'azione rivolta verso i
cinque partiti democratici che, pur con molti errori, erano riusciti a
garantire per 50 anni progresso e benessere. Quella magistratura fece
scomparire Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli. E' lì che abbiamo iniziato la nostra avventura di libertà».
«Decidemmo in alcuni – ha concluso Berlusconi - di lasciare le nostre professioni e dedicarci al Paese. Le cose non sono molto cambiate da allora: la sinistra è rimasta la stessa, professionisti
della politica che prendono a pretesto per fare polemica cose di buon
senso come questa che abbiamo fatto per la riforma della scuola»
Al pubblico in sala Berlusconi ha anche detto: «vi nomino tutti missionari di libertà, andate e convertite famigliari, amici, conoscenti, anche vecchi fidanzati e fidanzate, e portiamo all'Abruzzo una grande maggioranza di libertà».

«I GIORNALISTI COMUNISTI»


Berlusconi non ha risparmiato critiche al mondo dell'informazione, «ai
conduttori, Rai e non della sinistra», che «per il passaparola li
porta a far convergere sul presidente del Consiglio prese in giro, a
volte oltraggi, molto spesso menzogne. E io ci vado di mezzo – ha
protestato il premier - attaccato in malo modo». Perciò Berlusconi ha
deciso di mettere il bastone tra le ruote ai conduttori di Ballarò,
Annozero, Primo Piano ma anche Porta a Porta, chiedendo ai suoi
ministri di «non prestarsi a risse non dignitose per chi ha responsabilità di governo», per soddisfare la ricerca di audience da
parte dei presentatori di talk show politico.

BERLUSCONI VA VIA E SI SCATENA IL PUTIFERIO


L'arrivo di Berlusconi in Abruzzo ha calamitato l'attenzione anche
degli oppositori. Appena il premier è andato via si sono scatenate le
repliche.
«Ma quale autonomia di Chiodi», ha detto Teodoro Buontempo (La Destra). «Ormai nel Pdl si vive di bugie, nell'illusione che gli italiani non siano più in grado di distinguere la verità dall'inganno». «A Chiodi, come è noto – ha sottolineato il presidente de La Destra - hanno impedito persino di formare il listino, mentre la lista dei candidati gli è stata impacchettata a Roma e consegnata a lui senza garantirgli la possibilità di un intervento in merito».
«Berlusconi che mi accusa di spadroneggiare è come il bue che dice
cornuto all'asino», ha commentato Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valor in merito agli attacchi del presidente del
Consiglio.
«Se c'è qualcuno che si comporta da padrone è proprio lui che non solo ha umiliato il Parlamento espropriandolo di tutti i suoi poteri, ma ha anche imbavagliato l'informazione, sia perché è da tempo proprietario di quella privata, sia perché vuole appropriarsi di quella pubblica, tanto è vero che si è comprato anche Villari».
«Se Chiodi sia bello, come dice Berlusconi, non lo sappiamo, ma che
sarà una vittima predestinata del calderone del centro-destra questo è
già nei fatti», ha aggiunto il senatore dell'Idv Alfonso Mascitelli.
«La grave sommatoria di irregolarità evidenziate in questo ricorso al
Tar - ha proseguito il senatore Mascitelli -, da fotocopie al posto di
documenti originali sino a presunte firme false, non può essere un
casuale incidente di percorso, pasticciato da un dilettantismo
politico preoccupante per chi aspira a governare la nostra Regione; ma
ha tutte le caratteristiche di una resa dei conti interna al Pdl e
studiata scientificamente a tavolino per tenere sotto scacco Chiodi e
invalidarne, nel caso, le elezioni se non risponderà agli ordini dei
poteri locali. A breve, per l'irresponsabilità degli stessi che hanno
fatto finta di non conoscere i Domenici e i Masciarelli, l'Abruzzo
rischia di collezionare un'ennesima brutta figura».
«Berlusconi racconta tante storie. Ieri ne ha raccontata un'altra agli
abruzzesi e oggi non si è fermato», ha contestato Lorenzo Cesa dell'Udc.
«Una cosa si è dimenticato di dire: dove sono finiti i 250 milioni di euro promessi in campagna elettorale e stanziati, ma che, misteriosamente, il governo ha destinato ad altre aree del Paese».
«Finora il governo ha lanciato molti spot, ma pochissimi fatti - ha
aggiunto Cesa - Le misure contro la crisi ancora non si vedono. Noi,
invece, abbiamo presentato una proposta concreta: 100 euro al mese per ogni figlio e 50 dal secondo in poi. La crisi non si risolve solo con
l'ottimismo e con le chiacchiere - ha concluso - ma con il sostegno
alle piccole e medie imprese e alle famiglie».
Gino Antognetti , segretario dell' associazione Radicale
"Ignazio Silone" si è scagliato invece contro il vescovo Giuseppe
Molinari.
«Abbiamo visto alla televisione», racconta il segretario, «tutta la
gioia e l'emozione trepida del nostro arcivescovo e del nostro futuro
presidente Chiodi, che insieme al sempre allegro Berlusconi si
garantivano il pieno sostegno della ecclesia aquilana ad un nuovo
governo regionale di Centro destra. Dopo anni che Don Giuseppe fustiga e bacchetta i politici incapaci e insensibili siamo contenti che ci ha
fatto sapere chiaramente da che parte batte il suo cuore».

24/11/2008 8.42




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GUARDA L'INTERVISTA DOPPIA… MA CHIODI DA' BUCA AI «TERRORISTI MEDIATICI»

Intervista doppia a Gianni Chiodi e Carlo Costantini. Lo stile è quello super collaudato delle Iene. Ma uno dei due candidati non si è presentato.
L'iniziativa è stata dell'associazione Pescara In Comune che ha poi
caricato il video su You Tube. Schermo diviso perfettamente a metà: da una parte c'è il candidato presidente, dall'altro solo una sedia
vuota. Domande a raffica che spaziano a 360 gradi (dalla cultura
generale al programma politico).
Carlo Costantini dell'Idv si è seduto senza indugi, Gianni Chiodi ha dato buca.
Gli intervistatori dopo vari contatti sono riusciti a fissare un appuntamento al quale però il candidato non si è presentato.

I ragazzi hanno inforcato gli occhiali (in vero stile Iene) e lo sono
andati a prendere all'ex Aurum. Tutto è stato ripreso dalle telecamere: «le lascio la sedia vuota?», chiede la ragazza dell'associazione. Chiodi scoppia a ridere e non risponde continuando a camminare. Per lui parla qualcuno del suo entorurage. «Ci sono 100 persone che stanno aspettando…»
«Non ha dieci minuti per i cittadini?», lo incalza la ragazza.«Non è
che non ho 10 minuti…sto….», replica il candidato e in sottofondo si
sente uno che dice: «terrorismo mediatico, state facendo terrorismo
mediatico».
Simpatica e tranquilla, invece, l'intervista di Costantini che si descrive come «determinato, generoso e riflessivo». Ha sbagliato la data della unità d'Italia ma ha saputo rispondere correttamente a quando risale la Costituzione. Ha ammesso che nella sua coalizione ci sono due indagati «per problemi non contro la pubblica amministrazione», e ha sottolineato che la politica «è una passione».
Le prime tre cose da fare arrivando al governo regionale? «Questione
morale, riscrittura regole, sviluppo territoriale».
Sulla rielezione del presidente dell'Aca Bruno Catena (Pd) Costantini
non ha avuto dubbi: «è stato uno sbaglio». Un sostantivo per definire
la Sanità? «Un disastro». Angelini? «Un disastro». Del Turco? «Un
disastro». Costantini si è poi detto contrario al centro oli, al ritorno del nucleare. Favorevole, invece, all'eolico, al solare termico e al fotovoltaico.
Un commento su Chiodi? «dicci qualcosa sul tuo programma».
Tutti gli altri candidati si sono sottoposti al gioco- intervista e nei prossimi giorni anche quei filmati verranno inseriti su You Tube.

24/11/2008 9.09