Costantini e Pd: «la mia è alleanza con persone, non con partiti»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Siamo compatti, la nostra è una alleanza fatta di persone e c'è sintonia in tutta la coalizione». Carlo Costantini rivendica la sua unione anche con gli utenti del suo blog ai quali risponde ogni martedì.
A chi ha chiesto al candidato presidente del centrosinistra se l'alleanza con il Pd non sia «inopportuna» lui ha assicurato che è la scelta giusta. «Ho fatto una alleanza con le persone non con i partiti», ha detto. «Sono in sintonia con tutta la coalizione perché nel Partito Democratico ci sono persone che valgono».
Sempre rispondendo alla domanda delle persone che frequentano il suo blog, sulla questione termovalorizzatori il candidato ha detto che nel suo programma non c'è spazio per iniziative del genere: «i termovalorizzatori fanno male all'ambiente e sono una scorciatoia che non risolve i problemi della raccolta differenziata»
Per la sicurezza sul lavoro Costantini ha detto che «la Regione aiuterà le aziende che decideranno di mettersi in regola».
Altro tema di discussione il "doppione" degli uffici della regione a Pescare e L'Aquila. «Il capoluogo di regione è uno. Al massimo a Pescara dovrebbero esserci uffici amministrativi non una riproduzione del consiglio regionale».
Sulla sanità il candidato del centrosinistra ha detto che «valorizzeremo quella pubblica, sviluppando anche il privato ma nell'ambito di una programmazione chiara e precisa».
Fa dichiarazioni pesanti, invece, il candidato de La Destra Teodoro Buontempo: «se gli abruzzesi per bene non coglieranno l'occasione si rischia che le inchieste si moltiplicheranno e non basterà lo stadio di Pescara per mettere insieme i corrotti di ieri, di oggi e di domani».
Nel guardare la storia delle persone coinvolte nelle inchieste, ha detto Buontempo «dalla Fira alla Sanità, senza dimenticare gli arresti nel comune di Montesilvano e le indagini, ancora in corso, su Pescara e sugli altri comuni abruzzesi, viene fuori un dato impressionante: dal centro, come una metastasi, si sono diffusi nel centrosinistra e nei vecchi partiti che compongono il Pdl». Questi «hanno fatto scempio dei diritti dei cittadini e hanno trasmesso anche a personaggi di diversa provenienza politica quella concezione clientelare che, per decenni, ha impedito all'Abruzzo di andare avanti».
La mette sul piano della legalità anche il consigliere Bruno Di Paolo (Dc): «Ha ragione Di Pietro quando dice che il rilancio dell'Abruzzo non può prescindere dal rigore morale, dalla legalità e dalla competenza istituzionale».
«Il timore che non si abbia il coraggio di cambiare strada», continua Di Paolo, «è ancora più fondato se si guarda alle numerose e gravi anomalie in merito alle firme a sostegno delle candidature presentate e ai metodi di compilazione adottati. Anomalie che di certo dovranno
quanto prima essere chiarite nelle sedi competenti».

19/11/2008 15.32