Rinvio elezioni, Storace contrariato, Pdl ottimista: «aumenterà il consenso»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La prossima settimana il Tar deciderà se rimandare le prossime elezioni regionali o se tutto possa andare in porto regolarmente il prossimo 30 novembre. Casini (Udc): «regole uguali per tutti». * CASINI (UDC), «DA CHIODI SONO ANDATI I TRADITORI»
ABRUZZO. La prossima settimana il Tar deciderà se rimandare le prossime elezioni regionali o se tutto possa andare in porto regolarmente il prossimo 30 novembre. Casini (Udc): «regole uguali per tutti».


* CASINI (UDC), «DA CHIODI SONO ANDATI I TRADITORI»


Si respira aria di attesa nell'ambiente politico ma anche di fastidio per una decisione che, secondo i più, non andava rimandata.
La riammissione della lista “Per il bene Comune” se da un lato fa gioire i suoi sostenitori, dall'altro preoccupa quanti erano pronti a chiudere questa lunghissima campagna elettorale cominciata già all'indomani degli arresti dell'ex governatore Del Turco.
«In questo paese si piegano spesso le regole al più forte», ha detto questa mattina Pier Ferdinando Casini (Udc) intervenendo ad un incontro elettorale ad Avezzano.
«Ci sono dei principi da rispettare, che debbono valere per chi ha 2 milioni di voti come per chi ne ha solo due. I principi non si possono piegare secondo le convenienze. Se slitteranno o meno le elezioni, comunque non ci interessa». «Non dimentichiamo», ha aggiunto Casini, «che ci sono dei ricorsi in corso d'esame anche per il Pdl, non avviene per caso, per gli errori che hanno fatto gli stessi esponenti che pensano di poter governare la Regione, per ora hanno solo sbagliato a fare le liste… Noi per la stessa ragione a Trento siamo stati esclusi, non è che ci siamo lamentati più di tanto, abbiamo accettato le regole», ha concluso Casini che poi con il suo candidato De Laurentiis ha preso un caffè e sono partiti per raggiungere la città di Teramo.
Si è detto tranquillo, invece, il senatore Andrea Pastore (Pdl). Secondo lui «il provvedimento assunto dal presidente del Tar e il probabile slittamento dell'appuntamento elettorale non metteranno sicuramente in discussione il successo del partito e l'elezione di Gianni Chiodi. Anzi», ha aggiunto, «qualche settimana in più non potrà che determinare il più ampio consenso per Chiodi e per le liste che lo sostengono, mentre aumenterà la frattura nella coalizione di centro sinistra riformatasi solo per inseguire il sogno di non perdere il governo regionale».
Critico è stato anche oggi il leader della Destra Francesco Storace: «mi dispiace che i magistrati del Tar non abbiano convocato ad horas una seduta straordinaria per far sì che si decidesse subito».
Per Storace «non serve aspettare altri dieci giorni per stabilire quello che si deve fare. Insomma io spero davvero che il 30 novembre sia il giorno giusto in cui grazie anche ai grandi consensi che avrà la destra, ci sarà una pagina di moralità in regione».
«Riteniamo che sia giusto ed auspicabile avere il tempo di conoscere, valutare e ponderare programmi e candidati con la dovuta attenzione prima di andare a votare», hanno ribadito anche oggi gli esponenti del partito Per il Bene Comune.
«Possono i cittadini fidarsi dei partiti e delle persone che, dopo la presentazione delle liste, chiedono di votare al buio? Ecco cosa succede quando solo i furbi pretendono di fare politica: si crea incertezza nella popolazione e non si pensa al bene dell'Abruzzo. La politica non è un gioco e, come tutte le cose serie, richiede attenzione. Solo questo chiediamo: la giusta attenzione, il tempo di far sapere chi siamo e cosa possiamo fare per il bene di questa regione».
«Gli Abruzzesi - ha dichiarato il senatore Alfonso Mascitelli (Idv) - hanno bisogno della stabilità e dell'autorevolezza di un governo regionale che ritorni al più presto nel pieno delle sue prerogative. Oggi assistiamo a un intasamento di ricorsi presentati al Tar Abruzzo ed è l'ulteriore riprova delle molte ombre e irregolarità, evidenziate sin dal primo momento dall'Italia dei Valori e determinate dall'arrogante approssimazione, per non parlare di altro, nella presentazione delle liste da parte del Pdl e che, un domani, potrebbero incorrere nella richiesta di invalidità delle elezioni da parte di qualsiasi cittadino. Il Pdl ha fatto spregio della legge elettorale, che per sua natura giuridica, non può essere interpretata ma solo applicata, confermando ancora una volta, come già ai tempi della Fira di Domenici e Masciarelli, il vecchio vizio di aggirare furbescamente i controlli per propri tornaconti personali».

18/11/2008 13.35


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CASINI (UDC), «DA CHIODI SONO ANDATI I TRADITORI»

ABRUZZO. Se ieri numerosi sindaci e consiglieri comunale hanno
lasciato l'Udc alla volta del Pdl, stamattina Casini ha assicurato:
«Chiodi non ha il nostro appoggio».
« Il candidato presidente del Pdl, Gianni Chiodi, non ha l'appoggio
dell'Udc». Lo ha detto questa mattina a Teramo Pier Ferdinando
Casini
. «L'Udc - ha spiegato Casini - sta con Rodolfo De
Laurentiis, Chiodi ha l'appoggio di singoli esponenti che hanno
preferito tradire una storia e i valori dell'Udc nella speranza di
sedersi su una poltrona».
«Sia chiaro - ha proseguito - che qui c'é un partito, e penso a
Teramo a personalità come Silvino (ex assessore al personale della
giunta Chiodi) che hanno saputo sempre dare la preminenza ai valori,
all'identità e non ai propri interessi personali. In ogni famiglia c'é
chi è debole e non sa resistere alle tentazioni».
Non c'è nulla da festeggiare in casa Pdl, secondo Casini, per i nuovi
acquisti: «non c'è da vantarsi, forse era più intelligente far cadere
un velo pietoso su questa vicenda».
E proprio Chiodi questa mattina ha esposto i progetti per i suoi primi
(ed eventuali) 100 giorni di presidente della Regione.
«Per la prima volta», ha affermato Gianni Chiodi, «verrà
redatto e pubblicizzato un cronoprogramma di Governo, chiaro,
trasparente e monitorabile nei tempi di attuazione. Tra queste è già
possibile anticipare che entro 60 giorni verrà istituita una task
force per la semplificazione amministrativa e della burocrazia, della
quale faranno parte esperti e rappresentanti delle categorie imprenditoriali e sindacali».
Il candidato presidente del Pdl, inoltre, spiega che entro 60 giorni
«verrà istituito un osservatorio per il credito bancario» e che entro
100 giorni «verrà rimosso il vincolo del 40% regionale di raccolta
differenziata per la realizzazione di impianti di alta tecnologia per
lo smaltimento dei rifiuti e per il recupero energetico. Entro 90
giorni verrà proposta la riforma dei consorzi industriali, della Fira
e dell'Aptr. E nel frattempo si metterà in cantiere la riforma complessiva del sistema sanitario. Tutte cose che vanno nella
direzione di una politica di modernizzazione del nostro Abruzzo».
All'incontro ha partecipato anche Federica Chiavaroli,
candidata nel listino del presidente e che, nella esperienza di presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Pescara ha spiegato di
aver accettato la proposta di Gianni Chiodi per «mettere la mia
esperienza imprenditoriale al servizio della collettività».
Sabatino Aracu (Pdl) è ritornato invece sulla proposta del
ministro degli Esteri, Franco Frattini, a destinare in territorio abruzzese una riunione del G8, con protagonisti i Ministri della Cooperazione allo Sviluppo dei Paesi Terzi Mediterranei.
«E' una opportunità che rafforza il territorio», ha detto Aracu, «e
che sottolinea la determinazione ad accendere i riflettori su una
realtà regionale ricca di potenzialità, che meritano di essere espresse e valorizzate in ogni settore».

18/11/2008 16.02