Pd contro Rifondazione: «basta polemiche su Aca. Dobbiamo battere il Pdl»

Alessandro Biancardi

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Pd contro Rifondazione: «basta polemiche su Aca. Dobbiamo battere il Pdl»
PESCARA. Eh no, così proprio non va. Antonio Castricone, segretario provinciale del Partito Democratico chiede di fermare il fiume di polemiche che nei giorni scorsi ha inondato la riconferma del presidente Aca Bruno Catena. ACERBO (RC):«CASTRICONE E’ FIGLIO DEL SINDACO DI POPOLI ED E’ STATO ASSUNTO DALL’ACA»
Il rubinetto del malumore, sempre per rimanere in tema, era stato
aperto da Riziero Zaccagnini, sindaco di Rifondazione Comunista di
Tocco Da Casauria.
Rifondazione, sebbene nella maggioranza di centrosinistra nella corsa
elettorale non smette di affilare le potenti frecciatine e questo non
va giù agli alleati.
Oggi Castricone chiede di mettere tutto a tacere, per il bene….della
campagna elettorale. Adesso l'obiettivo è uno solo: «battere la
destra», le altre cose possono anche essere rimandate.
«E' il momento di finirla con la critica inutile contro i sindaci che
hanno confermato i vertici dell'Aca», tuona l'esponente del Pd. «Si
tratta di uomini delle istituzioni», ricorda a chi se lo fosse
dimenticato, «che rappresentano le loro comunità, sono vicini ogni
giorno ai problemi dei cittadini e che hanno scelto liberamente di
confermare una gestione che ha prodotto evidentemente buoni risultati
aziendali».
«Ai compagni di Rifondazione Comunista in cerca di visibilità
elettorale» dice ancora Castricone «voglio ricordare che questi
sindaci faranno campagna elettorale per consentire al centrosinistra
di riconquistare la Regione ed evitare l'arrivo di una destra senza
programma né credibilità».
Insomma, per il segretario provinciale, quindi, meglio tenere un basso
profilo di contestazione o si rischia di mandare tutto alle ortiche
con le proprie mani.
«Le elezioni», ammonisce ancora Castricone, «hanno già dimostrato come certi atteggiamenti della sinistra radicale non siano apprezzati dagli elettori, che in più di un'occasione hanno fatto capire chiaramente di avere più a cuore le ragioni dei sindaci che non quelle della sinistra radicale, anche perché nessuno è immune da giudizio».
E poi l'ultimo promemoria, a chi se ne fosse dimenticato: «il Partito
democratico è la forza trainante del centrosinistra, elettoralmente
molto più determinante rispetto a loro. Si sta in una coalizione
rispettando gli alleati: se avessero voluto gestire una campagna
contro di noi avrebbero dovuto fare una scelta diversa».

13/11/2008 11.04

ACERBO:«CASTRICONE E' FIGLIO DEL SINDACO DI POPOLI ED E' STATO ASSUNTO DALL'ACA»

«Antonio Castricone non è solo segretario del PD, assessore provinciale e figlio del sindaco di Popoli. E' uno di quegli esponenti politici che negli anni scorsi sono stati assunti all'ACA spa».
Parola di Maurizio Acerbo, “figlio” di Rifondazione Comunista da sempre e alleato dello stesso Castricone, tutti raggruppati sotto la coalizione che fa capo a Carlo Costantini.
«Non ci pare», replica a stretto giro Acerbo, «che sia nelle condizioni di attestare la corretta gestione amministrativa dell'azienda acquedottistica. E' la testimonianza vivente del contrario. Rifondazione vuole battere la destra e ha dato il suo contributo indispensabile in tante battaglie elettorali. Riteniamo che la conferma dell'indagato Catena ai vertici dell'ACA, come il voto per l'assunzione dei portaborse in Consiglio Regionale, abbiano nuociuto fortemente all'immagine della coalizione».
Acerbo ricorda anche che «il giovane segretario provinciale del Pd Castricone dimentica che se oggi i sondaggi danno in vantaggio il centrodestra è per il discredito suscitato dagli scandali di cui sono stati protagonisti esponenti del suo partito. Rifondazione continuerà a portare avanti la sua lotta su due fronti: contro la destra e contro le degenerazioni affaristico-clientelari di settori del centrosinistra. La cultura dell'omertà non ci appartiene».
«Andiamo fieri del fatto di aver denunciato anzitempo la truffa bipartisan della sanità presentando esposti alla magistratura», conclude Acerbo, «crediamo di aver fatto soltanto il nostro dovere in questi anni contestando la trasformazione dell'ACA in un carrozzone clientelare dove molti sindaci hanno sistemato galoppini e parenti.
Castricone dimentica che, senza Rifondazione e il Wwf, decine di migliaia di cittadini starebbero ancora bevendo o cucinando con acqua contenente sostanze cancerogene e che la magistratura ha confermato quanto da noi rivelato. Non è colpa nostra se Catena è un pluri-indagato e se l'ACA non funziona. Su una cosa Castricone ha ragione. Forse non dovevamo allearci con il PD. Ce lo dicono tanti compagni e elettori. Rischiamo di perdere la reputazione. E' che vogliamo bene alla nostra regione e ai nostri concittadini e sappiamo di quali danni è capace il centrodestra. Fortunatamente noi non ci siamo alleati col partito dell'acqua, che non coincide con tutto il PD della regione, ma con una coalizione che si è riconosciuta nella candidatura di Carlo Costantini presidente con il quale abbiamo condiviso tante battaglie per la trasparenza e la legalità.
Antonio Castricone è un bravo ragazzo, ne siamo convinti».

13/11/2008 13.39

LA REPLICA DI CASTRICONE: «IO STO LAVORANDO PER VINCERE»

«Non è Maurizio Acerbo che mi dà la patente da bravo ragazzo», replica Castricone dopo la dichiarazione dell'esponente di Rifondazione Comunista, «e non è autorizzato ad utilizzare alcun tipo di ironia nei miei confronti: lui è un ex ragazzo alla disperata ricerca di qualche incarico elettivo magari ben remunerato. Come al solito lui ama solo fare polemiche e chiacchiere, sperando di avere qualche voto in più. Io sto lavorando per vincere le elezioni e non appartiene al mio modo di fare politica scendere ad un livello così basso di offese. Resto dalla parte dei sindaci», chide Castricone, «e quelle persone che quotidianamente si impegnano per risolvere i problemi dei cittadini». 13/11/2008 15.51

PICCONE (PDL): «RICONFERMA DI CATENA VOLUTA DAGLI AMICI DI COSTANTINI»

«Con il bis di Catena (Pd) come presidente dell'Aca abbiamo la riconferma di un personaggio responsabile, almeno politicamente, di fatti gravissimi successi l'estate scorsa, come migliaia di famiglie lasciate a secco, e sospetti di acqua inquinata spacciata per potabile».
Così Filippo Piccone commenta la scelta operata nei giorni scorsi sulla nomina di Catena e la reazione di Rifondazione: «Si tratta di una decisione presa dagli amici di Costantini, e benché oggi Rifondazione giochi il ruolo di tardivo censore, parliamo di una scelta che dimostra come l'importante sia occupare poltrone, e tentare con il clientelismo di battere il centrodestra: la salute dei cittadini non è in cima alle loro priorità. Credo - conclude Piccone - che non appena Chiodi e il Pdl avranno vinto le elezioni, la riforma della gestione acque sarà una priorità assoluta». 13/11/2008 17.28