Arrivano altri no al Centro Oli: quello delle Province di Pescara e Chieti

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La Provincia di Pescara sosterrà in tutte le sedi istituzionali, e nel caso fosse necessario anche in quelle giudiziarie, la battaglia dei cittadini abruzzesi contro la realizzazione del “Centro Oli” lungo la costa teatina, insediamento fortemente osteggiato da uno schieramento che comprende gran parte della comunità scientifica. Lo ha deciso il Consiglio provinciale, riunito questa mattina a Pescara sotto la presidenza di Filippo Pasquali, approvando un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Rifondazione comunista, Sandro Di Minco. Il testo, votato dai gruppi del centrosinistra presenti in aula (il centrodestra ha invece abbandonato la seduta al momento del voto) impegna il presidente della Provincia, Giuseppe De Dominicis, a dispiegare tutte le iniziative necessarie a impedire la realizzazione del contestato centro di prima raffinazione del greggio voluto dall'Eni.
Nel testo presentato dall'esponente di Rifondazione comunista, si legge tra l'altro che l'insediamento provocherebbe «un grave pregiudizio al patrimonio ambientale, agricolo, paesaggistico e turistico dell'intera costa abruzzese», senza contare «i rischi per la salute dei cittadini abruzzesi», anche alla luce della stessa relazione del colosso energetico nazionale, secondo cui «la costruzione dell'impianto comporterà la creazione di nuove emissioni in atmosfera». Il Consiglio provinciale ha deciso di dare mandato al presidente De Dominicis di scrivere ai rappresentanti di tutte le istituzioni interessate per rappresentare la posizione dell'ente.

Anche il consiglio Provinciale nella seduta del 23 ottobre scorso ha approvato un documento, riguardante il Centro Oli di Ortona, con il quale impegna il Presidente della Provincia ad intraprendere ogni utile iniziativa, incluse possibili azioni amministrative contro la sentenza emessa dal Tar Abruzzo, in raccordo con i Sindaci del territorio, per bloccare la realizzazione dell'insediamento. L'ordine del giorno, presentato dai consiglieri di Rifondazione Comunista è stato approvato, oltre che con i voti dei consiglieri di maggioranza, anche con quelli dei consiglieri di Alleanza Nazionale, mentre è da sottolineare che i rappresentanti di Forza Italia, presenti in aula, ne sono usciti al momento della votazione, assumendo così ancora una volta un atteggiamento che non esprime una posizione definita sull'argomento.
27/10/2008 14.07