Pd e Pdl, continuano le trattative: momenti decisivi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si fanno frenetiche le trattative, gli incontri, le telefonate. Tutto si decide però a Roma dove i candidati delle maggiori coalizioni saranno indicati dai vertici nazionali. * FORZA NUOVA CONTRO LE BANCHE:«CONTINUANO A RAPINARCI» * L'INIZIATIVA: AIUTIAMOLI A VINCERE


Sta facendo così il Pdl che è riunito in un vertice che potrebbe partorire finalmente il nome del candidato presidente che darà la stura alla preparazione delle liste. Con grande ritardo a 15 giorni dallo scadere ultimo del termine.
Maggiori difficoltà per il Pd che invece deve fare i conti con i piedi puntati dell'Idv di Di Pietro che ha lanciato Carlo Costantini come candidato e pare che non voglia tornare indietro.
Sarà il partito di Veltroni, oggi impegnato in un vertice al quale parteciperanno anche rappresentanti abruzzesi, ad indicare un nome.
Chissà se sarà quello definitivo.
Prima bisognerà stabilire se correre con l'Idv - e dunque accettare Costantini - oppure da soli.
Una unità difficile da raggiungere e ancor più da mantenere se è vero che il partito di Costantini detterà le regole (in parte già note) per l'intera coalizione.
Condizioni che stanno molto strette al Pd.
Al momento sembra davvero improbabile una coalizione larga che comprimerebbe non poco lo spazio di azione del Partito Democratico.
Questione di giorni, forse di ore.
«Mi vien voglia di gridare», sbotta il consigliere regionale del Pd Cesare D'Alessandro. «Mi appello al popolo delle primarie».
«Siamo di fatto separati in casa», continua D'Alessandro, «impantanati in veti inaccettabili, mentre la destra, responsabile quanto la sinistra e forse più del fango che sommerge le istituzioni, trova l'unità imposta da Berlusconi che governa l'Abruzzo come una provincia dell'impero».
D'Alessandro, inoltre punta su Costantini: «è il nuovo della politica abruzzese, è giovane, preparato, colto, profondo conoscitore della macchina amministrativa regionale, dotato di capacità politiche notevoli, in grado di traghettare l'Abruzzo verso l'Europa e garantire sviluppo, benessere, occupazione, legalità».
«La coalizione, come sommatoria di percentuali di partiti – ha affermato il senatore Idv Mascitelli -, serve a poco per vincere se non si ha la capacità di convincere e soprattutto di recuperare la credibilità della politica e la fiducia dei cittadini, che sono ridotti ai minimi termini».

«Lo scandalo Fira ripropone con veemenza e allarme il degrado morale che ha pervaso da alcuni anni la nostra regione nei suoi gangli vitali», dice invece il Consigliere Regionale e leader del Movimento per L'Abruzzo Bruno Evangelista.
«Il grave è che il centrodestra», aggiunge, «non ha finora posto in alcun modo nella sua agenda una qualsiasi carta dei valori come contributo ad affrontare un momento assolutamente centrale per la credibilità della politica e delle istituzioni. Il Movimento per L'Abruzzo vuole dunque dare il suo contributo perché la nostra regione possa ripartire non solo dall'onestà ma dagli onesti; ciò sta a dire che il cambiamento non impegna solo le dichiarazioni di principio sulle quali tutti a parole siamo d'accordo ma le persone come tali. La discontinuità con la vecchia politica, i cui costi sono non da oggi inaccettabili, necessita di un personale politico capace e coerente; in quest'ottica vi è la necessità che non vengano riproposte candidature di persone che abbiano già espletato il secondo mandato».

CONSIGLIO IMPORTANTE DOMANI

Domani intanto sarà una giornata importante e di verifica per le formazioni politiche in consiglio regionale.
Rifondazione Comunista ha infatti predisposto e già presentato due emendamenti che saranno posti in votazione nel corso del Consiglio Regionale di domani.
«Se verranno approvati», spiega Maurizio Acerbo, «l'Abruzzo diventerà la prima Regione italiana a tagliare i costi della politica e si porrà all'avanguardia sul piano della trasparenza».
Per una volta l'Abruzzo potrebbe farà notizia sul piano nazionale per qualcosa di positivo e non per scandali, arresti, sprechi e ruberie.
Le misure proposte da Rifondazione riguardano la drastica riduzione delle indennità e dei vitalizi di consiglieri e assessori regionali e norme per la trasparenza.
«L'indennità», spiega ancora Acerbo, «passerà dall'attuale 65% dell'indennità parlamentare a un più sobrio 50% e quella dei presidenti di Giunta e Consiglio dal 95% all'80%».
La riduzione sarà analoga anche rispetto ai vitalizi che sono calcolati sulla base delle indennità.
«Si tratta di una prima misura concreta», puntualizza l'esponente di Rifondazione, «dopo anni di chiacchiere sulla riduzione dei privilegi del ceto politico, un primo segnale concreto di cambiamento».
Rc dunque sembra aver messo alle strette chi fa della “questione morale” un punto centrale: sarà difficile allora sottrarsi al voto o ostacolarlo. Sarà allora importante capire chi si schiererà contro il taglio dei privilegi e contro la trasparenza.
14/10/2008 16.01


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FORZA NUOVA CONTRO LE BANCHE:«CONTINUANO A RAPINARCI»

PESCARA. E' iniziata questa notte la campagna elettorale di Forza Nuova che si presenterà con un proprio candidato presidente alle prossime elezioni regionali.
Una decina di militanti ha tappezzato di manifesti la città per protestare contro lo strapotere delle banche. Una battaglia ingaggiata in nome del popolo e contro «l'Unione Europea, il Fondo monetario internazionale il Governo Italiano rei di voler non solo differire l'agonizzante morte del sistema liberalcapitalista odierno sul quale l'Europa di Maastricht e Schengen si fonda, ma addirittura di voler svuotare le già esigue casse pubbliche, con gravi ripercussioni sullo stato sociale, a favore di pochi e potenti gruppi finanziari, ingrassati da decenni di prelievi usurai ai danni di tutti i cittadini italiani».
«La nostra presenza ed il nostro striscione che verrà srotolato, invece, mercoledì mattina davanti alla Banca d'Italia», ha preannunciato Marco Forconi, «rappresenterà perciò da un lato una protesta contro le lobbies finanziarie che hanno strangolato la sana economia europea, e dall'altro il desiderio di offrire una corretta informazione ai cittadini. Forza Nuova difende solo ed esclusivamente gli interessi delle fasce deboli, proprio oggi che la classe media si è drammaticamente impoverita».
Il pensiero forzanovista vuole una crisi mondiale «frutto di una spregiudicata opera di rivoluzione mondiale tesa all'affermazione definitiva di un'entità che definiremo come “Grande Parassita”. Questo germe prolifica e si riproduce soprattutto nei paesi cosiddetti sviluppati e tenterà di destare il colpo finale alla politica economica tradizionale e nazionale».
«I media italiani», è la tesi di Forza Nuova, «totalmente asserviti al regime duopolista Pd e Pdl, in compartecipazione con organismi come l'UE, l'Onu e il FMI che sono in grado di comprimere le sovranità nazionali e d'incidere sulle condizioni di vaste zone della terra, coprono inoltre, in maniera criminale, le reali colpe di un sistema che banchetta oramai sulle carcasse di quel che rimane dell'Italia. I risparmiatori, i lavoratori a salario fisso, i piccoli e medi imprenditori e gli stessi padri di famiglia sono oramai entrati in un turbine apocalittico senza via d'uscita. La salvezza è nella rottura con gli attuali meccanismi di decomposizione sociale prodotti dai maggiori governi europei. Il ritorno ad una politica fortemente nazionale e la chiusura totale dei confini a coloro che verrebbero solo ad assottigliare la già labile economia italiana, è indispensabile».
14/10/2008 14.43