Fira, lo scandalo che torna buono in campagna elettorale

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Lo scandalo Fira torna buono durante le elezioni. Dopo le anticipazioni di PrimaDaNoi.it della lunga lista dei 104 indagati, notizia ripresa da tutti i giornali regionali, la maxi inchiesta è tornata al centro dell'attenzione e del dibattito politico.
Gianni Melilla (capogruppo di Sinistra Democratica) ricorda che sul caso ne aveva fatto anche una interrogazione regionale. Era il 2003, lo scandalo era ancora lontano dallo scoppiare, ma i sospetti e le domande erano già tante.
«Quella interrogazione», ricorda oggi Melilla, «pubblicizzata ampiamente e trasmessa a tutte le autorità, nei fatti denunciava cose, su cui a distanza di 5 anni, si evidenzia un fondamento, almeno per quanto ci dice la Magistratura. Infine - conclude Melilla - la nostra interrogazione si concludeva chiedendo di denunciare per calunnia e diffamazione chi sollevava queste accuse. Ovviamente nessuno fu denunciato. Ciò al fine di dimostrare che ci fu chi sollevò obiezioni, ma non fu ascoltato dalla Giunta di centrodestra».
E' vero anche però, che dopo lo scandalo, l'allora presidente Del Turco promise di impegnarsi per la questione morale e per cancellare la finanziaria regionale. Promesse non mantenute.
La Fira torna utile anche al centrodestra che accusa il centrosinistra di un «giustizialismo estremo».
Almeno così la pensa Alessio Di Carlo che risponde a polemiche sollevate dal segretario regionale di Rifondazione, Marco Gelmini, che ha parlato, sempre richiamandosi alla Fira, di «centrodestra nocivo all'Abruzzo ed agli interessi dei cittadini».
«Questa sinistra», contesta Di Carlo, «non ha perso né pelo né vizio e Gelmini non si è fatto scappare l'assist preparato da una parte della stampa che da mesi da' voce all'esistenza di dossier che vedrebbero implicata la dirigenza nazionale di Forza Italia ai suoi massimi livelli».
Chiude il dibattito l'onorevole Dell'Elce che tenta di uscirne con un più calmo: «decideranno i cittadini».
«Ritengo, - ha aggiunto Dell'Elce - che la causa principale del disamore della gente nei confronti della politica sia proprio questo perverso meccanismo a cui, per molti versi , si e' ispirato il ceto dirigente della nostra regione».
Chissà se è opportuno di questi tempi, per conquistare qualche voto, parlare proprio di scandali giudiziari…

09/10/2008 17.30